Piantare alberi fa bene alla Natura e alla società.

Piantare alberi migliora le città e la qualità della vita

Giovane piantina di Bagolaro appena piantata – foto  Colazilli

 

Introduzione

Un pò tutti conosciamo il libro “L’uomo che piantava gli alberi” di Jean Giono, dove Elzéard Bouffier, un solitario pastore del sud della Francia riesce a creare una foresta con la sola forza delle braccia e con la sua passione incrollabile. Ognuno di noi, nel proprio piccolo dovrebbe comportarsi così per rendere più verdi le nostre città o i nostri quartieri. In realtà sempre meno  alberi vengono piantati nei centri abitati, dando sempre la colpa alla mancanza di soldi per la manutenzione e l’acquisto; poi vengono visti come un problema quando iniziano a crescere, a sporcare, a dare fastidio ecc… Insomma, in tanta parte della società c’è una sorta di insofferenza per l’albero, visto alle volte come un pericolo sociale e non come un salvatore dall’inquinamento. Bisogna ricordarsi che gli alberi sono esseri viventi e non oggetti. Spesso ci sono alcuni progettisti che trasformano l’albero in mero abbellimento urbano, senza dargli la dignità di una creatura che respira.

 

La preparazione della buca – Foto Colazilli

 

La tecnica 

Quando si pianta un albero la buca deve essere sempre più grande rispetto alle dimensioni della zolla.Più l’albero sarà grande più avrà un apparato radicale sviluppato, più la buca dovrà essere ampia. Per gli alberi giovani utilizzare attrezzi come il piccone, il badile, la zappa, la pala. Per quelli già grandi munirsi di un escavatore per preparare la terra e realizzare i buchi. Fondamentale non soffocare l’albero, cioè scavare buchi estremamente profondi con riporto di terra molto oltre il colletto. In quel caso gli esemplari possono morire dopo poco tempo per soffocamento. Importante, infine la sicurezza, utilizzando occhiali protettivi se necessari, guanti da lavoro e stivali o scarpe anti-infortunistica. Una volta piantato l’albero, mettere paletti di legno per realizzare l’impalcatura di sostegno. Questa operazione è fondamentale per preservare gli esemplari dal vento e dalle nevicate.

Intorno ai giovani alberelli è sempre meglio realizzare una conchetta per trattenere l’acqua. – Foto Colazilli

 

Il periodo

Il periodo migliore per piantare alberi va sempre dalla fine di ottobre fino alla fine di marzo e deve uniformarsi alle diverse realtà climatiche italiane. Nel periodo autunno-inverno si possono piantare alberi a radice nuda, alberi in zolla e alberi radicati in vaso. Per quanto riguarda i mesi tardo primaverili ed estivi è consigliabile piantare solo alberi radicati in vaso che poi però dovranno essere innaffiati nelle giornate più calde. E’ bene comunque evitare di piantare alberi nel pienocaldo estivo per non far deperire gli esemplari e far lievitare gli eventuali costi di gestione.

 

La messa a dimora- Foto Colazilli

La messa a dimora- Foto Colazilli

 

Il benessere psicofisico e l’educazione ambientale

Piantare alberi può diventare un momento di bellissima aggregazione sociale, dove si fa amicizia e dove possono nascere incontri, simpatie e collaborazioni. Piantare alberi mette in moto tutto il nostro corpo, principalmente i muscoli dorsali, i muscoli delle gambe, i muscoli delle braccia e delle spalle e gli stessi addominali. Si fa attività fisica nel momento in cui si deve scavare il buco per l’albero, durante la messa a dimora e poi quando si deve ricoprire la zolla con la terra di riporto.
Tanti i benefici per il nostro organismo e per il nostro spirito: subito dopo la faticosa impresa della messa a dimora ci si sente bene interiormente, si scarica la tensione, si elimina lo stress, si rinvigorisce l’organismo e la muscolatura.
E’ importantissimo che questo gesto di piantare alberi venga insegnato sempre di più ai bambini sin dalla tenera età. Durante la messa a dimora si va a spiegare le particolarità dell’albero, come funziona l’apparato radicale, quanto deve essere grande la buca, dove, come e quando piantare ecc…
La manutenzione degli alberi piantati è un aspetto molto importante che non tutti, soprattutto talune Amministrazioni pubbliche, riescono a seguire nei minimi dettagli. L’albero ha bisogno di cure nei primi anni di vita: acqua, concimazioni e trattamenti fitosanitari. Un albero ben piantato e ben curato nei primi anni di vita sarà di certo uno splendido esemplare in età più adulta. 
Ricordiamoci sempre di fare attenzione a quali specie botaniche vengono utilizzate. E’ consigliabile scegliere sempre alberi soprattutto longevi, possibilmente autoctoni, capaci di vivere centinaia o migliaia di anni.E  bisogna fare attenzione alle distanze legali sui confini, ai regolamenti nei condomini ecc…. Importante, poi, non piantare esemplari di prima grandezza troppi vicini l’uno all’altro. Ricordiamoci che anche gli alberi amano vivere in un loro spazio vitale dove poter progredire ed essere sempre più belli e affascinanti.

 

Non chiacchiere ma fatti. Bisogna curare gli alberi piantati.

Si fa un uso incredibile del termine “piantare” in riferimento agli alberi ma troppo poco si usa invece il termine “curare”. Un pò tutti, istituzioni, scuole, comuni e associazioni si vantano di aver piantato tantissimi alberi su terreni incolti, in giardini pubblici e privati ma in pochi hanno il coraggio di andare oltre e  studiare i ben più difficili e dispendiosi lavori di cura e manutenzione delle specie arboree.

Piantare alberi in certe situazioni rischia di diventare il palcoscenico per mettersi in mostra o per recitare frasi a effetto, un gioco per passare il tempo o per dire che siamo dalla parte del pianeta e della Natura. Ci sono feste dell’albero che corrono il rischio di trasformarsi in comizi per la salvezza del mondo in cui l’albero è il grande protagonista di questa battaglia, peccato che poi, a distanza di qualche mese lo stesso albero è morto e dimenticato perchè nessuno lo ha saputo o voluto curare.

La messa a dimora degli alberi non può ridursi solo ed esclusivamente a un teatrino dei buoni propositi. Gli alberi non sono oggetti, non devono essere trasformati in cavalli di battaglia per tenere in piedi una ideologia pseudo-ecologista o un attivismo superficiale per farsi pubblicità.  Stiamo interagendo con degli esseri viventi affascinanti e complessi che hanno una dignità e un’importanza fondamentale per la nostra sopravvivenza, che hanno bisogno di molte cure e che non possono essere abbandonati soprattutto nei mesi successivi alla messa a dimora. Le amministrazioni e gli enti dovrebbero rispettare l’albero e approntare immediatamente progetti di manutenzione pensando al futuro. Significa che quando si pianta un albero si deve già immaginare come sarà questo nel futuro prossimo, tra 20-30 anni, dove arriveranno le sue dimensioni, che tipo di manutenzioni effettuare sull’albero in crescita, prevedere gli eventuali interventi fitosanitari e il miglioramento del terreno, le concimazioni, le innaffiature, lo sfalcio delle erbacce ecc.

La messa a dimora di alberi è la realizzazione di un progetto già studiato nei suoi minimi dettagli. Questo tipo di situazione obbliga la partecipazione di esperti paesaggisti, botanici e agronomi che devono conoscere perfettamente le specie arboree e che già sanno come diventeranno nel futuro. Una cattiva progettazione del verde ornamentale è un immane dispendio di denaro pubblico e un schiaffo alla qualità della vita dei cittadini.

Non basta solo comunicare sui giornali o in tv che sono stati piantati migliaia di alberi, è fondamentale impegnarsi affinchè questi esemplari attecchiscano e possano diventare in futuro una grande foresta. Ciò che conta in questi casi è la qualità del lavoro, la serietà e la passione con cui si curano gli alberi per farli crescere in salute. Sono concetti fondamentali che dovrebbero essere alla base dei progetti del verde di tutte le amministrazioni pubbliche e gli enti.

 

Alberto Colazilli

Esperto di paesaggio e curatore di giardini

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