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  ALBERI MONUMENTALI

Articoli, saggi, studi e ricerche sugli alberi e i boschi monumentali.

Silvi Marina (TE). Il Conalpa segnala nuovi pini storici con caratteristiche di monumentalità.

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Silvi Marina (TE). Il Conalpa segnala nuovi

pini storici con caratteristiche di monumentalità.

 

Pino Daleppo Storico Silvi1

Pino d'Aleppo di metri 3,42 di circonferenza. Su Viale Arrigo Rossi in prossimità di Piazza Marconi (Foto Colazilli)

 

A Silvi Marina continua l'opera di indagine e censimento del patrimonio arboreo storico da parte del Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio Onlus. Nell'ultimo sopralluogo effettuato dagli esperti sono stati censiti e segnalati due nuovi grandi Pini d'Aleppo ubicati sul Lungomare della città. "Grazie alle segnalazioni di cittadini abbiamo censito e poi segnalato agli organi competenti due nuovi Pini d'Aleppo storici: il primo di metri 3,42 di circonferenza su Viale Arrigo Rossi e il secondo di metri 3,04 su Viale Garibaldi, con un altezza stimata di 20 metri.", spiega l'Associazione.  "Hanno tutte le caratteristiche per essere proclamati "Alberi monumentali" secondo la Legge nazionale n.10 del 2013: dimensioni notevoli, valore storico-culturale e valore paesaggistico." Il Pino di Viale Arrigo Rossi, secondo l’associazione, grazie alle sue imponenti dimensioni potrebbe tranquillamente rientrare nella cerchia dei Pini d’Aleppo più grandi d’Abruzzo.   

 

Pino Daleppo Storico Silvi2

Pino d'Aleppo di metri 3,04 di circonferenza. Su Via G. Garibaldi. (Foto Colazilli)

 

Secondo il Conalpa si tratta degli ultimi alberi dell'antico Viale dei Pini di Silvi Marina, progettato e realizzato agli inizi del Novecento,  un paesaggio culturale identitario della nostra costa abruzzese che si può ammirare in diverse cartoline storiche d’epoca. Il Pino d’Aleppo è da sempre il simbolo di Silvi Marina, purtroppo sul Lungomare molti esemplari sono stati mutilati da cattive potature nel tentativo di ridimensionarne e reprimerne la crescita massiccia. Per evitare ulteriori danni a un patrimonio molto prezioso, il Conalpa chiede di coinvolgere ditte che siano specializzate nella corretta potatura dei pini e che siano formate da arboricoltori professionisti e certificati.  

A Silvi gli alberi candidati ad essere monumentali sono attualmente quattro, compresi i due pini scolpiti dal vento di Piazza Marconi, già censiti e segnalati. Il Conalpa continuerà  i censimenti di alberi storici con caratteristiche monumentali sul territorio di Silvi e propone all'Amministrazione Comunale di identificare gli esemplari già segnalati con delle targhe e di proclamarli monumenti naturali simboli della città attraverso una delibera di Consiglio Comunale.

 

Viale Dei Pini Anni Venti. Silvi

Il viale dei Pini di Silvi Marina in una foto degli Anni Venti del Novecento

 

Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio Onlus

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Cedro del Libano secolare di Scafa (PE) Atto vandalico deturpa il monumento naturale.

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Cedro del Libano secolare di Scafa (PE)

Atto vandalico deturpa il monumento naturale.

 

Cedro1

 

La denuncia arriva dal Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio Onlus in merito alle condizioni di degrado in cui versa il monumentale Cedro del Libano nel parco pubblico di Villa Bianca a Scafa, albero monumentale riconosciuto come tale dalla Legge n.10 del 2013 e inserito nell'elenco degli Alberi monumentali d'Abruzzo con DGR1103 del 2015.

Un atto vandalico ha deturpato l'immagine dell'albero: una scritta fatta con lo spray ha totalmente imbrattato parte del tronco, rovinando il meraviglioso patriarca verde pluricentenario. "Si tratta dell'ennesimo oltraggio contro il nostro prezioso patrimonio ambientale monumentale", dichiara l'associazione, "In questo caso hanno imbrattato uno dei simboli dell'Abruzzo verde, il più grande cedro monumentale della nostra regione, purtroppo poco valorizzato e sottoposto a sporadiche azioni di tutela e conservazione." L'albero ha dimensioni eccezionali con i suoi 5,45 metri di circonferenza ed è tutelato dalla legge per le seguenti caratteristiche di monumentalità: dimensioni, forma, portamento, valore storico e valore paesaggistico.

 

Cedro3

 

"Abbiamo subito mandato tramite PEC la segnalazione dell'atto vandalico ai Carabinieri Forestali e per conoscenza al Comune di Scafa sperando che si intervenga con una vigilanza più attenta su questi patriarchi della natura", conclude il Conalpa, "E' inaccettabile quando accaduto al Cedro di Scafa. Con troppa facilità questi grandi alberi possono essere presi di mira e trasformati in bersagli per azioni vandaliche. Abbiamo a che fare con esseri viventi, con materia viva e come tale devono essere trattati e conservati nel tempo. E' quindi necessario tutelarli veramente con il massimo della professionalità perchè rappresentano la nostra storia d'Abruzzo, il nostro vanto, la nostra immagine turistica. Occorre  attuare subito le sanzioni penali previste dalla Legge nazionale sugli alberi monumentali. E poi installare telecamere per la sorveglianza e finanziare maggiormente le azioni di tutela e valorizzazione dei siti in cui si trovano questi alberi."

 

Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio Onlus

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I Pini d'Aleppo scolpiti dal vento a Silvi Marina (TE)

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I Pini d'Aleppo scolpiti dal vento a Silvi Marina (TE)

 

Pini Torti Silvi

 I pini d'Aleppo scolpiti dal vento a Silvi Marina (Foto di Alberto Colazilli)

 

Forme elegantemente scolpite dal vento del mare, ramificazioni che si muovono sinuose come sculture modellate e tornite dall'incessante furia degli agenti atmosferici. I due Pini d'Aleppo di Piazza Marconi a Silvi, proprio sul lungomare, rappresentano quello che è lo spirito di noi abruzzesi: forti, gentili, piegati dalla natura ma vivi e vegeti, capaci di resistere alla furia degli elementi e allo scorrere lento e implacabile del tempo. Se le dimensioni della circonferenza del tronco non sono proprio eccezionali, 180 cm il primo esemplare e 160 cm il secondo, i due pini sono di straordinaria bellezza e degni di tutela per la forma unica dei loro tronchi e ramificazioni modellate dagli agenti atmosferici. I due pini si trovano in uno spazio urbano già troppo antropizzato dove i freddi elementi architettonici tutti intorno sembrano quasi stonare con la perfezione e l'eleganza di Madre Natura. Dei piedistalli in ferro sorreggono gli alberi senza snaturarne la forma e sui loro tronchi si può leggere l'esistenza dura di sopravvissuti al "sacco della costa", sotto i colpi della cementificazione selvaggia, due coraggiosi alberi che simboleggiano anche il senso della vita che si manifesta in tutta la sua meraviglia.

In Abruzzo ne sono rimasti pochissimi di questi esemplari scolpiti dal vento, rarità arboree ultime testimonianze di quello che un tempo era il nostro Adriatico selvaggio, dove i pini d'Aleppo con le forme bizzarre crescevano sulle dune tra la macchia mediterranea e le eleganti ville liberty dell'alta borghesia di fine Ottocento e inizio Novecento. I due pini d'Aleppo scultorei di Silvi sono protagonisti e simboli di una cittadina in continua evoluzione e che deve ancora apprezzare le sue bellezze naturali nascoste e a volte dimenticate. Sono amati e ammirati dai cittadini ma ancora poco si è fatto per renderli veramente beni ambientali intoccabili. Il Pino d'Aleppo ha fatto la storia di Silvi: il bellissimo "viale dei Pini", l'attuale lungomare, già troppo cementificato, è un paesaggio culturale che si è evoluto nel tempo, disegnando una location molto elegante e caratteristica dei nostri centri balneari abruzzesi

Decretare la monumentalità di questi due preziosi esemplari di Pini d'Aleppo significa conservare quel poco che resta delle meraviglie vegetali di un tempo. Il Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio Onlus si impegna a segnalare i due pini d'Aleppo presso Carabinieri CFS e Comune di Silvi per il loro valore storico-culturale, paesaggistico e per la forma e portamento particolari. Nella speranza che la richiesta di monumentalità venga presa in considerazione dagli organi competenti e che si possa finalmente trasformare i due pini d'Aleppo di Silvi come Alberi Monumentali in base alla Legge n.10 del 14 gennaio 2013 nell'ambito del censimento nazionale degli alberi monumentali d'Italia. Un modo per arricchire di nuove meraviglie il nostro bel paesaggio abruzzese che ha tanto bisogno di miracoli e di bellezza soprattutto in questo difficile momento storico che stiamo vivendo. 

 

Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio Onlus

 

Pini Torti Silvi2

 Uno dei pini d'Aleppo (Foto di Alberto Colazilli)

 

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  Particolare di uno dei pini (Foto di Alberto Colazilli)

 

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  I pini d'Aleppo scolpiti dal vento (Foto di Alberto Colazilli)

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Particolare di uno dei pini d'Aleppo   (Foto di Alberto Colazilli)

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Il Pinus pinea monumentale di Torricella Sicura (TE)

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Il Pinus pinea monumentale di Torricella Sicura (TE)

 

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Il grande Pinus pinea si trova nel comune di Torricella Sicura in provincia di Teramo. Si tratta di un'esemplare in buono stato fitosanitario con una circonferenza di m 3,04 presa a 1,30 da terra e un diametro della chioma di 30 metri. Albero di notevole valore paesaggistico e storico, inserito in area vincolata dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici, artisitici e paesaggistici dell'Abruzzo nel 1993 e caratterizzante da sempre il paesaggio urbano di Torricella Sicura.

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Il pino di Aleppo monumentale di Pianella (PE). Un altro colosso verde simbolo d'Abruzzo

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Il Pino di Aleppo monumentale di Pianella (PE)

Un altro colosso verde simbolo d'Abruzzo

 

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 Il monumentale pino di Aleppo a Pianella - Foto di Alberto Colazilli

 

Svetta grandioso all'interno del parco pubblico dell'Istituto Comprensivo della cittadina vestina questo monumentale Pino di Aleppo centenario, uno degli ultimi, rari esemplari pluricentenari di Pinus halepensis ancora sopravvissuti in Abruzzo. Dopo quello della Villa Comunale di Teramo che misura 4,70 di cf, questo di Pianella dovrebbe essere il secondo d'Abruzzo per dimensioni con i suoi 3,87 di cf. Un vero colosso che è stato visionato durante il sopralluogo svoltosi in data 14 settembre 2016 assieme al Presidente di Conalpa Alberto Colazilli, il Sindaco di Pianella e altri membri del Comune. 

La prima analisi visiva ha mostrato un albero in condizioni di salute buone che non ha subito gravi potature delle branche principali. Durante il sopralluogo è sorto da subito il problema della sicurezza e dell'incolumità dei cittadini e dei bambini nella vicina scuola. E' stato ribadito che il monitoraggio di questo "nonno pino" è di estrema importanza e sono fondamentali le prove strumentali da eseguire con personale altamente qualificato. Stesso discorso anche per le potature che devono essere dirette da esperti forestali o paesaggisti ed eseguite da arboricoltori validi e con una vasta esperienza nella cura dei pini.

E' stato spiegato al Sindaco che il pino di Aleppo non va mai potato drasticamente ma anzi si interviene solo ed esclusivamente con una leggera eliminazione del secco o dei rami rotti o estremamente pericolosi. Sono state consigliate anche azioni per il miglioramento del terreno con concimazioni mirate per la rigenerazione radicale. Un pino pluricentenario di grande valore storico va curato con i guanti, così come si fa con un'opera d'arte. 

L'albero, vista la veneranda età di oltre 120 anni e vista la sua grande importanza storico-monumentale ed identitaria per Pianella, sarà subito censito e segnalato al Corpo Forestale dello Stato tramite scheda di segnalazione.

 

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Il pino monumentale di Pianella - Foto Alberto Colazilli

 

L'Amministrazione Comunale di Pianella ha subito mostrato interesse per la valorizzazione e cura del grande pino, impegnandosi a trovare anche dei fondi per effettuare delle prove strumentali e per rispettare tutte le regole per una corretta gestione  del monumento vivente. 

Da parte della nostra associazione, sempre attenta e professionale nella tutela e salvaguardia degli alberi storici, la massima disponibilità verso il Comune di Pianella, per rendere questo albero monumentale un vanto per la cittadina e un nuovo simbolo verde per l'Abruzzo.

 

Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio Onlus

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Il Laurus nobilis centenario di Santa Maria Arabona a Manoppello PE

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Il Laurus nobilis centenario

di Santa Maria Arabona a Manoppello PE

 

Laurusnobilismanoppello

Il laurus nobilis centenario nel giardino di Santa Maria Arabona (Foto Pierlisa Di Felice)

 

Santa Maria Arabona è una splendida abbazia che domina dalle alture verdeggianti della Val Pescara nel Comune di Manoppello. Da sempre famosa per la sua storia e per gli affreschi del noto pittore trecentesco Antonio di Atri, Santa Maria Arabona è abbellita da un piccolo ma prezioso giardino storico con una impostazione all'italiana dove alberi e arbusti centenari si alternano tra curate siepi  di alloro, alaterno, viburno e bosso e numerose specie esotiche e ornamentali tra cui Cycas, Chamaerops humilis e Sophore japoniche pendule.

Visitando il giardino, ci si imbatte in quello che anticamente doveva essere l'antico viale storico di accesso al giardino dell'Abbazia. Ed è qui che compare il notevole esemplare di Laurus nobilis che cresce proprio lungo il viale. E' un alloro di notevoli dimensioni che potrebbe essere al momento il più grande d'Abruzzo visto che non ne sono stati segnalati o scoperti altri così imponenti. 

In natura l'alloro lo si trova spesso policormico in lussureggianti cespuglioni. L'eccezionalità di questo esemplare sta proprio nella sua forma arborea, allevato così per abbellire l'antico giardino di Santa Maria Arabona. Nonostante abbia subito in passato pesanti potature di alcune importanti branche, l'alloro secolare continua a mantenere una grande vitalità che si manifesta nella sua chioma lusureggiante di un bel verde smeraldo. Lungo il viale storico ci sono altri esemplari di dimensioni minori ma non meno importanti per la storia che raccontano, fondamentali testimonianze botaniche di un raro e affascinante viale di allori secolari in Abruzzo.

 

Alberto Colazilli

Paesaggista, curatore di parchi e giardini

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Il maestoso "albero di Natale" di Pianella (PE). La tradizione natalizia si unisce al rispetto di un albero monumentale.

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Il maestoso "albero di Natale" di Pianella (PE).

La tradizione natalizia si unisce al rispetto di un albero monumentale.

 

Cedrus Deodara Pianella

Il Cedrus deodara di Pianella - Foto di Alberto Colazilli

 

Il Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio Onlus si congratula con l'Amministrazione Comunale e con i cittadini di Pianella (PE) per l'impegno profuso nella tutela del maestoso Cedrus deodara che si trova alle porte del centro storico e che ogni anno diventa uno splendido albero di Natale addobbato con eleganza. Si tratta di una iniziativa lodevole che oltre a valorizzare un monumento arboreo lo rende anche protagonista e simbolo delle festività. E' un esempio di tutela e valorizzazione di un tesoro verde che impreziosisce tutto il paesaggio cittadino; è un’azione che dovrebbe essere intrappresa anche dalle altre amministrazioni comunali, evitando di sperperare soldi inutilmente per alberi tagliati o per montare orribili alberi finti. "Ogni Comune dovrebbe cambiare strategia, scegliere un grande albero vivo nel proprio centro storico e trasformarlo nel simbolo natalizio", spiegano gli esperti naturalisti del Co.N.Al.Pa.

"Come associazione stiamo promuovendo questa campagna affinchè si ponga fine alla devastazione di tanti splendidi alberi che vengono poi trasformati in feticci usa e getta per 2 sole settimane di feste. In molte situazioni basterebbe realizzare un'aiuola nella piazza principale e piantare un albero per allevarlo, curarlo, vederlo crescere e trasformarlo in un simbolo del paese." Secondo l'associazione, oltre ai classici abeti, si possono scegliere cedri come il deodara, l'atlantica o il libani che sono molto simili nella forma al classico "albero natalizio"; oppure puntare sui Taxus baccata, Laurus nobilis o lecci potati artisticamente a cono. Secondo il Co.N.Al.Pa. il business degli alberi  morti e finti usa e getta non fa bene alla natura e non ha nulla di originale perchè va in netta antitesi con la simbologia della rinascita e della vita che è alla base della cultura dell'albero.

Nel comune di Pianella questo concetto è stato ampiamente apprezzato e il lavoro è riuscito benissimo, visto che il Cedrus deodara è stato definito l'albero di Natale vivente più grande d'Abruzzo.

 

Rassegna stampa

 

http://www.meteoweb.eu/2015/12/il-maestoso-albero-di-natale-di-pianella-pe-unisce-tradizione-e-rispetto-per-lambiente/558050/

http://www.lopinionista.it/notizie/il-maestoso-albero-di-natale-di-pianella-pe-la-tradizione-natalizia-si-unisce-al-rispetto-di-un-albero-monumentale-352694.html

http://www.hgnews.it/2015/12/23/il-maestoso-albero-di-natale-di-pianella-la-tradizione-natalizia-si-unisce-al-rispetto-di-un-albero-monumentale/

 

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Il triste epilogo del Pinus pinea storico di Montoro (AV)

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Il triste epilogo del Pinus pinea storico di Montoro (AV)

 

 Fonte Irpiniatv.it

Azione di abbattimento del pino storico - Fonte www.irpiniatv.it

 

Il 13 ottobre un importante esemplare storico di Pinus pinea è stato abbattuto nel comune di Montoro (AV). La motivazione è la solita: presunta incolumità pubblica a cui si può tranquillamente aggiungere una grande fobia verso i grandi alberi.

La nostra associazione, contatta da alcuni consiglieri comunali contrari all'abbattimento, si è subito interessata a mandare un comunicato in appoggio al comitato spontaneo di cittadini, sottolineando la necessità di effettuare immediati approfondimenti sulla salute dell'albero e ricordando che il pino, vista la sua imponenza ed importanza storica, doveva essere tutelato con ogni mezzo possibile. La salute di un albero di queste dimensioni che ha oltre 150 anni, doveva essere analizzata con pareri di tecnici qualificati e studi approfonditi per rintracciare ogni possibile soluzione, come si fa in paesi civili che hanno a cuore il proprio patrimonio storico-ambientale. In realtà, l'Amministrazione di Montoro, forte di un parere da parte della stessa Regione Campania, si è chiusa, o meglio, trincerata dietro a un muro impenetrabile senza accettare nessun consiglio da parte della nostra associazione e neppure da altri autorevoli esperti agronomi legati alla Società Italiana di Arboricoltura Onlus che invitavano a procedere a  dettagliate analisi, vista l'importanza dell'esemplare arboreo. 

 

Sequenza di foto dell'abbattimento - Fonte www.contattolab.it

Pino3 Fonte Contattolab.it

Contattolab.it 2

Pino19contattolab.it

 

Dalle foto pervenuteci e dal video dell'abbattimento, il grande pino si mostra in tutta la sua imponenza e da subito viene agli occhi come l'albero sia stato un punto di riferimento favoloso e insostituibile di questa cittadina dell'avellinese. Sappiamo come gli alberi monumentali diventano col tempo elementi caratterizzanti un territorio e una comunità cicordandosi di tradizioni, di ricordi e di affetto da parte dei cittadini. Questa cosa è successa anche a Montoro in cui tanti cittadini indignati si sono stretti intorno al pino condannato a morte. Il grande albero caratterizzava la città di Montoro e gli donava quel tocco di storicità e di bellezza naturale che è sempre una ricchezza del paesaggio e del territorio tutto.

 

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Una sezione del tronco del pino. Non sono presenti malattie del legno. 

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Pezzi di tronchi del pino.

 

La Regione Campania ha sostenuto che l'albero era pericoloso per i cittadini e per gli edifici e che quindi andava eliminato seguendo l'iter della pubblica incolumità. In realtà, come già ci è capitato in altre situazioni, un albero monumentale non può essere sacrificato su un parere "a occhio" e senza analisi con strumenti adeguati. Più volte ci siamo chiesti: perchè il Comune si è interessato a pubblicare solo il parere della Regione e non dati e analisi scientifiche che dicevano con certezza della presenza di una grave malattia o di una pericolosa instabilità dell'albero? Dove sono questi studi che di norma gli esperti dovrebbero fare sui grandi alberi di interesse storico? 

Questi grandi alberi non appartengono soltanto a un'amministrazione comunale, essi sono beni pubblici di tutti i cittadini. L'analisi dei resti dell'albero ha dimostrato una situazione ben diversa da quella che la Regione e l'Amministrazione hanno sostenuto fino all'ultimo: nel possente tronco dell'albero non si vedono tracce di carie o malattie degenerative del legno. Come associazione abbiamo chiesto delle foto del colletto basale dell'albero, ovvero l'area in cui si possono riscontrare eventuali patologie legate alla cattiva salute delle radici. Dalle foto che ci sono pervenute si può osservare come la base dell'albero non abbia nessuna malattia degenerativa in corso che potesse comprometterne la stabilità. Non si vedono carie del legno oaltre patologie. Quindi, chiediamo ancora, in base a quali analisi strumentali il pino è stato dichiarato morente o pericoloso?

 

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 Veduta del colletto basale dell'albero. Non sono presenti tracce di malattie degenerative del legno

 

I pini, soprattutto quando arrivano a dimensioni colossali, devono essere monitorati costantemente e la tecnologia oggi ci permette di compiere dei lavori egregi per mantenere in piedi degli alberi monumentali simboli di un territorio. E non si tratta di accanimento terapeutico come qualche superficiale potrebbe affermare. L'accanimento terapeutico si fa nei confronti di quegli alberi che sono realmente malati o ridotti malissimo. Nel caso del Pino di Montoro non è affatto così. Casomai bisognerebbe parlare di mancanza di fondi per realizzare un progetto di salvaguardia di un bene storico-naturalistico, o forse bisogna parlare di mancanza di volontà e indifferenza oltre alla paura degli alberi. 

Il triste epilogo del Pino di Montoro è l'ennesimo caso di cattiva gestione del paesaggio dove la superficialità degli stessi esperti e addetti ai lavori si dimostra preoccupante.

Come associazione continueremo a ribadirlo in ogni occasione: nel caso di alberi monumentali bisogna sempre procedere con ulteriori analisi, provando e discutendo tutte le possibili soluzioni.   

 

Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio Onlus

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La riqualificazione del grande Sambucus nigra delle Sorgenti del Pescara (PE)

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La riqualificazione del grande Sambucus nigra delle Sorgenti del Pescara (PE)

 

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Una veduta sul Sambuco in fase di recupero 

 

Il grande Sambucus nigra delle Sorgenti del Pescara torna risplendere. Per anni edere e rovi  avevano ricoperto buona parte della grande chioma.  Un minuzioso lavoro di restauro paesaggistico ha interessato i naturalisti delle  associazioni Co.N.Al.Pa. Onlus e Pro Natura Abruzzo e la direzione della Riserva Sorgenti del Pescara. E’ così è tornata alla luce  una vera e propria scultura vivente che  cresce  in prossimità delle copiose scaturiggini.  L'albero è policormico, con più tronchi di notevoli dimensioni ed ha  una  singolare forma,  ancora selvaggia e priva di potature o interventi maldestri. Le  misure dei cormi principali dell'albero sono le seguenti: primo cormo 1 metro di circonferenza, il secondo cormo 96 cm, il terzo 70 cm, il quarto 66 cm. L'altezza è di circa 6 metri per un diametro chioma di circa 12 metri. L’ attento restauro della pianta è stato  eseguito dal paesaggista e presidente di Co.N.Al.Pa. Alberto Colazilli, che si è impegnato in un minuzioso lavoro di ripulitura dei tronchi, procedendo a una prima rimonda del secco. L'operazione di recupero è stata fortemente voluta dalla Direttrice della Riserva Piera Lisa Di Felice che ancora una volta promuove, con l'ausilio di esperti, la riqualificazione di un nuovo albero di pregio nell'area protetta.

 

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Il Sambuco prima del lavoro di recupero 

 

Dopo il restauro di un Evonimus europeus di dimensioni ragguardevoli e la pulizia del monumentale salice delle Sorgenti, anche questo Sambuco torna finalmente alla luce. "Queste operazioni speciali di recupero dei nostri grandi alberi e arbusti di pregio sono una dimostrazione che la Riserva Sorgenti del Pescara continuare a investire sulla promozione delle proprie bellezze naturali." spiega la direttrice Di Felice. "La costante indagine sul territorio che viene effettuata dagli esperti ci aiuta a riscoprire meraviglie naturali che sono state a lungo  dimenticate. E' giunto il momento di   riqualificarle e farle conoscere."  L'azione di restauro degli alberi vetusti e monumentali è  un'operazione chirurgica atta a migliorare l’offerta turistica e l’immagine paesaggistica dell’area protetta.

 

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Particolare sulla imponente ramificazione del Sambuco

 

"Il progetto di recupero dei grandi alberi di pregio a Capo Pescara non si fermerà", dichiara invece Alberto Colazilli, "Questo sambuco è stato monitorato per diversi mesi, prima con sopralluoghi dettagliati, fotografie dell'esemplare, studio dell'intervento da fare, tutto nel rispetto della naturalità dell’albero. In pratica sapevamo cosa eliminare e come farlo." Quindi, come spiegano gli esperti, tutte operazioni altamente professionali che vengono pianificate  con dovute le attenzioni. Questo sambuco potrebbe rientrare tranquillamente tra i più grandi d'Abruzzo soprattutto per il diametro della chioma e per la forma policormica ben sviluppata e priva di drastiche potature.  Per l'assessore all'Ambiente Giovanni Diamante grande soddisfazione perchè Popoli riscopre una nuova bellezza naturale che in pochi conoscevano. "La riscoperta di questi esemplari arborei abbandonati e il loro attento restauro non può che essere un vanto per la città di Popoli che non smetterà mai di promuovere azioni di valorizzazione del proprio territorio", spiega Diamante. Alla sorgenti del Pescara un altro monumento naturale aspetta di essere fotografato e ammirato.    

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L’abbattimento del pino storico di Penne. Le associazioni ambientaliste sottolineano la mancanza di un’analisi scientifica dettagliata sulla reale pericolosità del monumento naturale.

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L’abbattimento del pino storico di Penne.

Le associazioni ambientaliste sottolineano la mancanza di un’analisi scientifica dettagliata sulla reale pericolosità del monumento naturale.

 

Pinopenne3 

Le associazioni ambientaliste WWF Chieti-Pescara, Co.N.Al.Pa., FAI Penne, Italia Nostra Penne e Pro Natura Abruzzo rispondono a quanto dichiarato dall’assessore all’ambiente Toppeta in un articolo comparso sul web in data 14 luglio 2015 sul sito: http://www.hgnews.it/articoli/read/id/8551/Penne-Daniele-Toppeta-fa-chiarezza-sul-taglio-dell-ultimo-em-pignolo-em-.html.  Per prima cosa né gli ambientalisti né chi ama veramente la natura si è assolutamente permesso di fare demagogia, come dichiarato dall’assessore, o addirittura di dare sfogo ad affermazioni denigratorie o inesattezze. Anzi, le associazioni e gli esperti intervenuti hanno difeso fino all’ultimo i valori ambientali rappresentati da un albero monumentale che ha abbellito per oltre 150 anni il paesaggio di Penne e dell’Area Vestina parlando sempre di superficialità nell’azione dell’abbattimento. Inoltre, ci chiediamo come mai su facebook tutti gli articoli e i documenti relativi all’abbattimento del pino sono stati cancellati assieme alle relative risposte dal gruppo pubblico dedicato a Penne, con l’eliminazione anche di commenti particolarmente interessanti dal punto di vista naturalistico e tecnico. Un fatto molto strano che lascia sbigottiti, come se la questione del pino abbattuto facesse paura a chissà chi o che provocasse chissà quali problemi di immagine. Insomma, anche questo non rende giustizia ai tanti cittadini pennesi che hanno voluto sfogare la loro rabbia e la loro indignazione in merito all’albero tagliato. 

Le associazioni ribadiscono ancora una volta che l’albero monumentale non andava abbattuto senza adeguati approfondimenti. Non siamo ancora in possesso dei documenti che accertano che cosa sia realmente successo ma sappiamo che quelli del CFS e dell’ARSSA sono pareri ad “occhiometro relativo” senza analisi oggettive e l’applicazione di metodi scientifici noti al comune di Penne perché già effettuati sulla quercia monumentale di Colle Romano. E ci riferiamo al metodo del VTA (Visual Tree Assestment), quello del Resistograph e in ultima analisi anche la prova trazione (pulling test). Tali metodi vengono usati dai maggiori esperti di arboricoltura e di alberi monumentali e dicono realmente se l’albero è malato oppure no. Perché per il pino storico di Penne non sono stati utilizzati?

Prima di abbattere un albero monumentale andrebbero effettuate tutte le possibili analisi oggettive, con l’intervento di un esperto forestale o dottore agronomo, che ne dimostrano la pericolosità. Inoltre possono esserci soluzioni alternative all’abbattimento, come dice la Legge Forestale Regionale (LR 12 del 2013) art. 6 recita: “l’abbattimento del patrimonio arboreo è consentito previo parere obbligatorio e vincolante del CFS idoneo ad escludere la praticabilità di soluzioni alternative o complementari aventi minore impatto ambientale.” Inoltre, sappiamo che la dott.ssa Caterina Artese del CTA, una delle massime esperte di alberi monumentali in Abruzzo e autrice del censimento regionale dei monumenti naturali regionali, si è dimessa proprio a ragione del fatto che non sono state prese in considerazione le soluzioni alternative al taglio che erano emerse nell’incontro con la proprietaria, il CFS e il Comune, ossia quello di ripristinare l’area sotto chioma, rimuovendo in tal modo l’unico vero motivo di pericolosità, ovvero che parte del terreno alla base del fusto era stato asportato per la strada di accesso al garage. Non a caso il CTA  aveva dichiarato che il “pino domestico monumentale aveva subito un intervento incauto da parte del proprietario che doveva farsi carico del monitoraggio”. In ogni caso poiché l’albero monumentale ha un valore pubblico e collettivo, nell’interesse di tutti, il Comune avrebbe dovuto preoccuparsi della sua salvaguardia e valorizzazione, e non decretare un abbattimento veloce e utile a “scaricarsi di questa responsabilità”. Inoltre c’era la disponibilità da parte dell’Assessorato Agricoltura e Foreste in presenza di soluzioni alternative di esprimere un parere diverso da quello già effettuato da parte del CFS senza entrare in contraddizione con il precedente, mancando prove oggettive e strumentali della pericolosità dell’albero.

La superficialità con cui è stato abbattuto il pino storico di Penne deve far riflettere sulla futura tutela dei patriarchi della natura. Se una pietra crolla dal Colosseo non stiamo certo a raderlo al suolo perché è ritenuto pericoloso per i turisti: perché non portare la stessa attenzione anche sugli alberi monumentali. Anche essi sono beni culturali a tutti gli effetti e non soltanto semplici pali della luce. Sono testimonianze di storia e cultura ed è per questo che hanno un valore universale che non deve appartenere a nessun singolo. I funzionari pubblici dovrebbero essere consapevoli di questo- Dispiace solo che il comune di Penne, che ha nel suo territorio circa 22 piante monumentali,  alcune delle quali ubicate nello stesso centro cittadino, non valorizzi abbastanza questo patrimonio arboreo, uno dei maggiori in Abruzzo.

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Il Pino monumentale di Penne abbattuto per presunta incolumità pubblica. Le associazioni ecologiste non sono state coinvolte per la salvaguardia dell'albero

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Il Pino monumentale di Penne abbattuto per presunta incolumità pubblica.

Le associazioni ecologiste storiche non sono state affatto coinvolte per la salvaguardia dell'albero.

 

Pinopenne5

Una veduta dello storico pino di Penne - Foto di Alberto Colazilli

 

In data 9 luglio nell'articolo pubblicato sul Centro l'assessore ai lavori pubblici Gabriele Pasquale ha dichiarato che sono state fatte diverse riunioni alla presenza del corpo forestale, di alcune associazioni ambientaliste e della famiglia proprietaria del Pino storico di Penne per valutare le reali condizioni dell'albero. In realtà, le associazioni ambientaliste WWF Abruzzo, Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio ONLUS, Italia Nostra Penne, FAI Penne e Pro Natura Abruzzo smentiscono quanto dichiarato dall'assessore confermando che nessuna di loro è stata coinvolta in tavoli di lavoro in merito al Pino storico.Le associazioni, inoltre, ribadiscono la propria indignazione in merito alla distruzione di un così importante paesaggio culturale pennese e chiedono ancora una volta che si faccia luce sulle reali cause dell'abbattimento. La sezione del pino abbattuto ha dimostrato che l'albero era perfettamente sano, un monumento di 23,80 metri di altezza per 3,47 metri di circonferenza che non presentava carie del legno o altre evidenti e gravissime patologie interne.

"Nelle dichiarazioni dell'assessore Pasqualone si parla di pericolosità dell'albero a seguito di caduta rami da diverso tempo."continuano le associazioni " Inoltre si parla di situazione aggravatasi durante le precipitazioni dello scorso inverno. Per prima cosa non si può procedere all'abbattimento solo perchè cadono dei rami. Inoltre, se l'albero era gravemente malato avrebbe dovuto soccombere alla grande nevicata di marzo 2015 che su Penne ha creato gravi danni ad altre alberature più giovani e stabili".

Secondo le associazioni ambientaliste alla base dell'abbattimento c'è una presunta incolumità pubblica legata alla solita paura dei grandi alberi che colpisce ormai cittadini e amministrazioni in tutta Italia. Inoltre, non esiste alcuna perizia tecnica riferita ad eventuali malattie dell'albero. Ovunque i pini vengono visti come una minaccia per l'incolumità delle persone e delle strutture, una fobia alimentata soprattutto da una cattiva comunicazione mediatica che ha demonizzato questa specie arborea.

Il pino monumentale di Penne è stato piantato nel periodo dell'Unità d'Italia, assieme al suo gemello crollato nel 2015 per cause legate a pessimi lavori che ne tranciarono le radici. I due pini formavano una veduta unica di paesaggio culturale italiano che ha affascinato viaggiatori e viandanti per oltre 150 anni.

 

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IL "PINO SDRAIATO" NEL PARCO DELLAEX-CASERMA DI COCCO A PESCARA.Un tesoro verde lasciato al degrado.di Alberto Colazilli       Non tutti conosco lo straordinario "Pino sdraiato" del Parco Di Cocco a Pescara, polmone verde cittadino purtroppo ridotto al degrado da mancate manutenzioni e interventi di valorizzazione. Questo pino è  un vero monumento naturale, particolarissimo nella sua forma, contorto, strisciante sul terreno, piegato dal vento e dalle intemperie.Nessuno si è...
Written on 18/10/2011, 22:42 by admin
il-cedrus-atlantica-del-giardino-de-sterlich-aliprandi-a-penne-pe-di-alberto-colazilli IL  MAESTOSO  CEDRUS  ATLANTICA  SECOLARE DEL  GIARDINO  DE  STERLICH-ALIPRANDI  A PENNE (PE). Uno degli alberi più grandi d'Abruzzo.    di Alberto Colazilli.   Ch arriva nella elegante città di Penne, l'antica Pinna Virens, da subito può ammirare la copiosa vegetazione arborea e i giardini che ancora abbelliscono vaste zone del centro storico. Il Cedrus atlantica in questione si mostra al visitatore in tutta la sua imponenza, svettando tra gli edifici storici; un...
Written on 11/07/2011, 14:41 by admin
il-grande-albero-di-franco-tassi 
Written on 11/07/2011, 14:32 by admin
dal-grande-albero-al-legno-morto-di-franco-tassi-1996           
Written on 03/07/2011, 22:59 by admin
le-radici-dei-patriarchi-di-franco-tassi
Written on 03/07/2011, 22:24 by admin
caro-vecchio-patriarca-verde-di-franco-tassi      
Written on 03/07/2011, 22:04 by admin
alberi-sacri-di-franco-tassi              Pubblicazione del Centro Parchi Internazionale - 2000
Written on 03/07/2011, 21:28 by admin
oro-verde-il-valore-dell-albero-di-franco-tassi       PUBBLICAZIONE DEL CENTRO PARCHI INTERNAZIONALE - 2001
Written on 19/06/2011, 21:56 by admin
l-albero-piu-alto-d-italia-di-franco-tassi   
Written on 15/05/2011, 21:32 by admin
   LA VALLE DEI PLATANI SACRI IN VILLA BORGHESE A ROMA. UN SITO SPETTACOLARE DA TUTELARE E PROTEGGERE DALLA STUPIDITA' UMANA   Testo e foto di Alberto Colazilli     Il Platanus orientalis è un albero autoctono che appartiene alla nostra cultura italiana e mediterranea, è testimone della storia di Roma e dei Greci, e a differenza del platano ibrido che si trova comunemente in commercio, può vivere molto di più arrivando tranquillamente anche a 800 anni di età, se piantato...
Written on 19/04/2011, 21:47 by admin
Il Tree-climbing   Il tree-climbing, o arrampicata sugli alberi, è una tecnica di lavoro sulle piante a medio e alto fusto che,indipendentemente dalla loro dimensione o posizione, ne consente la risalita e la movimentazione all'interno della chioma. Questa tecnica, relativamente nuova in Italia dove esiste da circa una ventina di anni, negli USA è codificata come metodologia di lavoro già dagli anni '20. Il tree-climbing come altri lavori che si svolgono in altezza, ha dei...
Written on 28/01/2011, 21:16 by admin
tra-arte-e-natura-gli-alberi-sacri-e-i-giardini-fantastici-di-alberto-colazilli TRA  ARTE  E  NATURA GLI  ALBERI  SACRI  E  I  GIARDINI  FANTASTICI DI  ALBERTO  COLAZILLI           Alberto Colazilli - Grande Albero Sacro   Penna e matita su cartoncino colorato   2008     Alberto Colazilli inizia la sua attività nel 1994. Dipinge e disegna quadri di alberi  sacri, paesaggi, giardini e notturni.  Nelle sue opere rappresenta alberi solitari, alberi su scogliere, paesaggi fantastici con notturni e tramonti, paesaggi archeologici con rovine di...
Written on 27/01/2011, 23:01 by admin
il-vecchio-ailanto-di-molina-aterno-aq-di-kevin-cianfaglione-e-francesco-nasiniIL VECCHIO AILANTO DI MOLINA ATERNO (AQ)   DI KEVIN  CIANFAGLIONE   Ailanto, Molina aterno (AQ), circonferenza 4, 50 m. Foto di Alberto Colazilli - Archivio CO.N.AL.PA.   Risulta alquanto inconsueto trovare un ailanto (Ailanthus altissima) crescere all’interno della piazza di un paese. Altrettanto raro è trovarne di queste dimensioni e circondati da un così speciale affetto… È il caso dell’ailanto presente nel centro abitato di un piccolo comune, Molina Aterno, che si...

GIARDINI D'ITALIA TRA STORIA, TUTELA, ARCHITETTURA E ARTE DEL GIARDINO

 

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Alla scoperta dei parchi e giardini d'Italia  attraverso la storia, l'architettura e l'arte dei giardini,  per conoscerne le particolarità, le meraviglie, le problematiche, i progetti di tutela e valorizzazione. 

L'IMPORTANZA DEGLI ALBERI

Ecologia, tutela e valorizzazione

 

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Rubrica dedicata all'importanza naturalistica ed ecologica degli alberi 

PAESAGGI CULTURALI

 

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Scoprire il valore storico e culturale di alcuni famosi paesaggi italiani che sono stati resi celebri da artisti e da grandi scrittori e viaggiatori

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ALBERI E GIARDINI NELL'ARTE

   

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La rubrica vuole far scoprire gli alberi e i giardini attraverso la loro rappresentazione nelle opere d'arte, con particolare riferimento alle scuole di pittori e ai grandi artisti che hanno costellato la storia dell'arte e l'evoluzione dei giardini. 

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Numero 7

dicembre 2016

 

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Presentazione libro:

"L'importanza degli Alberi e del Bosco"

 

Presentazione Libro Copertine

 

Il libro "L'importanza degli alberi e del bosco" è un'opera monumentale in due volumi tutta dedicata ai grandi alberi, alle foreste, alla bellezza del paesaggio a cui hanno partecipato illustri esperti di fama internazionale. Opera curata da Kevin Cianfaglione e Vincenzo Di Martino, richiesta dall'Università di Camerino, dal CEA "Renzo Videsott" Riserva Statale Montagna di Torricchio e dalle Associazioni Smilax Onlus e Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio.

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