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STUDI, RICERCHE E ARTICOLI

STUDI, RICERCHE E ARTICOLI

Articoli dedicati al paesaggio, alberi monumentali, giardini, foreste, problematiche ambientali.

Eucaliptus abbattuti a Nettuno.

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EUCALIPTUS  ABBATUTI  A  NETTUNO 

 

 

 

 

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ABBIAMO VOLUTO SCEGLIERE QUESTE FOTO SCONVOLGENTI  PERVENUTECI  DA NETTUNO E RAFFIGURANTI  I  RESTI DI GROSSI EUCALIPTUS DISTRUTTI.

 

 

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SI TRATTA DI FOTO EMBLEMATICHE  DI UN'ITALIA CHE VA ALLA DERIVA.

 

 

 

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IMMAGINI CHE FANNO MALE AL CUORE E CHE DOVREBBERO FARCI RIFLETTERE!

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Alberi capitozzati a Loreto (AN) nelle Marche

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ALBERI CAPITOZZATI A LORETO (AN) NELLE MARCHE

 

La segnalazione e le foto ci arrivano da Loreto (AN) nelle Marche. Alberi capitozzati ormai privi di dignità e valore. Va sempre peggio!

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Il CO.N.AL.PA. condanna il massacro dei Tigli lungo la Via Salaria (AP)

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Il CO.N.AL.PA. condanna il massacro dei Tigli lungo la Via Salaria (AP)



Il CO.N.AL.PA. condanna aspramente il taglio di giganteschi tigli lungo la Via Salaria, all'altezza di Monsampolo (AP). La segnalazione ci parla del sacrificio di almeno 10 esemplari di tiglio di oltre 70 anni di età e in ottimo stato di salute che fino a poco tempo fà abbellivano con stupende gallerie verdi ampi tratti della Salaria. Dalle foto pervenuteci si può notare la gravità dell'intevento. Si tratta a nostro avviso di uno scempio a regola d'arte per far costruire dei marciapiedi. Un progetto che ignora l'esistenza di tecnologie innovative che permettono di integrare radici degli alberi e strutture pedonali senza alcun problema. Innovazioni tecnologiche per salvare gli alberi che sono state ampiamente promosse e pubblicizzate in altre occasioni dalla nostra associazione e che purtroppo non vengono recepite da amministrazioni sorde e cieche incapaci di guardare alla novità e pronte a mettere mano alla motosega nel più breve tempo possibile! Questo della Via Salaria è l'ennesimo assalto barbaro al patrimonio verde che non porterà a nulla ma anzi impoverirà il territorio di emergenze naturali e importanti ecoservizi, provocando un aumento esponenziale dell'inquinamento atmosferico in tutta la zona. Staff Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio

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Loreto Aprutino - Il verde che non esiste. Dicembre 2012

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Loreto Aprutino - Il verde che non c'è!



Passeggiare per alcune vie importanti di Loreto Aprutino e vedere come ci sia un elogio di alberi secchi, aiuole vuote e senza verde... carenza di parchi pubblici. Eppure basterebbe poco per trasformare questa cittadina in un piccolo paradiso! Reportage fotografico realizzato da Alberto Colazilli nel dicembre 2012.

 



 

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Salviamo le passeggiate alberate del Talvera a Bolzano

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SALVIAMO  LE  PASSEGGIATE  ALBERATE

DEL  TALVERA  A  BOLZANO

 

 

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NON SONO TRANQUILLO

 

 

 

In città, nel suo cuore, è previsto un cantiere che metterà a nudo il muro d’argine del torrente Talvera.
Per costruire un parcheggio sotterraneo almeno 20.000 m3  di terreno che, all’esterno dell’alveo, aiutano il muro a sostenere la pressione dell’acqua dalla parte del torrente e ne assorbono le infiltrazioni, saranno asportati definitivamente per fare spazio ad una scatola vuota di cemento.   I garage.
C’è una chiara normativa che vieta di costruire a meno di 10 m. dagli argini dei corsi d’acqua
 , e ormai tutti dovrebbero averne capito il senso, ma in questo caso verrà chiesta una deroga al Demanio Idrico. 
L’Italia è diventata ormai il paese delle deroghe e l’ufficio in questione formulerà anche questa in maniera tale da garantirsi da ogni responsabilità.
Al Sindaco però, ed alla sua Giunta, rimarrà per sempre la responsabilità politica di questa scelta.   Ed è una responsabilità pesante:
-Quella di non avere applicato il principio di massima precauzione.
-Quella di mettere in pericolo l’incolumità dei cittadini se qualcosa non dovesse essere fatto a regola d’arte.
-Quella, Dio non voglia, del “ …non era oggettivamente prevedibile una piena catastrofica durante i lavori “ ad esempio.

Però le cose succedono.
Se nostro Signore dovesse decidere di far piovere in pochi giorni una quantità straordinaria d’acqua all’interno del bacino idrografico del torrente Talvera, che ha una superficie di 429 Km2, quindi gigantesca per un torrente, nessuno e niente potrà impedire che tutta quell’acqua arrivi a Bolzano.
Come successe nel 1966, anno in cui molti di noi ricordano l’acqua del torrente lambire la strada su cui si passeggiava e riempire totalmente il suo alveo che era molto più ampio di quello odierno.
Infatti, dove allora scorrevano ogni giorno milioni di metri cubi di acqua, oggi noi abbiamo i milioni di metri cubi di terreno dei prati del Talvera e persino palestre scolastiche dentro l’alveo.
Risalendo la Val Sarentino abbiamo poi piccole zone industriali a stretto contatto col torrente.   
Tutto questo non c’era quaranta anni fa.

Mettere a nudo per una lunghezza di 200 m. un muro d’argine costruito più di 100 anni fa, piantare micropali alla sua base, provocare vibrazioni che solleciteranno in qualche modo la sua antica struttura e farlo per un periodo che varierà da uno a due anni , quanto servirà a costruire i garage, è un azzardo.
Fra il resto l’alveo del torrente è, in quel punto, più stretto che a monte del ponte Talvera con conseguente maggiore difficoltà a contenere le acque in caso di piena.

Se l’imponderabile, ed ogni minuto nel mondo qualcuno ne è interessato, dovesse decidere di passare di qua, le conseguenze investirebbero tutti i quartieri S.Quirino ed Europa-Novacella.
Tutto questo per 138 garage.

Fare la scelta giusta è faticoso, ancora più difficile se si tratta di tornare sui propri passi, ma tornare indietro, se ci sono serie motivazioni, in questo caso sarebbe un passo avanti.

 

Paolo Giacomoni

 

 

SENZA PIETA’

 

 

 

 

Fra le tante, tantissime persone contrarie alla costruzione del parcheggio sotterraneo lungo le passeggiate del Talvera, si distingue, per disperata combattività, un manipolo di persone anziane.

Sindaco e consiglieri favorevoli al progetto immagino avranno preferito pensare ad un eccesso di egoismo autoconservativo, che impedisce talvolta di perseguire il “bene comune”

( anche se, in questo caso, direi “bene privato” ) in favore solo del proprio.

 

C’è invece un’altra ipotesi, anch’essa molto semplice e solo un po’ meno superficiale e meno ipocrita:

queste persone hanno visto con tragica lucidità davanti a loro, la certezza di dover passare gli anni più fragili della loro vita accanto ad un cantiere.

E, dopo il cantiere, con la vista su una enorme ed orrenda tabula rasa che prenderà il posto di frondosi alberi, dove vedranno crescere il “ verde minore “, quello ornamentale, quello degli alberi su cui  non si può salire, piantati fra il cemento della soletta e le griglie di aerazione dei garage.

 

Qualche tempo fa il Sindaco ha presentato agli abitanti del quartiere un caleidoscopio di interventi urbanistico-ambientali da effettuarsi nel rione ( a spese del Comune, cioè nostre ), cose che per buona parte non si sarebbero mai fatte se non per incrinare l’ostilità di molti al nuovo parcheggio sotterraneo.

Quella stessa sera una anziana signora, con voce che tradiva timore ma anche orgoglio e rivendicazione del proprio status di cittadino che vale uno, come uno vale il Sindaco, aveva chiesto:

“Come potrò vivere con un cantiere e poi forse una griglia di aerazione o un muro a 3 metri dalla finestra di casa mia?”

Senza alcuna partecipazione il primo cittadino aveva sostanzialmente fatto intendere che il “progresso” ha il suo prezzo.

Sono andato a vedere il “prezzo” che la signora dovrà pagare, cioè la distanza delle sue finestre da quello che sarà il parcheggio soprastante.

E ho capito.

 

Un secondo anziano aveva legato la piantumazione di uno degli aceri ora fra i più sani ed imponenti della passeggiata ( addio, addio anche a lui ) alla nascita della nipotina, ed entrambi ha visto crescere sani.

E ho capito meglio.

 

Ecco, questi anziani, per tutte i prossimi anni potranno guardare dalla finestra il luogo che prima frequentavano e sperare nella crescita miracolosa di alberi che sotto di loro non avranno, come ora, metri e metri di terreno, umidità, vene d’acqua…ma un po’ di terra e poi cemento.

 

Anche per loro, NESSUNA PIETA’.

 

 

 

TUTELA DEGLI INSIEMI E PARK FIUME, UNA CONVIVENZA IMPOSSIBILE

 

 

 

La tutela degli insiemi fa riferimento ad una normativa che valorizza la bellezza rappresentata dalla complessità di un paesaggio i cui singoli elementi, pure interessanti, non sono in grado di rappresentare, se non uniti gli uni agli altri.

Un “insieme” irradia una forma di bellezza che non necessariamente viene percepita a livello conscio, ma la qualità della vita di chi ne viene in contatto, subisce un invece evidente e conscio scadimento quando questo “insieme” viene danneggiato o mutilato.

Un “insieme”, per quanto grande, non può subire che minime e del tutto eccezionali variazioni, precisamente limitate dalla normativa, proprio perché altrimenti la stupenda sintesi magicamente scaturita dalla sua complessità, crollerebbe, come un castello di carte al quale ne venga tolta solo una, ma alla base.

Ora, non c’è niente di più chiaramente rappresentativo di un “insieme”, per come è inteso dalla specifica normativa, che una passeggiata alberata, possibilmente vicino ad un fiume, magari con una sua valenza storica e, anche per tale motivo, probabilmente presente nel cuore degli abitanti della città che la ospita ed anche dei turisti che la hanno frequentata e che ne portano il ricordo nei loro paesi.

Non a caso definisco “magica” la sintesi di bellezza rappresentata, tornando al casuale esempio sopra riportato, da una passeggiata ( ancor meglio resa col termine tedesco Promenade ).
Questo avviene perché “ l’insieme “ costruisce i suoi significati nel tempo ed è appunto il tempo a conferirgli la suprema bellezza delle cose nate passo dopo passo, aggiungendo bellezza a bellezza, con rispetto ed amore per gli elementi creati sino a quel momento.

Una panchina di legno sotto le fronde di un albero finalmente maturo ed in grado di avvolgerla nella sua ombra, forma un “insieme” che fa bene al cuore ed alle menti di chi ci si siede.

Non sono sostituibili dagli stessi ingredienti: n. 1 panchina + n. 1 albero = insieme ricostruito.   Non funziona così.

Quando un insieme viene violato scompaiono, oltre ai vari componenti materiali, anche i significati che questi avevano acquisito nel tempo.
E se mai un “insieme” potrà essere ricostruito, ripeto se mai, sarà comunque un altro insieme e sarà necessario tempo, tanto tempo, decenni, per intravederne i segni nel paesaggio.

Facciamo infine un esempio concreto per chiarire un tipo di intervento che assolutamente non potrebbe conciliarsi con la sopravvivenza di un “insieme”: ponete di avere una passeggiata alberata lungo un fiume, fra due ponti storici, la cui lunghezza fosse di 600 metri e voi voleste cancellarne, anche solo temporaneamente, 200 metri cioè circa 1/3.
Ecco questo sarebbe un chiaro caso di definitiva scomparsa di “insieme” e minerebbe alla base il senso stesso e l’esistenza della relativa normativa .

La scheda relativa ( ogni insieme ne ha una e fa parte integrante del Piano Urbanistico ) all’insieme sopra esemplificato, nella descrizione dei suoiElementi Costitutivi, potrebbe suonare così: “ Area fluviale con corso d’acqua canalizzato…bordato da vegetazione rivierasca spontanea…” o anche  “ Su entrambi i lati del …( nome del fiume n.d.r. ) si sviluppano, immersi nel verde…percorsi pedonali collegati da passerelle di attraversamento del corso d’acqua…” o ancora “Elevato è l’interesse panoramico delle passeggiate immerse nel verde…”.

In un caso simile  è senz’altro chiaro a chiunque che, se mai qualcuno volesse interpretare quella definizione di  “ insieme “, in dispregio all’ evidenza della ratio della norma, alla grammatica italiana ed alla logica, come rivolto unicamente alla vegetazione rivierasca entro i muri d’argine non anche alle passeggiate ed al loro verde alberato, sarebbe come dire che l’art. 2 della Costituzione italiana quando recita “ La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo…” non si riferisce anche alle persone di sesso femminile.

Il mio parere è che gli “ insiemi “ vadano lasciati riposare. 
Qualche esempio di bellezza paesaggistica, immodificato nel tempo proprio perché già bello, dovremo pure lasciarlo ai nostri figli.

 

Paolo Giacomoni

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No alla cementificazione degli alberi a Chieti - Comunicato stampa WWF-Conalpa 11 giugno 2012

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Comunicato Stampa Chieti

 

 

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Alberi 1

 

 

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Gli alberi di Camerino - di Conalpa e WWF Marche

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Gli alberi di Camerino

 

 

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Nelle città italiane, stando all'ultimo rapporto Ecosistema Urbano del WWF, diminuiscono i Comuni con una superficie a verde fruibile inferiore a 5 m2 per abitante; basta questo semplice dato per capire come sia divenuta ormai difficile e problematica la gestione degli alberi e del verde in un centro urbano. In Italia le città si ingrandiscono divorando con le loro colate di cemento ed asfalto sia il verde che i migliori terreni coltivabili. Le amministrazioni locali spesso non riescono a gestire il verde urbano anche per colpa di leggi assurde o inapplicabili, alla poca sensibilità verso l'urbanistica e il paesaggio, ad una pianificazione carente, a cui possono aggiungersi psicosi, pregiudizi e noncuranza.

Anche lo stato non è da meno a causa di leggi e regole farraginose, generiche e mal fatte. Un esempio per tutti: una recente sentenza della Cassazione ha deciso che tutti gli alberi che si trovano a meno di 6 metri dal ciglio stradale, anche se godono di ottima salute, sono potenzialmente “pericolosi” e quindi dovrebbero essere abbattuti! Il che cozzerebbe con la norma per la quale gli alberi dopo 20 anni non possono essere abbattuti pur se insistono a distanze non regolamentari. Con questa aberrante sentenza, milioni di alberi, interi viali alberati, piante secolari, monumenti viventi, paesaggi incantevoli ecc…, rischiano quindi seriamente di essere eliminati in qualsiasi momento. Per la stessa Cassazione, invece, non è pericoloso viaggiare con automobili ad alta velocità, oppure guidare ubriachi, drogati, stanchi, usare il cellulare mentre si guida, inviare messaggi, guardare il tom tom ecc… Poi, se mentre si fa tutto questo, ci si schianta con la macchina contro un albero che da secoli si trova a meno di 6 metri dalla strada, è naturalmente colpa della povera pianta che non si sarebbe dovuta trovare sulla traiettoria dell’auto “impazzita”!!! Invece quelle poche leggi che qualche legislatore “illuminato” ha emanato in favore degli alberi, nessuno le rispetta… Un esempio: quasi nessun comune nazionale ha adempiuto alla Legge n. 113 del 1992 che obbliga ogni comune a piantare un albero nuovo per ogni nato. Eppure un tronco di media grandezza è in grado di assorbire 12 chilogrammi di anidride carbonica in un anno, utili per la battaglia contro la CO2, l'inquinamento, la salute pubblica e l'estetica, ma che ci farebbero anche risparmiare sulle sanzioni di Kyoto. Il problema è ampio poiché spesso non dipende da una singola amministrazione, ed inoltre esse possono rappresentare l'espressione degli interessi economici e politici, nonché della scarsa sensibilità dei cittadini e degli elettori. Pur essendo in regola, i tecnici ed i dirigenti pubblici spesso non hanno però un’adeguata preparazione e sensibilità verso il verde, come un botanico, un naturalista o un forestale. Si tratta di buonsenso e idoneità: sarebbe come se a questi ultimi venisse richiesto di costruire ponti e progettare case.

Secondo recenti studi del WWF e del FAI, ogni giorno in Italia 75 ettari di terra fertile finiscono ingoiati dal cemento e dell’asfalto per la proliferazione cancerosa e incontrastata dell’edilizia e delle infrastrutture. Ne deriva come in Italia vengano consumati mediamente oltre 500 chilometri quadrati di territorio all’anno, ed è come se ogni quattro mesi spuntasse una città uguale all’area urbanizzata del comune di Milano. Nonostante ciò, tuttora tante famiglie sono senza casa, mentre milioni  di case restano sfitte.

Conosciamo la difficile situazione di città come Milano o Roma, ma quello che sorprende maggiormente è che lo stesso possa accadere anche in piccoli centri, come ad esempio Camerino (MC). Un piccolo comune ove ci si immaginerebbe meglio un miglior rapporto con il territorio, mentre i nuovi quartieri hanno finito anche qui, nel tempo, con lo snaturare l'antica pianta originaria, circondata da antiche mura e dove negli ultimi anni abbiamo assistito alla totale distruzione del patrimonio arboreo urbano. La strage di alberi ha interessato quasi tutti gli angoli della cittadina e alla stessa maniera; senza badare a piante esotiche o autoctone, storiche o più recenti. Così nei vari punti dell'abitato con varie giustificazioni e in breve tempo sono stati abbattuti aceri, tigli, querce, laurocerasi, gelsi, pini, cipressi e via dicendo. Se i pini domestici (quelli da pinoli) dei viali e dei giardinetti, hanno rivelato qualche criticità con la caduta di qualche ramo e di un paio di alberi (sembra però senza gravi danni irreparabili), maggior sconcerto destano gli abbattimenti di grandi querce roverelle (piante dure, longeve e resistenti) sulla salita di Madonna delle carceri che ad un veloce sguardo delle basi tagliate sembravano sane. Lo storico boschetto di pino nero situato sotto la Rocca dei Borgia è stato eliminato, sembra con l'intento di valorizzare le mura: il risultato è che  le mura sono sempre quelle, rimaneggiate nel tempo e comunque nascoste dai palazzoni, mentre il terreno della pineta, in forte pendenza è adesso in erosione, tant'è che vi è stata posizionata in alto una grossa rete metallica elettrosaldata. I pini abbattuti erano inoltre talmente stabili che addirittura, durante gli ultimi lavori di restauro e pulizia delle mura, essi erano stati usati per puntellare le grosse impalcature utilizzate. Strano che a qualcuno non sia venuto in mente di eliminare anche l’antico l'Orto Botanico universitario: allo stesso modo, sempre per scoprire e valorizzare le mura…

In questi giorni anche gli storici lecci del giardino della Rocca dei Borgia sono sottoposti a potature intensive, pur avendo dimostrato essi di ben resistere alla copiosa recente nevicata; lo sguardo poi va ai tigli dello stesso giardino, potati male, capitozzati e resi stecchini. Speriamo che in corso d’opera qualcuno  potrà muoversi a compassione e rimpianto. Va ricordato inoltre un grosso gelso bianco, uno dei più grossi delle marche, abbattuto vicino i collegi D'Avack per lo scavo del teleriscaldamento. Un’opera stata molto discussa e controversa ma che sarebbe comunque potuto passare agevolmente a pochi metri dalla pianta salvandola senza colpirla in pieno. Visto il modo come è stata fatta la gestione del verde pubblico a Camerino, appaiono una vera e propria presa in giro le belle e importanti manifestazioni quali la famosa "cortili in fiore" o la creazione del cosiddetto "bosco urbano" che al contrario del bel nome è stato fatto su un pezzettino di terra tra due rotonde con piante che purtroppo sembrano a questo punto più una propaganda senza alcun futuro; che forse non corrispondono neanche al numero di quelle già eliminate ma sicuramente piantate esiliandole dal centro urbano. Risultano purtroppo inutili a questo punto tutte le iniziative in memoria dell’illustre Nazareno Strampelli, visto che lui fu un amante degli alberi e dei boschi e loro promotore, sulla cui scia vennero piantati molti di quegli alberi tagliati. Ci si rende conto che gli alberi nei centri urbani non possano essere tutelati come quelli negli ambienti agricoli o naturali, come c'è altrettanta consapevolezza che essi non siano eterni e che talvolta debba esserci la necessità di abbatterne qualcuno. Tutto ciò, però, non può autorizzare a perpetrare delle inutili stragi generalizzate e ancor peggio a non vederne ripiantato neanche uno a fronte di quelli tagliati, altrimenti sembrerebbe come se si fosse dichiarato guerra agli alberi urbani.

Speriamo quindi che questi scempi non abbiano seguito e che Camerino possa riconciliarsi con i suoi preziosi alberi e che essi (quei pochissimi che si sono salvati) seppure malridotti possano finalmente trovare pace e continuare ad espletare a quelle funzioni vitali ed indispensabili per l’esistenza stessa dell’umanità.

 

Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio

WWF Marche

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Potature selvagge a Loreto Aprutino - novembre 2011

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LE POTATURE SELVAGGE A LORETO APRUTINO (PE)

Novembre 2011

 

A Loreto Aprutino (PE) stamattina sono stati capitozzati decine di oleandri e Lecci in ottimo stato di salute nella centralissima Via dei Normanni, proprio nel centro storico. Tagli veramente indiscriminati senza alcun criterio tecnico, senza la supervisione di nessun agronomo, paesaggista, botanico o esperto di alberi. Eppure il CONALPA si era proposto di effettuare consulenze gratuite agli operai nel caso di potature di questo tipo. Lo abbiamo riconfermato stamattina anche al Sindaco di Loreto, per informarlo dell'accaduto, nella speranza che i tecnici degli alberi vengano presi in considerazione in futuro e non isolati. Adesso l'immagine della verde e lussureggiante Via dei Normanni non c'è più. E bisognerà aspettare il prossimo anno per rivedere qualche germoglio.

 

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Abbattimento cipressi a Passo Cordone (PE) - Comunicato stampa 19-10-2011

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Comunicato stampa 19-10-2011

 

 

 

 

 

GLI ALBERI STORICI DELLA SS-81

 

TRA PENNE E LORETO APRUTINO (PE)

 

SONO TUTTI IN PERICOLO DI ABBATTIMENTO

 

 

 

 

 Nella mattinata del 19 ottobre 2011, in località Passo Cordone a Loreto Aprutino (PE) sono stati abbattuti cipressi secolari bellissimi e in ottimo stato di salute. Dopo la distruzione di decine di alberi sani in località Colle Cavaliere sulla SS-81, il CO.N.AL.PA. (Comitato Nazionale Alberi e Paesaggio) aveva lanciato l'allarme su possibili interventi delle motoseghe sugli esemplari storici della vicina Passo Cordone. Tutti allarmi non presi in considerazione da nessuno, neppure dalle associazioni ambientaliste e culturali più importanti e influenti. Adesso ci troviamo di fronte alla distruzione di un pezzo di storia del territorio vestino. I Cupressus sempervirens sono specie autoctone della flora italiana, alberi di alto valore storico e ambientale. I Cipressi erano da tempo  nel mirino dell'ANAS per l'estrema pericolosità dell'incrocio in cui erano ubicati, impedendo la perfetta visuale della strada SS-81. L'incrocio in questione permette l'accesso alla nuova zona industriale di Passo cordone. Dopo questo attacco in grande stile, alla luce del sole e autorizzato dagli organi competenti, il CO.N.AL.PA. chiede alle associazioni ambientaliste storiche e agli appassionati e tecnici del settore paesaggio  di impegnarsi nella difesa dei gioielli arborei della SS-81.Il pericolo è ormai in agguato sui tanti esemplari grandiosi di Juglans regia (Noce comune), sugli altri Cupressus sempervirens, sulle numerose Roverelle che si trovano sulla strada. La SS-81 è molto spesso teatro di incidenti automobilistici, alcuni anche mortali. Eppure basterebbe pochissimo per metterla in sicurezza, inserendo dei guard rail lungo la carreggiata nei punti più a rischio, senza arrivare a distruzione  di tutto, trasformando un paesaggio arboreo pluricentenario in un deserto senza vita. Gli alberi non hanno mai ucciso nessuno. Anzi, sono produttori di ossigeno e di vita. Dietro a tutto questo disastro non c’è alcun articolo del Codice della strada che dice che si devono abbattere alberature storiche lungo le strade! Potete benissimo visionare gli articoli 3 e 16 oltre all’articolo 26 del regolamento di esecuzione. Si parla di DIVIETI da parte dei privati di impiantare alberature o siepi nella fascia di rispetto della strada ma non si parla di obbligo di abbattimento di alberi già esistenti.

 

 

 

 

 

 

 

 


 

 

 

 

 

 

 

Staff CO.N.AL.PA.

 

(Comitato Nazionale per gli Alberi e il Paesaggio)

 

 

 

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L'albero giusto - di Franco Tassi

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Albero Giusto

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Quel massacro di alberi lungo la Strada Parco di Pescara (Abruzzo)

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Sipario Pe Nofilovia

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Sottocategorie

NEWS dal Popolo degli alberi e dei giardini (2)

Written on 09/04/2014, 17:40 by admin
presentazione-l-importanza-degli-alberi-e-del-bosco-cultura-scienza-e-coscienza-del-territorioPresentazione “L'importanza degli Alberi e del Bosco. Cultura, scienza e coscienza del territorio”         Presentazione di Amedeo d'Aosta, Presidente della Fondazione Internazionale  Pro Herbario Mediterraneo.   Prefazione di Orazio Cancio, Presidente dell'Accademia Italiana di Scienze Forestali.   Prologo di Domenico Finiguerra, già Sindaco di Cassineta di Lugagnano (MI), fondatore del Forum Salviamo il Paesaggio.    “L’importanza degli Alberi e del Bosco....

GIARDINI D'ITALIA TRA STORIA, TUTELA, ARCHITETTURA E ARTE DEL GIARDINO

 

Cascatativoli1

 

Alla scoperta dei parchi e giardini d'Italia  attraverso la storia, l'architettura e l'arte dei giardini,  per conoscerne le particolarità, le meraviglie, le problematiche, i progetti di tutela e valorizzazione. 

L'IMPORTANZA DEGLI ALBERI

Ecologia, tutela e valorizzazione

 

Casertaparco1web 

Rubrica dedicata all'importanza naturalistica ed ecologica degli alberi 

PAESAGGI CULTURALI

 

Img 1250traboccoweb

 

Scoprire il valore storico e culturale di alcuni famosi paesaggi italiani che sono stati resi celebri da artisti e da grandi scrittori e viaggiatori

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ALBERI E GIARDINI NELL'ARTE

   

Turner Golden Bough1834web

  

La rubrica vuole far scoprire gli alberi e i giardini attraverso la loro rappresentazione nelle opere d'arte, con particolare riferimento alle scuole di pittori e ai grandi artisti che hanno costellato la storia dell'arte e l'evoluzione dei giardini. 

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La rivista "Fratello Albero"

sfogliabile on-line

 

Fronte1

 

Numero 8 

SPECIALE

PRIMAVERA - ESTATE

2017

 

La rivista ufficiale del Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio ONLUS.

Storia, arte, natura, cultura sui grandi alberi, sui giardini e sul paesaggio.

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Presentazione libro:

"L'importanza degli Alberi e del Bosco"

 

Presentazione Libro Copertine

 

Il libro "L'importanza degli alberi e del bosco" è un'opera monumentale in due volumi tutta dedicata ai grandi alberi, alle foreste, alla bellezza del paesaggio a cui hanno partecipato illustri esperti di fama internazionale. Opera curata da Kevin Cianfaglione e Vincenzo Di Martino, richiesta dall'Università di Camerino, dal CEA "Renzo Videsott" Riserva Statale Montagna di Torricchio e dalle Associazioni Smilax Onlus e Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio.

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