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  ALBERI MONUMENTALI

Articoli, saggi, studi e ricerche sugli alberi e i boschi monumentali.

Alla ricerca dei Crataegus giganti del Monte Morrone

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Alla ricerca dei Crataegus giganti del Monte Morrone

 

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Annoso esemplare di Crataegus gigante sul Monte Morrone - Foto Colazilli

 

Sembra il titolo di un film di avventura o di azione, in realtà è il resoconto di un'impresa straordinaria per scoprire un albero importante, tra i più grandi d'Abruzzo, il 13 giugno 2017. Siamo in Abruzzo, Comune di Salle (PE), piccolo centro dell'Alta Val Pescara ubicato alle pendici del Monte Morrone, una montagna di ricca di boschi, natura selvaggia e di storia. Sappiamo per certo che in questa zona è stato segnalato un biancospino di dimensioni ragguardevoli, sembra quasi un albero mitico di cui non si conoscono foto e si sa solo l'ubicazione presunta: Morrone di Salle.

 

Con l'amico e socio Giovanni Palombini, arboricoltore ed esperto di alberi, ci imbattiamo in una incredibile ricerca di quest'albero straordinario. Arriviamo a Salle con oltre 30 gradi nel tardo pomeriggio. Il sole picchia, la canicola non da tregua. Inizia il nostro sopralluogo e già ci troviamo in difficoltà perchè contrada Morrone di Salle è molto grande e piena di boschi. C'è una sola strada sterrata, mal tenuta, che sale su in cima alla montagna. Dopo aver chiesto a più abitanti locali l'ubicazione del famoso biancospino, ci indirizzano verso il paese. "Chiedete a Vittorio, lui sicuramente vi saprà dire il posto", ci viene risposto da diverse persone.

 

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La valletta in contrada Pozzacchio sul Morrone dove si trovano i biancospini giganti - Foto Colazilli


Con Giovanni arriviamo in paese ed andiamo a trovare il sig. Vittorio che subito ci racconta di biancospini giganti che crescono in cima al Morrone e che sono con più tronchi, nascosti tra i boschi. Vittorio conosce precisamente la zona in cui questi grandi arbusti sono ubicati. Con Giovanni, Vittorio e il figlio Domenico decidiamo di procedere subito alla scalata del Morrone con il fuoristrada, percorrendo strade panoramiche suggestive tra boschi, panorami mozzafiato meravigliosi e imbattendoci anche in animali selvatici tra cui caprioli e lepri. Una montagna selvaggia, ricca di varietà botaniche interessanti, da importanti esemplari di Acero opalo a Carpini bianchi, fino a bellissimi aceri campestri e rose canine.

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La valletta in contrada Pozzacchio sul Morrone dove si trovano i biancospini giganti - Foto Palombini

 

 

La salita si fa complessa e percorriamo oltre 12 km di strada di montagna. Il sito segnalatoci da Vittorio è a quota oltre 1000 metri, si chiama Contrada Pozzacchio, una suggestiva e verdeggiante valletta popolata da imponenti rose canine, maggiociondoli, faggi, pinete, aceri di montagna ed è qui che osserviamo già i primi giganteschi Crataegus di cui tanto si parla. Sono esemplari di notevole valore botanico con dimensioni interessanti, tutti policormici. Alcuni raggiungono i 7 metri di altezza. Hanno subito dei danni dopo la terribile nevicata di Gennaio 2017. Ben 4 metri di neve a quota mille metri, ci viene raccontato dalle nostre guide locali. Procediamo alle fotografie degli esemplari più importanti.

 

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Straordinario esemplare di Crataegus gigante sul Monte Morrone. Dettaglio del tronco policormico - Foto Colazilli

 

Durante l'esplorazione ci troviamo davanti un biancospino veramente importante, forse  uno dei più grandi Crataegus d'Abruzzo: un diametro di chioma di oltre 8 metri per un'altezza di oltre 7 metri con uno spettacolare tronco policormico che mostra da subito la sua veneranda età. Esemplare nascosto nella vegetazione e anch'esso colpito dalla nevicata di gennaio. Diversi i rami squarciati dal peso della neve. Probabilmente è lui il famoso Crataegus del Morrone. Procediamo con foto nel dettaglio dei tronchi e della chioma. Nel frattempo arriva il crepuscolo che abbellisce e affascina ancor di più questo angolo selvaggio del Parco Nazionale della Maiella. Il concerto della foresta con i suoi tanti uccelli ci circonda. E' un paradiso, è un posto unico e meraviglioso.

 

 

 

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Notevole esemplare di Biancospino ubicato lungo la strada per salire alla valletta - Foto Colazilli

 

Durante la discesa dalla valletta scopriamo un altro bellissimo esemplare di Crataegus proprio lungo la strada. Dopo un'ora ritorniamo al paese, stanchissimi ma soddisfatti ed emozionati per aver rintracciato la "valletta dei biancospini giganti". Eppure siamo certi che qualcosa ci è sfuggito nel Morrone. Siamo sicuri che c'è ancora un biancospino mitico nascosto in quei boschi. Il viaggio alla ricerca di alberi mitici in Abruzzo continua.

 

Alberto Colazilli
Paesaggista. Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio

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Capitozzato l'Ulivo millenario di Oria (BR)

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Capitozzato l'Ulivo millenario di Oria (BR)

Il millenario albero, già nel mirino delle eradicazioni, ha subito

un grave colpo alla sua bellezza e maestosità.

 

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L'ulivo di Oria dopo la capitozzatura

 

 A Oria (BR) in Contrada Frascati si continua a distruggere un patrimonio di enorme valore nel silenzio totale di istituzioni locali e regionali. Era maestoso, con i suoi grandi rami si espandeva come puro incanto, era rigoglioso e verde questo ulivo, nonostante qualcuno diceva  fosse malato, affetto da xylella, ma quel qualcuno non ha mai mostrato un documento che lo provasse.

 

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L'ulivo di Oria capitozzato

 

Era riuscito a salvarsi da precedenti minacce di tagli ed eradicazioni, la sua proprietaria era stata raggiunta da una notifica di espianto dell’osservatorio fitosanitario regionale (accade così, prima ti inviano una notifica, e poi ti minacciano con una multa se non provvedi tu stesso ad eliminare l’albero infetto) e per non pagare la multa ai primi di maggio  voleva lei stessa abbatterlo. Poi nel maggio scorso, degli attivisti riuscirono a bloccare i tagli. 

Secondo una datazione di due anni fa, questo esemplare conta ben 2066 anni e se fosse stato censito e tutelato  nessuno avrebbe potuto toccarlo, ma a farlo è stata la stessa regione che ha eseguito gli ordini imposti dall’Europa.

 

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L'ulivo millenario prima della capitozzatura

 

Se l’Europa chiedesse la distruzione di tutti gli ulivi pugliesi, la Regione  Puglia eseguirebbe senza battere ciglio? Ci vuole poco, pochissimo tempo per cancellare quello che la natura fa in due millenni e per di più senza una motivazione;  mi chiedo cosa bisogna fare per fermare questa idiozia, non bastano le proteste, non bastano le denunce, gli esposti , le telefonate alla forestale, cosa bisogna fare per fermare tagli, capitozzature ed eradicazioni?

 

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Veduta sull'ulivo di Oria in tutta la sua maestosità.

 

Cosa ha intenzione di fare la Regione Puglia, distruggere il suo ecosistema? Queste azioni sono inutili, provocano solo dolore, perdite e danni  enormi al nostro patrimonio e paesaggio, così non si eliminerà il problema, la xylella si diffonderebbe egualmente. Quali sono i reali interessi che ricadono su questo territorio? Chi è interessato a quelle terre e che progetti ha su di esse?

 

 

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L'ulivo millenario prima della capitozzatura

 

Io sono sconcertata, non riesco a darmi pace. Questo è un danno enorme ed è esattamente il contrario di quello che mi aspetterei dalla mia regione, accettare supina le imposizioni senza senso che arrivano da chi ha ben altri interessi che non la tutela di un territorio già in crisi. 

 

 

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L'ulivo di Oria simbolo della battaglia per salvare gli uliveti della Puglia

 

Quello che è successo a questo gigante potrebbe accadere a tutti i millenari e patriarchi presenti nella regione e non ancora censiti. Molti dei nostri plurisecolari, non solo ulivi, alberi in genere non sono ancora censiti  e quindi chiunque può decidere di distruggerli senza commettere reato alcuno. Evidentemente a tutti sta bene così, perché non si vogliono vincoli, che deriverebbero dall’iscrizione di queste meraviglie nell’elenco degli alberi monumentali e protetti. 

Qualunque nazione civile e saggia avrebbe fatto di queste sculture viventi un museo diffuso , sacro e intoccabile. Non sappiamo vivere e ci stiamo autodistruggendo senza ribellarci.  

 

Florenza Mongelli 

 

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Un paesaggio da vendere ma non da tutelare

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Un paesaggio da vendere ma non da tutelare

 

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Patriarca 2066 anni, Oria (BR)

 

Consideriamo gli alberi, le piante, tutte le specie presenti da sempre sul nostro territorio, spontanee e coltivate sapientemente da secoli e che crescono per anni nel silenzio. Pensiamo a tutti gli alberi da frutto innestati o spontanei e atutti gli arbusti e alberi selvatici una volta ritenutii preziosi dai nostri avi : all’ulivo, al carrubo,al fico, al calaprice ,  al mandorlo, agli agrumi,al susino, al melo cotogno, al melograno , a tutto ciò che compone la nota “macchia mediterranea” ,ai pini, alle querce, alle piante spontanee. Potremmo iniziare e non smettere mai di citare le innumerevoli specie arboree che si possono osservare nella nostra regione, la Puglia e proprio in questa stagione, la primavera. Dovremmo poi considerare il suolo, che è estremamente vivo e densamente popolato di microrganismi, batteri, funghi, insetti che formano una nicchia ecologica che vive in equilibrio grazie alla comunicazione e alla collaborazione con le piante.

La Puglia  è rappresentata da un ulivo nel suo stemma, si fregia di esso,  ma negli anni ha provveduto a eliminare chirurgicamente vincoli per la sua tutela. L’ulivo dovrebbe essere sacro per la nostra terra e invece è considerato  spesso un ostacolo , un pacco, una merce di scambio,  al peggio legna da ardere. Possiamo osservare ovunque le conseguenze di tagli  incoerenti, spostamenti di ulivi secolari, anche monumentali che in assenza di tutela per anni sono stati capitozzati malamente senza un’adeguata preparazione e non proprio nel periodo idoneo a tale pratica (come ad esempio nel periodo della ripresa vegetativa ) causandone stress e talvolta  malattie e deperimento. Gli ulivi così frettolosamente espiantati vengono ricollocati  al centro di rotonde perdendo per sempre   contesto  e  forma originari acquisiti nel tempo    e perdono la loro funzione , da alberi  monumentali  e per la produzione di olive diventano siepi da abbellimento ; a volte vengono riposizionati gli uni ammassati agli altri in viali , la terra accumulata con i detriti ai loro piedi,   oppure ricollocati in enormi vasi esibiti come trofei in piazze o in attesa di essere venduti nei vivai.

 

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3 maggio 2016 - Distruzione del paesaggio a Oria (BR)

 

A Oria recentemente un ulivo monumentale di considerevoli proporzioni e che,  secondo una datazione che risale a due anni fa, conta ben 2066 anni  ha rischiato e rischia ancora l’abbattimento, così come altri ulivi secolari nelle sue vicinanze sono stati fatti a pezzi perché ritenuti infetti da xylella, ma non ancora censiti dal comune di appartenenza, quindi non tutelati, se fossero persone anziane affette da una malattia al momento incurabile, proveremmo a curarle o le uccideremmo ?

La Puglia ha tradito il suo simbolo identitario innumerevoli volte eppure continua ad esibirlo. Attualmente tutto il sud è minacciato da interessi tra i più vari, riconversione agricola , speculazioni edilizie, costruzioni di impianti ed opere di pubblica utilità ma di dubbia concezione, tap, ricerche di idrocarburi autorizzati dallo stesso Stato e quindi senza controllo.

 

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Ulivo secolare abbattuto 

 

Se ogni pezzo di quella terra che compone l’enorme puzzle del nostro territorio  venisse abbandonato sistematicamente, svenduto, riconvertito, occupato, trasformato, cosa rimarrebbe della nostra identità e di quel simbolo presente sullo stemma  pugliese?

Un tempo il contadino curando la sua terra,  teneva sotto controllo  le cosiddette erbe infestanti che impedivano alle colture e agli alberi di portare buon frutto e lo faceva mediante lo sfalcio o la lavorazione con l’aiuto di animali, avviene tutt’ora  così o anche con metodi più innovativi e meccanizzati, avviene purtroppo però anche con l’uso di prodotti che velocizzano questa fase, anzi la evitano, parliamo di pesticidi ed  erbicidi .

 

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Ulivo secolare abbattuto

 

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Lo stemma della Puglia ormai a cambiato significato! 

 

Si è talmente convinti che sia quello il metodo più veloce e facile che lo si usa e adopera ciecamente a volte,  senza chiedersi assolutamente né quale prodotto si usi e neanche se ci si debba proteggere per farlo o avvisare il vicino di terra che lo si sta facendo, così in completa anarchia lo si è fatto e lo si fa ancora. Alcuni di quei prodotti sono micidiali, pericolosi per il suolo, le falde acquifere, la flora e la fauna e persistendo sul suolo e sulle piante e gli alberi arrivano all’uomo attraverso la catena alimentare. Parlo di conseguenze assolutamente ignorate e sottovalutate dal nostro governo per decine di anni, ben note nel mondo della ricerca e della salute che hanno avuto , hanno e avranno conseguenze sui nostri geni trasmesse e trasmissibili alle generazioni future sotto forma di malattie; ho scritto solo dei diserbanti ma l’industria chimica è piena di prodotti per la cura, la concimazione e la lotta a patogeni e parassiti di colture utilizzati per lo più in quelle intensive ma anche  senza  alcun tipo di precauzione  in altre. Gli alberi, la terra e le piante si stanno ammalando come gli esseri umani.

La terra era già stata abbandonata e pesantemente impoverita, poi sono arrivati i patogeni da quarantena, come la xylella, anche se ne esisono altri,  innumerevoli anche gravi che aggrediscono diverse colture , ma non hanno fatto esplodere nessuna emergenza  planetaria o psicosi collettiva.   La terra è vita, cultura, identità , arte,paesaggio, storia,  lavoro  poi  reddito e  turismo.

Come può pretendere la Puglia di continuare ad esportare  le sue eccellenze così tanto decantate in interi padiglioni di fiere su tutto il territorio nazionale, se non si impegna a tutelare e preservare l’identità e l’integrità dei territori da cui queste eccellenze provengono?  Perché ancora tanti comuni pugliesi nonostante l’obbligo di legge non hanno ancora provveduto a censire tutto il  patrimonio rappresentato da ulivi e altri alberi monumentali e perché devono essere  i cittadini a segnalare agli stessi beni di interesse comune e a fare il lavoro che spetterebbe agli organi competenti in materia?  Il profitto,  gli interessi globali che schiacciano quelli locali, la perdita progressiva di identità e l’assenza totale di una prospettiva dove ci condurranno?

Vivo in provincia di Taranto, una città che ha molte emergenze ambientali irrisolte,  fabbriche  e impianti altamente inquinanti e tra i più grandi d’Europa approvati per decreto, eolico e fotovoltaico senza regole, depuratori, discariche, consumo di suolo ,speculazioni di vario tipo,chi più ne ha più ne metta, eppure l’intero suo territorio è caratterizzato ancora da un paesaggio rurale ereditato e in trasformazione ,  gravine,  distese di uliveti,  frutteti,vigneti, campi coltivati,  aree boschive  , oasi ,   contesti urbani,  periferie abbandonate che potrebbero ancora rifiorire con un po’ di amore,volontà, impegno e cura.

 

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Sono solo un essere umano  che vuole coltivare la terra che ha ereditato dai suoi avi, vuole seguire il ciclo naturale di essa , produrre per la propria famiglia, come da sempre hanno fatto le generazioni precedenti alla sua perché sente di farlo, perché la rende felice  e  vuole  tramandare le stesse cose a sua figlia,vuole resistere, produrre, unendosi a chi già conosce e che lo fa per sé e per gli altri, sono davvero impressionata vedendo quanto abbandono e indifferenza , quanta indolenza  e anarchia c’è nel territorio che attraverso, eppure quante piccole porzioni di territorio ancora resistono in mano a saggi contadini che tramandano la loro esperienza a giovani pieni di speranza  che provano a generare quell’ economia sana  che lo Stato dovrebbe considerare e non ignorare. Dio disse: <Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra, e ogni albero fruttifero che produce seme:saranno il vostro cibo. A tutti gli animali selvatici, a tutti gli uccelli del cielo e atutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde>. Se diserberemo chimicamente ;  distruggeremo gli alberi infetti senza provare a curarli;  occuperemo i suoli con altre specie non autoctone o, peggio, con distese di pannelli fotovoltaici che potrebbero razionalmente  occupare  tetti di fabbriche, capannoni industriali, case e zone cementificate;  taglieremo distese di ulivi o butteremo giù vigneti autoctoni per sostituirli con quelli più intensivi;  butteremo nelle campagne ogni sorta di prodotto di consumo che non vogliamo smaltire o riciclare, perché non ci interessa; sposteremo alberi, masserie, muretti a secco e preesistenze millenarie  per progetti di  “ pubblica utilità “ quale paesaggio consegneremo alle generazioni future? Dove troveremo le erbe e i semi, gli alberi fruttiferi e dove coltiveremo il cibo di cui abbiamo bisogno per vivere se continuiamo a permettere che tutto si inquini senza regole e senza chiedere rispetto per la nostra terra e il nostro futuro e quello dei nostri figli?

La mia generazione ha già ereditato abbastanza in scempi ambientali , ci fa i conti ogni giorno,mi chiedo quanto ancora abbiamo intenzione di accettare, ricevere come imposizioni o disposizioni da un’Europa sempre più distante dall’idea dei suoi padri fondatori;  come pensiamo di vivere da qui in poi, la qualità della vita che desideriamo, il benessere psicofisico a cui abbiam diritto e che viene invece costantemente sottovalutato e violentato. I centri commerciali che brulicano di vita e la campagna che diventa pattumiera prodotta da essi. Come posso progettare in serenità il fututo mio e della mia famiglia sapendo che in qualsiasi momento lo Stato “legalmente” può occupare la terra che curo e che mi dà la vita, espropriandomela per realizzare ciò che il consumo di risorse e le leggi di mercato impongono ? Non me ne voglio andare ma se chi vive come me questo territorio non imparerà a  considerarlo un bene,  trattandolo come tale ,difendendolo davvero, alzando la testa e proteggendolo con ogni mezzo a sua disposizione non vedo futuro, non vedo prospettive, né pace, né bellezza, né vita.

Tutto ciò che di ancora bello resiste è costantemente sotto assedio.

Confido solo in chi agisce adesso, perché domani  è già  una conquista.

 La democrazia è una conquista .

 

Mongelli Florenza

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Silvi Marina (TE). Il Conalpa segnala nuovi pini storici con caratteristiche di monumentalità.

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Silvi Marina (TE). Il Conalpa segnala nuovi

pini storici con caratteristiche di monumentalità.

 

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Pino d'Aleppo di metri 3,42 di circonferenza. Su Viale Arrigo Rossi in prossimità di Piazza Marconi (Foto Colazilli)

 

A Silvi Marina continua l'opera di indagine e censimento del patrimonio arboreo storico da parte del Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio Onlus. Nell'ultimo sopralluogo effettuato dagli esperti sono stati censiti e segnalati due nuovi grandi Pini d'Aleppo ubicati sul Lungomare della città. "Grazie alle segnalazioni di cittadini abbiamo censito e poi segnalato agli organi competenti due nuovi Pini d'Aleppo storici: il primo di metri 3,42 di circonferenza su Viale Arrigo Rossi e il secondo di metri 3,04 su Viale Garibaldi, con un altezza stimata di 20 metri.", spiega l'Associazione.  "Hanno tutte le caratteristiche per essere proclamati "Alberi monumentali" secondo la Legge nazionale n.10 del 2013: dimensioni notevoli, valore storico-culturale e valore paesaggistico." Il Pino di Viale Arrigo Rossi, secondo l’associazione, grazie alle sue imponenti dimensioni potrebbe tranquillamente rientrare nella cerchia dei Pini d’Aleppo più grandi d’Abruzzo.   

 

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Pino d'Aleppo di metri 3,04 di circonferenza. Su Via G. Garibaldi. (Foto Colazilli)

 

Secondo il Conalpa si tratta degli ultimi alberi dell'antico Viale dei Pini di Silvi Marina, progettato e realizzato agli inizi del Novecento,  un paesaggio culturale identitario della nostra costa abruzzese che si può ammirare in diverse cartoline storiche d’epoca. Il Pino d’Aleppo è da sempre il simbolo di Silvi Marina, purtroppo sul Lungomare molti esemplari sono stati mutilati da cattive potature nel tentativo di ridimensionarne e reprimerne la crescita massiccia. Per evitare ulteriori danni a un patrimonio molto prezioso, il Conalpa chiede di coinvolgere ditte che siano specializzate nella corretta potatura dei pini e che siano formate da arboricoltori professionisti e certificati.  

A Silvi gli alberi candidati ad essere monumentali sono attualmente quattro, compresi i due pini scolpiti dal vento di Piazza Marconi, già censiti e segnalati. Il Conalpa continuerà  i censimenti di alberi storici con caratteristiche monumentali sul territorio di Silvi e propone all'Amministrazione Comunale di identificare gli esemplari già segnalati con delle targhe e di proclamarli monumenti naturali simboli della città attraverso una delibera di Consiglio Comunale.

 

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Il viale dei Pini di Silvi Marina in una foto degli Anni Venti del Novecento

 

Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio Onlus

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Cedro del Libano secolare di Scafa (PE) Atto vandalico deturpa il monumento naturale.

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Cedro del Libano secolare di Scafa (PE)

Atto vandalico deturpa il monumento naturale.

 

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La denuncia arriva dal Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio Onlus in merito alle condizioni di degrado in cui versa il monumentale Cedro del Libano nel parco pubblico di Villa Bianca a Scafa, albero monumentale riconosciuto come tale dalla Legge n.10 del 2013 e inserito nell'elenco degli Alberi monumentali d'Abruzzo con DGR1103 del 2015.

Un atto vandalico ha deturpato l'immagine dell'albero: una scritta fatta con lo spray ha totalmente imbrattato parte del tronco, rovinando il meraviglioso patriarca verde pluricentenario. "Si tratta dell'ennesimo oltraggio contro il nostro prezioso patrimonio ambientale monumentale", dichiara l'associazione, "In questo caso hanno imbrattato uno dei simboli dell'Abruzzo verde, il più grande cedro monumentale della nostra regione, purtroppo poco valorizzato e sottoposto a sporadiche azioni di tutela e conservazione." L'albero ha dimensioni eccezionali con i suoi 5,45 metri di circonferenza ed è tutelato dalla legge per le seguenti caratteristiche di monumentalità: dimensioni, forma, portamento, valore storico e valore paesaggistico.

 

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"Abbiamo subito mandato tramite PEC la segnalazione dell'atto vandalico ai Carabinieri Forestali e per conoscenza al Comune di Scafa sperando che si intervenga con una vigilanza più attenta su questi patriarchi della natura", conclude il Conalpa, "E' inaccettabile quando accaduto al Cedro di Scafa. Con troppa facilità questi grandi alberi possono essere presi di mira e trasformati in bersagli per azioni vandaliche. Abbiamo a che fare con esseri viventi, con materia viva e come tale devono essere trattati e conservati nel tempo. E' quindi necessario tutelarli veramente con il massimo della professionalità perchè rappresentano la nostra storia d'Abruzzo, il nostro vanto, la nostra immagine turistica. Occorre  attuare subito le sanzioni penali previste dalla Legge nazionale sugli alberi monumentali. E poi installare telecamere per la sorveglianza e finanziare maggiormente le azioni di tutela e valorizzazione dei siti in cui si trovano questi alberi."

 

Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio Onlus

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I Pini d'Aleppo scolpiti dal vento a Silvi Marina (TE)

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I Pini d'Aleppo scolpiti dal vento a Silvi Marina (TE)

 

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 I pini d'Aleppo scolpiti dal vento a Silvi Marina (Foto di Alberto Colazilli)

 

Forme elegantemente scolpite dal vento del mare, ramificazioni che si muovono sinuose come sculture modellate e tornite dall'incessante furia degli agenti atmosferici. I due Pini d'Aleppo di Piazza Marconi a Silvi, proprio sul lungomare, rappresentano quello che è lo spirito di noi abruzzesi: forti, gentili, piegati dalla natura ma vivi e vegeti, capaci di resistere alla furia degli elementi e allo scorrere lento e implacabile del tempo. Se le dimensioni della circonferenza del tronco non sono proprio eccezionali, 180 cm il primo esemplare e 160 cm il secondo, i due pini sono di straordinaria bellezza e degni di tutela per la forma unica dei loro tronchi e ramificazioni modellate dagli agenti atmosferici. I due pini si trovano in uno spazio urbano già troppo antropizzato dove i freddi elementi architettonici tutti intorno sembrano quasi stonare con la perfezione e l'eleganza di Madre Natura. Dei piedistalli in ferro sorreggono gli alberi senza snaturarne la forma e sui loro tronchi si può leggere l'esistenza dura di sopravvissuti al "sacco della costa", sotto i colpi della cementificazione selvaggia, due coraggiosi alberi che simboleggiano anche il senso della vita che si manifesta in tutta la sua meraviglia.

In Abruzzo ne sono rimasti pochissimi di questi esemplari scolpiti dal vento, rarità arboree ultime testimonianze di quello che un tempo era il nostro Adriatico selvaggio, dove i pini d'Aleppo con le forme bizzarre crescevano sulle dune tra la macchia mediterranea e le eleganti ville liberty dell'alta borghesia di fine Ottocento e inizio Novecento. I due pini d'Aleppo scultorei di Silvi sono protagonisti e simboli di una cittadina in continua evoluzione e che deve ancora apprezzare le sue bellezze naturali nascoste e a volte dimenticate. Sono amati e ammirati dai cittadini ma ancora poco si è fatto per renderli veramente beni ambientali intoccabili. Il Pino d'Aleppo ha fatto la storia di Silvi: il bellissimo "viale dei Pini", l'attuale lungomare, già troppo cementificato, è un paesaggio culturale che si è evoluto nel tempo, disegnando una location molto elegante e caratteristica dei nostri centri balneari abruzzesi

Decretare la monumentalità di questi due preziosi esemplari di Pini d'Aleppo significa conservare quel poco che resta delle meraviglie vegetali di un tempo. Il Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio Onlus si impegna a segnalare i due pini d'Aleppo presso Carabinieri CFS e Comune di Silvi per il loro valore storico-culturale, paesaggistico e per la forma e portamento particolari. Nella speranza che la richiesta di monumentalità venga presa in considerazione dagli organi competenti e che si possa finalmente trasformare i due pini d'Aleppo di Silvi come Alberi Monumentali in base alla Legge n.10 del 14 gennaio 2013 nell'ambito del censimento nazionale degli alberi monumentali d'Italia. Un modo per arricchire di nuove meraviglie il nostro bel paesaggio abruzzese che ha tanto bisogno di miracoli e di bellezza soprattutto in questo difficile momento storico che stiamo vivendo. 

 

Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio Onlus

 

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 Uno dei pini d'Aleppo (Foto di Alberto Colazilli)

 

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  Particolare di uno dei pini (Foto di Alberto Colazilli)

 

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  I pini d'Aleppo scolpiti dal vento (Foto di Alberto Colazilli)

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Particolare di uno dei pini d'Aleppo   (Foto di Alberto Colazilli)

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Il Pinus pinea monumentale di Torricella Sicura (TE)

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Il Pinus pinea monumentale di Torricella Sicura (TE)

 

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Il grande Pinus pinea si trova nel comune di Torricella Sicura in provincia di Teramo. Si tratta di un'esemplare in buono stato fitosanitario con una circonferenza di m 3,04 presa a 1,30 da terra e un diametro della chioma di 30 metri. Albero di notevole valore paesaggistico e storico, inserito in area vincolata dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici, artisitici e paesaggistici dell'Abruzzo nel 1993 e caratterizzante da sempre il paesaggio urbano di Torricella Sicura.

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Il pino di Aleppo monumentale di Pianella (PE). Un altro colosso verde simbolo d'Abruzzo

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Il Pino di Aleppo monumentale di Pianella (PE)

Un altro colosso verde simbolo d'Abruzzo

 

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 Il monumentale pino di Aleppo a Pianella - Foto di Alberto Colazilli

 

Svetta grandioso all'interno del parco pubblico dell'Istituto Comprensivo della cittadina vestina questo monumentale Pino di Aleppo centenario, uno degli ultimi, rari esemplari pluricentenari di Pinus halepensis ancora sopravvissuti in Abruzzo. Dopo quello della Villa Comunale di Teramo che misura 4,70 di cf, questo di Pianella dovrebbe essere il secondo d'Abruzzo per dimensioni con i suoi 3,87 di cf. Un vero colosso che è stato visionato durante il sopralluogo svoltosi in data 14 settembre 2016 assieme al Presidente di Conalpa Alberto Colazilli, il Sindaco di Pianella e altri membri del Comune. 

La prima analisi visiva ha mostrato un albero in condizioni di salute buone che non ha subito gravi potature delle branche principali. Durante il sopralluogo è sorto da subito il problema della sicurezza e dell'incolumità dei cittadini e dei bambini nella vicina scuola. E' stato ribadito che il monitoraggio di questo "nonno pino" è di estrema importanza e sono fondamentali le prove strumentali da eseguire con personale altamente qualificato. Stesso discorso anche per le potature che devono essere dirette da esperti forestali o paesaggisti ed eseguite da arboricoltori validi e con una vasta esperienza nella cura dei pini.

E' stato spiegato al Sindaco che il pino di Aleppo non va mai potato drasticamente ma anzi si interviene solo ed esclusivamente con una leggera eliminazione del secco o dei rami rotti o estremamente pericolosi. Sono state consigliate anche azioni per il miglioramento del terreno con concimazioni mirate per la rigenerazione radicale. Un pino pluricentenario di grande valore storico va curato con i guanti, così come si fa con un'opera d'arte. 

L'albero, vista la veneranda età di oltre 120 anni e vista la sua grande importanza storico-monumentale ed identitaria per Pianella, sarà subito censito e segnalato al Corpo Forestale dello Stato tramite scheda di segnalazione.

 

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Il pino monumentale di Pianella - Foto Alberto Colazilli

 

L'Amministrazione Comunale di Pianella ha subito mostrato interesse per la valorizzazione e cura del grande pino, impegnandosi a trovare anche dei fondi per effettuare delle prove strumentali e per rispettare tutte le regole per una corretta gestione  del monumento vivente. 

Da parte della nostra associazione, sempre attenta e professionale nella tutela e salvaguardia degli alberi storici, la massima disponibilità verso il Comune di Pianella, per rendere questo albero monumentale un vanto per la cittadina e un nuovo simbolo verde per l'Abruzzo.

 

Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio Onlus

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Il Laurus nobilis centenario di Santa Maria Arabona a Manoppello PE

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Il Laurus nobilis centenario

di Santa Maria Arabona a Manoppello PE

 

Laurusnobilismanoppello

Il laurus nobilis centenario nel giardino di Santa Maria Arabona (Foto Pierlisa Di Felice)

 

Santa Maria Arabona è una splendida abbazia che domina dalle alture verdeggianti della Val Pescara nel Comune di Manoppello. Da sempre famosa per la sua storia e per gli affreschi del noto pittore trecentesco Antonio di Atri, Santa Maria Arabona è abbellita da un piccolo ma prezioso giardino storico con una impostazione all'italiana dove alberi e arbusti centenari si alternano tra curate siepi  di alloro, alaterno, viburno e bosso e numerose specie esotiche e ornamentali tra cui Cycas, Chamaerops humilis e Sophore japoniche pendule.

Visitando il giardino, ci si imbatte in quello che anticamente doveva essere l'antico viale storico di accesso al giardino dell'Abbazia. Ed è qui che compare il notevole esemplare di Laurus nobilis che cresce proprio lungo il viale. E' un alloro di notevoli dimensioni che potrebbe essere al momento il più grande d'Abruzzo visto che non ne sono stati segnalati o scoperti altri così imponenti. 

In natura l'alloro lo si trova spesso policormico in lussureggianti cespuglioni. L'eccezionalità di questo esemplare sta proprio nella sua forma arborea, allevato così per abbellire l'antico giardino di Santa Maria Arabona. Nonostante abbia subito in passato pesanti potature di alcune importanti branche, l'alloro secolare continua a mantenere una grande vitalità che si manifesta nella sua chioma lusureggiante di un bel verde smeraldo. Lungo il viale storico ci sono altri esemplari di dimensioni minori ma non meno importanti per la storia che raccontano, fondamentali testimonianze botaniche di un raro e affascinante viale di allori secolari in Abruzzo.

 

Alberto Colazilli

Paesaggista, curatore di parchi e giardini

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Il maestoso "albero di Natale" di Pianella (PE). La tradizione natalizia si unisce al rispetto di un albero monumentale.

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Il maestoso "albero di Natale" di Pianella (PE).

La tradizione natalizia si unisce al rispetto di un albero monumentale.

 

Cedrus Deodara Pianella

Il Cedrus deodara di Pianella - Foto di Alberto Colazilli

 

Il Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio Onlus si congratula con l'Amministrazione Comunale e con i cittadini di Pianella (PE) per l'impegno profuso nella tutela del maestoso Cedrus deodara che si trova alle porte del centro storico e che ogni anno diventa uno splendido albero di Natale addobbato con eleganza. Si tratta di una iniziativa lodevole che oltre a valorizzare un monumento arboreo lo rende anche protagonista e simbolo delle festività. E' un esempio di tutela e valorizzazione di un tesoro verde che impreziosisce tutto il paesaggio cittadino; è un’azione che dovrebbe essere intrappresa anche dalle altre amministrazioni comunali, evitando di sperperare soldi inutilmente per alberi tagliati o per montare orribili alberi finti. "Ogni Comune dovrebbe cambiare strategia, scegliere un grande albero vivo nel proprio centro storico e trasformarlo nel simbolo natalizio", spiegano gli esperti naturalisti del Co.N.Al.Pa.

"Come associazione stiamo promuovendo questa campagna affinchè si ponga fine alla devastazione di tanti splendidi alberi che vengono poi trasformati in feticci usa e getta per 2 sole settimane di feste. In molte situazioni basterebbe realizzare un'aiuola nella piazza principale e piantare un albero per allevarlo, curarlo, vederlo crescere e trasformarlo in un simbolo del paese." Secondo l'associazione, oltre ai classici abeti, si possono scegliere cedri come il deodara, l'atlantica o il libani che sono molto simili nella forma al classico "albero natalizio"; oppure puntare sui Taxus baccata, Laurus nobilis o lecci potati artisticamente a cono. Secondo il Co.N.Al.Pa. il business degli alberi  morti e finti usa e getta non fa bene alla natura e non ha nulla di originale perchè va in netta antitesi con la simbologia della rinascita e della vita che è alla base della cultura dell'albero.

Nel comune di Pianella questo concetto è stato ampiamente apprezzato e il lavoro è riuscito benissimo, visto che il Cedrus deodara è stato definito l'albero di Natale vivente più grande d'Abruzzo.

 

Rassegna stampa

 

http://www.meteoweb.eu/2015/12/il-maestoso-albero-di-natale-di-pianella-pe-unisce-tradizione-e-rispetto-per-lambiente/558050/

http://www.lopinionista.it/notizie/il-maestoso-albero-di-natale-di-pianella-pe-la-tradizione-natalizia-si-unisce-al-rispetto-di-un-albero-monumentale-352694.html

http://www.hgnews.it/2015/12/23/il-maestoso-albero-di-natale-di-pianella-la-tradizione-natalizia-si-unisce-al-rispetto-di-un-albero-monumentale/

 

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Il triste epilogo del Pinus pinea storico di Montoro (AV)

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Il triste epilogo del Pinus pinea storico di Montoro (AV)

 

 Fonte Irpiniatv.it

Azione di abbattimento del pino storico - Fonte www.irpiniatv.it

 

Il 13 ottobre un importante esemplare storico di Pinus pinea è stato abbattuto nel comune di Montoro (AV). La motivazione è la solita: presunta incolumità pubblica a cui si può tranquillamente aggiungere una grande fobia verso i grandi alberi.

La nostra associazione, contatta da alcuni consiglieri comunali contrari all'abbattimento, si è subito interessata a mandare un comunicato in appoggio al comitato spontaneo di cittadini, sottolineando la necessità di effettuare immediati approfondimenti sulla salute dell'albero e ricordando che il pino, vista la sua imponenza ed importanza storica, doveva essere tutelato con ogni mezzo possibile. La salute di un albero di queste dimensioni che ha oltre 150 anni, doveva essere analizzata con pareri di tecnici qualificati e studi approfonditi per rintracciare ogni possibile soluzione, come si fa in paesi civili che hanno a cuore il proprio patrimonio storico-ambientale. In realtà, l'Amministrazione di Montoro, forte di un parere da parte della stessa Regione Campania, si è chiusa, o meglio, trincerata dietro a un muro impenetrabile senza accettare nessun consiglio da parte della nostra associazione e neppure da altri autorevoli esperti agronomi legati alla Società Italiana di Arboricoltura Onlus che invitavano a procedere a  dettagliate analisi, vista l'importanza dell'esemplare arboreo. 

 

Sequenza di foto dell'abbattimento - Fonte www.contattolab.it

Pino3 Fonte Contattolab.it

Contattolab.it 2

Pino19contattolab.it

 

Dalle foto pervenuteci e dal video dell'abbattimento, il grande pino si mostra in tutta la sua imponenza e da subito viene agli occhi come l'albero sia stato un punto di riferimento favoloso e insostituibile di questa cittadina dell'avellinese. Sappiamo come gli alberi monumentali diventano col tempo elementi caratterizzanti un territorio e una comunità cicordandosi di tradizioni, di ricordi e di affetto da parte dei cittadini. Questa cosa è successa anche a Montoro in cui tanti cittadini indignati si sono stretti intorno al pino condannato a morte. Il grande albero caratterizzava la città di Montoro e gli donava quel tocco di storicità e di bellezza naturale che è sempre una ricchezza del paesaggio e del territorio tutto.

 

FB IMG 1444981687429

Una sezione del tronco del pino. Non sono presenti malattie del legno. 

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Pezzi di tronchi del pino.

 

La Regione Campania ha sostenuto che l'albero era pericoloso per i cittadini e per gli edifici e che quindi andava eliminato seguendo l'iter della pubblica incolumità. In realtà, come già ci è capitato in altre situazioni, un albero monumentale non può essere sacrificato su un parere "a occhio" e senza analisi con strumenti adeguati. Più volte ci siamo chiesti: perchè il Comune si è interessato a pubblicare solo il parere della Regione e non dati e analisi scientifiche che dicevano con certezza della presenza di una grave malattia o di una pericolosa instabilità dell'albero? Dove sono questi studi che di norma gli esperti dovrebbero fare sui grandi alberi di interesse storico? 

Questi grandi alberi non appartengono soltanto a un'amministrazione comunale, essi sono beni pubblici di tutti i cittadini. L'analisi dei resti dell'albero ha dimostrato una situazione ben diversa da quella che la Regione e l'Amministrazione hanno sostenuto fino all'ultimo: nel possente tronco dell'albero non si vedono tracce di carie o malattie degenerative del legno. Come associazione abbiamo chiesto delle foto del colletto basale dell'albero, ovvero l'area in cui si possono riscontrare eventuali patologie legate alla cattiva salute delle radici. Dalle foto che ci sono pervenute si può osservare come la base dell'albero non abbia nessuna malattia degenerativa in corso che potesse comprometterne la stabilità. Non si vedono carie del legno oaltre patologie. Quindi, chiediamo ancora, in base a quali analisi strumentali il pino è stato dichiarato morente o pericoloso?

 

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 Veduta del colletto basale dell'albero. Non sono presenti tracce di malattie degenerative del legno

 

I pini, soprattutto quando arrivano a dimensioni colossali, devono essere monitorati costantemente e la tecnologia oggi ci permette di compiere dei lavori egregi per mantenere in piedi degli alberi monumentali simboli di un territorio. E non si tratta di accanimento terapeutico come qualche superficiale potrebbe affermare. L'accanimento terapeutico si fa nei confronti di quegli alberi che sono realmente malati o ridotti malissimo. Nel caso del Pino di Montoro non è affatto così. Casomai bisognerebbe parlare di mancanza di fondi per realizzare un progetto di salvaguardia di un bene storico-naturalistico, o forse bisogna parlare di mancanza di volontà e indifferenza oltre alla paura degli alberi. 

Il triste epilogo del Pino di Montoro è l'ennesimo caso di cattiva gestione del paesaggio dove la superficialità degli stessi esperti e addetti ai lavori si dimostra preoccupante.

Come associazione continueremo a ribadirlo in ogni occasione: nel caso di alberi monumentali bisogna sempre procedere con ulteriori analisi, provando e discutendo tutte le possibili soluzioni.   

 

Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio Onlus

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Written on 17/11/2013, 14:24 by admin
Valle dei Platani a Villa Borghese in Roma Passeggiata di novembre 2013   Una bellissima passeggiata autunnale nella Valle dei Platani in Villa Borghese a Roma. 14 novembre 2013. Il luogo principe dov'è nato il sentimento degli alberi tanto promosso dal Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio. Il tempio della Natura che ha dato vita al "Popolo degli Alberi e dei Giardini".  
Written on 03/11/2013, 22:42 by admin
I Grandi Alberi in Provincia di Isernia  Gli  alberi monumentali più numerosi in provincia di Isernia sono sicuramente le Roverelle poi il Cerro. Non mancano comunque i faggi a quote un po' più elevate. Molti grandi alberi si trovano spesso presso casali abbandonati o vecchie masserie. Qui l'uomo e le generazioni passate, le tradizioni familiari e forse la non curanza, hanno lasciato crescere e sviluppare queste piante. Alberi di un certo valore estetico si trovano nelle piazze...
Written on 16/08/2013, 13:21 by admin
DI PALO IN FRASCA: appunti di viaggio di un gigantonauta. Di Carlo Mantovani   La mia passione per gli alberi monumentali è nata improvvisamente, vent’anni fa, per naturale contrappasso e felice contrappeso all’arido iato degli studi in giurisprudenza.  Ero in biblioteca e, come al solito, vagavo per gli scaffali in cerca di alternative vitali, quando incappai in quella che, in seguito, sarebbe diventata la mia guida turistica ideale: un’opera in due volumi del Corpo forestale...
Written on 14/08/2013, 21:29 by admin
salvare-il-pino-di-aleppo-del-cimitero-di-spoltore-peSalvare il Pino di Aleppo del cimitero di Spoltore (PE)   La notizia dell'abbattimento imminente di uno splendido ed enorme esemplare di Pino di Aleppo nel cimitero di Spoltore ci coglie di sorpresa. In collaborazione con  il WWF Abruzzo e altre associazioni locali stiamo cercando soluzioni affinchè si possa scongiurare una grave perdita per il paesaggio e per la città di Spoltore.    
Written on 21/05/2013, 00:12 by admin
Il favoloso Glicine di Via Milano a Pescara     Nella cementificata Pescara è possibile riscoprire meraviglie incredibili, testimonianze della vecchia Pescara degli anni Venti dominata da ville e giardini di grande bellezza. La Wisteria chinensis di Via Milano è un monumento naturale regionale tutelato dalla Regione Abruzzo, nascosto tra i palazzi del centro, una piacevole presenza con il suo straordinario profumo e la sua eleganza. FOTO Alberto Colazilli BY Archivio...
Written on 14/02/2013, 12:50 by admin
Finalmente è legge dello Stato la tutela degli alberi monumnetali d'Italia, come specificato nell'art 7 Disposizioni per la tutela e la salvaguardia degli alberi monumentali, dei filari e delle alberate di particolare pregio paesaggistico, naturalistico, monumentale, storico e culturale. In base a questo articolo le Regioni, nei successivi sei mesi dovranno avviare un censimento di tutti gli alberi con caratteristiche monumentali e di notevole interesse storico-culturale.Tra le...
Written on 20/01/2013, 22:43 by admin
LA QUERCIA SACRA DI CAGNANO AMITERNO (AQ) di Alberto Colazilli   Siamo a Cagnano Amiterno, nella frazione di Corruccioni, piccolo borghetto di case immerse in un territorio ricco di boschi e di vedute panoramiche. Cagnano Amiterno è famosa per un altro straordinario monumento naturale d’Abruzzo, la cosiddetta “Cerqua di Zi Cò”, che molti botanici definiscono al momento la Roverella più grande d’Italia. Il suo nome deriva dal proprietario  dell’albero, Zi Cosimo, un contadino...
Written on 10/01/2013, 14:35 by admin
delibera-comunale-a-popoli-pe-per-la-protezione-di-alberi-25-10-2012LA  PROTEZIONE  DEGLI  ALBERI  MONUMENTALI  A  POPOLI (PE) RELAZIONE  TECNICA  CO.N.AL.PA. E  DELIBERA COMUNALE DEL  25 OTTOBRE  2012   Articolo sul "Centro" del 25-10-2012               Sfoglia e scarica il catalogo pdf degli alberi e la delibera comunale
Written on 10/01/2013, 11:39 by admin
LA QUERCIA SACRA DI BARETE (AQ)   LA SUA SALVAGUARDIA DEVE RICOMINCIARE DALL'INIZIO!   Le foto relative al sopralluogo di CO.NAL.PA. effettuato il 7 gennaio 2013        Il CO.N.AL.PA., da sempre in prima linea per la tutela di alberi e paesaggio si ritrova purtroppo a parlare ancora dei problemi antropici che continuano ad affliggere la famosa Quercia della fertilità di Basanello, Barete (AQ), famosa anche per la sua caratteristica di fare molte ghiande e pertanto da...
Written on 27/12/2012, 01:00 by admin
l-ailanto-di-molina-aterno-aq-sfregiato-da-pesanti-potatureL'AILANTO DI MOLINA ATERNO (AQ) SFREGIATO DA PESANTI POTATURE!     L'Ailanthus altissima di Molina Aterno (AQ), considerato dagli esperti il più grande d'Italia con i suoi 4,62 m di circonferenza, già inserito tra i 370 alberi secolari protetti dal Decreto Chiodi per la Regione Abruzzo, proclamato Monumento Naturale Regionale, è stato sfregiato da una selvaggia potutura che lo ha ormai ridotto ai minimi termini. Siamo sconcertati come un albero protetto dalla Regione sia...
Written on 23/09/2012, 12:32 by admin
la-regione-abruzzo-tutela-i-grandi-alberi-comunicato-stampa-conalpa-wwf-fai-italia-nostraComunicato Stampa del 21-9-2012 CONALPA    -    WWF  -  FAI  -   ITALIA NOSTRA     La Regione Abruzzo tutela i grandi alberi       Le associazioni ambientaliste soddisfatte per il provvedimento Ora occorre una legge regionale organica     Le associazioni  ambientaliste CO.N.AL.PA (Coordinamento Nazionale per gli Alberi e il Paesaggio), WWF, FAI e Italia Nostra  si erano recentemente rivolte alla Regione Abruzzo, alla  Soprintendenza per i beni Paesaggistici  e al...
Written on 19/05/2012, 02:00 by admin
LA QUERCIA SACRA DI BARETE (AQ) A RISCHIO DI ABBATTIMENTO di Alberto Colazilli   Reportage fotografico di CO.N.AL.PA. (foto di Alberto Colazilli) sulla stroordinaria quercia sacra di Barete (AQ), in località Basanello, uno degli alberi più grandi d'Abruzzo, minacciata di abbattimento e sfregiata da una grossa ferita sulla branca sinistra, provocata dal terremoto del 2009 che ha colpito l'Aquila e l'Abruzzo. L'albero, nonostante tutto, si trova in buone condizioni di salute....
Written on 07/11/2011, 12:04 by admin
IL "PINO SDRAIATO" NEL PARCO DELLAEX-CASERMA DI COCCO A PESCARA.Un tesoro verde lasciato al degrado.di Alberto Colazilli       Non tutti conosco lo straordinario "Pino sdraiato" del Parco Di Cocco a Pescara, polmone verde cittadino purtroppo ridotto al degrado da mancate manutenzioni e interventi di valorizzazione. Questo pino è  un vero monumento naturale, particolarissimo nella sua forma, contorto, strisciante sul terreno, piegato dal vento e dalle intemperie.Nessuno si è...
Written on 18/10/2011, 22:42 by admin
il-cedrus-atlantica-del-giardino-de-sterlich-aliprandi-a-penne-pe-di-alberto-colazilli IL  MAESTOSO  CEDRUS  ATLANTICA  SECOLARE DEL  GIARDINO  DE  STERLICH-ALIPRANDI  A PENNE (PE). Uno degli alberi più grandi d'Abruzzo.    di Alberto Colazilli.   Ch arriva nella elegante città di Penne, l'antica Pinna Virens, da subito può ammirare la copiosa vegetazione arborea e i giardini che ancora abbelliscono vaste zone del centro storico. Il Cedrus atlantica in questione si mostra al visitatore in tutta la sua imponenza, svettando tra gli edifici storici; un...
Written on 11/07/2011, 14:41 by admin
il-grande-albero-di-franco-tassi 
Written on 11/07/2011, 14:32 by admin
dal-grande-albero-al-legno-morto-di-franco-tassi-1996           
Written on 03/07/2011, 22:59 by admin
le-radici-dei-patriarchi-di-franco-tassi
Written on 03/07/2011, 22:24 by admin
caro-vecchio-patriarca-verde-di-franco-tassi      
Written on 03/07/2011, 22:04 by admin
alberi-sacri-di-franco-tassi              Pubblicazione del Centro Parchi Internazionale - 2000
Written on 03/07/2011, 21:28 by admin
oro-verde-il-valore-dell-albero-di-franco-tassi       PUBBLICAZIONE DEL CENTRO PARCHI INTERNAZIONALE - 2001
Written on 19/06/2011, 21:56 by admin
l-albero-piu-alto-d-italia-di-franco-tassi   
Written on 15/05/2011, 21:32 by admin
   LA VALLE DEI PLATANI SACRI IN VILLA BORGHESE A ROMA. UN SITO SPETTACOLARE DA TUTELARE E PROTEGGERE DALLA STUPIDITA' UMANA   Testo e foto di Alberto Colazilli     Il Platanus orientalis è un albero autoctono che appartiene alla nostra cultura italiana e mediterranea, è testimone della storia di Roma e dei Greci, e a differenza del platano ibrido che si trova comunemente in commercio, può vivere molto di più arrivando tranquillamente anche a 800 anni di età, se piantato...
Written on 19/04/2011, 21:47 by admin
Il Tree-climbing   Il tree-climbing, o arrampicata sugli alberi, è una tecnica di lavoro sulle piante a medio e alto fusto che,indipendentemente dalla loro dimensione o posizione, ne consente la risalita e la movimentazione all'interno della chioma. Questa tecnica, relativamente nuova in Italia dove esiste da circa una ventina di anni, negli USA è codificata come metodologia di lavoro già dagli anni '20. Il tree-climbing come altri lavori che si svolgono in altezza, ha dei...
Written on 28/01/2011, 21:16 by admin
tra-arte-e-natura-gli-alberi-sacri-e-i-giardini-fantastici-di-alberto-colazilli TRA  ARTE  E  NATURA GLI  ALBERI  SACRI  E  I  GIARDINI  FANTASTICI DI  ALBERTO  COLAZILLI           Alberto Colazilli - Grande Albero Sacro   Penna e matita su cartoncino colorato   2008     Alberto Colazilli inizia la sua attività nel 1994. Dipinge e disegna quadri di alberi  sacri, paesaggi, giardini e notturni.  Nelle sue opere rappresenta alberi solitari, alberi su scogliere, paesaggi fantastici con notturni e tramonti, paesaggi archeologici con rovine di...
Written on 27/01/2011, 23:01 by admin
il-vecchio-ailanto-di-molina-aterno-aq-di-kevin-cianfaglione-e-francesco-nasiniIL VECCHIO AILANTO DI MOLINA ATERNO (AQ)   DI KEVIN  CIANFAGLIONE   Ailanto, Molina aterno (AQ), circonferenza 4, 50 m. Foto di Alberto Colazilli - Archivio CO.N.AL.PA.   Risulta alquanto inconsueto trovare un ailanto (Ailanthus altissima) crescere all’interno della piazza di un paese. Altrettanto raro è trovarne di queste dimensioni e circondati da un così speciale affetto… È il caso dell’ailanto presente nel centro abitato di un piccolo comune, Molina Aterno, che si...

GIARDINI D'ITALIA TRA STORIA, TUTELA, ARCHITETTURA E ARTE DEL GIARDINO

 

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Alla scoperta dei parchi e giardini d'Italia  attraverso la storia, l'architettura e l'arte dei giardini,  per conoscerne le particolarità, le meraviglie, le problematiche, i progetti di tutela e valorizzazione. 

L'IMPORTANZA DEGLI ALBERI

Ecologia, tutela e valorizzazione

 

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Rubrica dedicata all'importanza naturalistica ed ecologica degli alberi 

PAESAGGI CULTURALI

 

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Scoprire il valore storico e culturale di alcuni famosi paesaggi italiani che sono stati resi celebri da artisti e da grandi scrittori e viaggiatori

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ALBERI E GIARDINI NELL'ARTE

   

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La rubrica vuole far scoprire gli alberi e i giardini attraverso la loro rappresentazione nelle opere d'arte, con particolare riferimento alle scuole di pittori e ai grandi artisti che hanno costellato la storia dell'arte e l'evoluzione dei giardini. 

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Numero 8 

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2017

 

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"L'importanza degli Alberi e del Bosco"

 

Presentazione Libro Copertine

 

Il libro "L'importanza degli alberi e del bosco" è un'opera monumentale in due volumi tutta dedicata ai grandi alberi, alle foreste, alla bellezza del paesaggio a cui hanno partecipato illustri esperti di fama internazionale. Opera curata da Kevin Cianfaglione e Vincenzo Di Martino, richiesta dall'Università di Camerino, dal CEA "Renzo Videsott" Riserva Statale Montagna di Torricchio e dalle Associazioni Smilax Onlus e Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio.

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