Alberi in città. Le discutibili dichiarazioni del capo della Protezione Civile

Ancora una volta l’antropocentrismo di massa vince sulla corretta gestione scientifica del verde

 

Fanno discutere le dichiarazioni del capo della Protezione Civile Angelo Borrelli in merito alla gestione del verde urbano. L’intervista è comparsa in un articolo di Repubblica del 29 ottobre, subito dopo i disastri del maltempo.  Leggendo l’articolo saltano subito all’occhio alcuni discutibili concetti in merito alla gestione dei pini e degli alberi in città, dichiarazioni antropocentriche  molto lontane da un sereno rapporto con i beni ambientali. 

Borrelli dichiara: “I pini, che presentano un apparato radicale molto superficiale, sono andati giù. Manca, e manca sempre più, la manutenzione degli alberi cittadini. Gli enti proprietari non hanno più risorse finanziarie per una  cura puntuale, non li potano con frequenza periodica e questo accentua i problemi che già abbiamo. I pini davanti casa mia, per dire, sono più alti del palazzo.”  

 

 

Non vogliamo assolutamente criticare il pregevole lavoro che la Protezione Civile svolge in ambito nazionale nella gestione delle emergenze e dei disastri, tuttavia le dichiarazioni di Borelli dimostrano poca conoscenza e poca sensibilità verso mondo vegetale e naturalistico.  Quanto dichiarato rischia di aumentare i livelli alberofobia tra i cittadini italiani già scossi psicologicamente da così tanti crolli di alberi. Gli alberi vengono visti come un problema e vengono paragonati a oggetti d’arredo dimenticando che sono esseri viventi con dinamiche particolari oltre che risorsa turistica e paesaggistica.

Assolutamente falso affermare che i pini presentano radici superficiali che quindi li fanno cadere. Il pino, in natura, è un albero con apparati radicali possenti in grado di vivere in condizioni impossibili come roccia, sabbia e ghiaia, sfidando venti e burrasche. In città purtroppo è costretto a sevizie di ogni genere che lo rendono instabile. Bisognerebbe forse approfondire questo concetto è smetterla di demonizzare una specie arborea. Ci si aggrappa a luoghi comuni, dicerie di quartiere, leggende metropolitane create ad arte da chi non conosce la fisiologia e l’evoluzione di questi grandi alberi. Anche quando si dice che i pini sono più alti del palazzo sembra di stare a sentire le lamentele del vicino di casa o dell’amministratore di condominio o dell’assessore comunale che hanno paura di giganteschi alberi che sovrastano i palazzi e che oscillano con il vento.  Assolutamente falso affermare che gli alberi devono essere potati con frequenza periodica, in realtà andrebbero seviziati il meno possibile progettando interventi di gestione altamente professionali con esperti qualificati e nel pieno rispetto della pianta. 

Si continua a fare gli indifferenti e i superficiali sul grave problema psicologico dell’alberofobia, una realtà con cui bisogna fare i conti. Per il verde cittadino bisognerebbe parlare di corretta gestione e progettazione, coinvolgendo i professionisti, collaborando con le figure professionali addette alla tutela e conservazione dei beni ambientali e del paesaggio. Gli alberi in città vanno valutati con serietà scientifica, lasciando perdere le leggende metropolitane. Se un grosso pino cade sulle macchine non dipende dalla qualità della specie botanica ma da chi non ha saputo vigilare sulla sua corretta gestione. Bisogna valutare attentamente ogni caso, lavorando per il bene dell’albero e per preservare la sicurezza dei cittadini.  Continuare a parlare aggrappandosi a luoghi comuni è pericoloso, è antiscientifico e non aiuta la risoluzione dei gravi problemi sul territorio.

Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio Onlus

 

2 pensieri riguardo “Alberi in città. Le discutibili dichiarazioni del capo della Protezione Civile

  • 2 novembre 2018 in 8:14
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    grazie per l’intervento, sono però sorpresa dalla frase che dice che gli alberi non andrebbero potati regolarmente per tenere le chiome in ordine. in breve, dato l’allarmante senso di pericolo, che si deve fare, secondo lei? non dice qual’è la soluzione….speriamo sia semplice per tacitare gli abitanti che si affacciano tra i rami come abitassero tra nidi. vorremmo che le piantumazioni fossero intensificate ma dobbiamo avere una lingua pronta ed efficace per condurre i detrattori al silenzio. grazie!

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    • 5 novembre 2018 in 19:31
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      La gestione degli alberi in città va fatta recuperando il corretto rapporto con gli abitanti. Basta alberofobia e basta anche abbandono del verde cittadino. Gli alberi sono esseri viventi e non oggetti d’arredo che possono essere torturati a piacimento. E’ chiaro che le condizioni ambientali per gli abitanti devono essere dignitose e le potature devono essere eseguite rispettando la pianta ed evitando problemi ai residenti. Nessuno vuole che i rami finiscano nelle case. Nessuno vuole che l’albero cresca dentro gli appartamenti in maniera selvaggia. Si procede con potature chirurgiche di diradamento per far passare la luce e lavorando sul buon senso. Si tratta di lavori che non vengono fatti ogni anno ma solo quando necessario. Un albero ben gestito non crea gli stessi problemi di un albero capitozzato che si ammala e genera parassiti. Scientificamente parlando, più gli alberi vengono toccati e maggiore sarà la loro incapacità a resistere ai cambiamenti climatici e agli stress cittadini. Il giusto compromesso, lavorando sugli aspetti scientifici, è il traguardo da raggiungere. Ed è anche un fatto di corretta comunicazione oltre che di psicologia verso i cittadini che vanno educati alla natura e non lasciati in balia di fantasmi e leggende metropolitane.

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