Dallo Shirin-yoku alla terapia forestale

Dallo Shirin-yoku alla terapia forestale

 

cascate di Kot. Sara Nardini ph.

 

Da Oriente a Occidente il richiamo della natura è esploso negli ultimi tempi e si è aperta la caccia al sentiero giusto. Ma è meglio quello bello, meditativo, col corso d’acqua, gli uccellini che cantano, in cui lasciarsi andare all’ascolto, oppure quello certificato, in cui immergersi solo secondo “criteri scientificamente misurabili”?

Il Bagno di Foresta è un nuovo business o una reale necessità?

Partiamo dall’inizio.

 

Shirin Yoku (letteralmente Bagno di Foresta) è il termine utilizzato a partire dal 1982 in Giappone dall’allora direttore dell’ente forestale, M. Tomohide Akiyama.

Promosso dal dott. Qing Li, immunologo e presidente della Società Giapponese per la Medicina Forestale, in un programma governativo di salute pubblica, lo Shirin-Yoku si è diffuso negli anni successivi anche in Occidente.

Nel suo libro Shirin-Yoku, Immergersi nei boschi il dott. Li descrive il Bagno di Foresta come una semplice immersione, in cui trovare uno stato di quiete, camminare, respirare e portare l’attenzione ai propri sensi. Tra le indicazioni emerge il suggerimento di trovare, all’interno del bosco, un luogo piacevole, in cui ci si possa rilassare per contemplare la natura, oppure praticare semplici esercizi di yoga o dedicarsi all’arte o all’attività della ceramica (opportunamente attrezzata lungo il percorso). Non vengono descritti in questo testo protocolli di tipo terapeutico,  benché il dott. Li suggerisca l’accompagnamento di un terapeuta al bisogno: la Medicina Forestale viene principalmente proposta come medicina preventiva. Tuttavia numerosi studi, svolti sia in oriente che più di recente anche in Europa, hanno dimostrato in modo inequivocabile gli effetti positivi dal punto di vista psicofisico di questa pratica, anche grazie alla presenza dei terpeni, sostanze volatili componenti degli oli essenziali prodotte dalle piante: per esempio riduce i livelli di ansia, migliora il tono dell’umore, riduce lo stress, stimola il sistema immunitario, sostiene il sistema cardiocircolatorio.

 

Forest Bathing a Monte Duro (RE). F.Meneguzzo ph.

 

In Italia l’interesse per il Bagno di Foresta è cresciuto in modo esponenziale soprattutto negli ultimi anni.

La prima stazione di Terapia Forestale è stata fondata nelle Valli del Natisone, in provincia di Udine, grazie all’intraprendenza del dott. Maurizio Droli, dell’Università di Udine e all’attività del dott. Mario Canciani, pediatra e allergo-pneumologo, che ha condotto molti studi accompagnando da tanti anni in soggiorni climatici i bambini dell’Associazione ALPI (Associazione delle Allergie e Pneumopatie Infantili) di Udine.

Una ricerca in queste zone, condotta sul modello giapponese nel 2017 e pubblicata nel 2018 (Droli M., Nardini S., Canciani M. 2018), ha portato alla qualificazione del primo sentiero di Terapia Forestale in Italia, dimostrando che una immersione di un paio d’ore nel sentiero delle cascate di Kot (San Leonardo – Ud-), praticando una semplice meditazione di rilassamento, riduce maggiormente il livello di ansia di stato (quella che si percepisce nel momento presente) rispetto alla stessa meditazione praticata in una sala al chiuso.

 

 

La dott.ssa Sara Nardini psicologa e psicoterapeuta

 

Il passo decisivo sul tema è stato certamente compiuto nell’ambito di un progetto che ha visto come promotori il Club Alpino Italiano ed il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CAI-CNR), teso ad individuare in alcuni dei sentieri del CAI siti idonei alla pratica della Terapia Forestale.

Le dott.sse Sara Nardini (psicologa e psicoterapeuta) e Marta Regina (psicologa e coach di mindfulness) hanno sviluppato in questa occasione un protocollo sperimentale di accompagnamento nella foresta, denominato Forestfulness®, che ha ottenuto, dal punto di vista psicologico, i migliori risultati attualmente rintracciabili in letteratura. Nella fattispecie sono stati condotti dalle due professioniste 6 gruppi di persone, mentre un gruppo è stato condotto in modo non professionale da un ricercatore del CNR, per un totale di 194 soggetti. A tutti i partecipanti è stato somministrato prima e dopo il questionario POMS (Profile Of Mood States – che misura i livelli di ansia, depressione, ostilità, vigore, fatica e confusione-), raccomandato in questo ambito di ricerca, con risultati inaspettati, come per esempio una notevole diminuzione dell’ansia, depressione e ostilità (fino al 79%). Naturalmente la presenza dei terpeni è stata sempre misurata, con apposito naso elettronico, in ogni tragitto, ma la correlazione tra i risultati ottenuti e la quantità di sostanze volatili presenti non è ancora stata chiarita in modo robusto. Basti pensare che, benché il campione non fosse statisticamente significativo per numerosità, si sono ottenuti risultati inaspettati anche in una immersione svolta a temperature vicine allo zero, in assenza di terpeni. La ricerca è stata pubblicata nel libro Terapia Forestale (scaricabile gratuitamente qui: https://www.forestandgo.com/manuale-di-terapia-forestale/ ).

Forestfulness® è un protocollo sperimentale, come si è detto, sviluppato a partire da tecniche meditative, tecniche di respirazione, pratiche ispirate alla mindfulness e una modalità comunicativa logica-analogica, ossia in alternanza razionale e metaforica, creata per sollecitare l’attività di entrambi gli emisferi cerebrali e stimolare un maggiore coinvolgimento emotivo nell’esperienza immersiva. Attraverso quelli che vengono definiti i 6 passi le persone si addentrano nel bosco in un percorso di esplorazione prima di tutto di se stesse, in cui il grande bisogno di connessione con la natura, percepito soprattutto in questo periodo storico, trova finalmente soddisfazione. In questo studio è stato dimostrato in modo chiaro che la consapevolezza amplifica i benefici che naturalmente l’immersione del bosco produrrebbe.

Essere consapevoli di ciò che si fa e del motivo per il quale lo si fa ne aumenta l’effetto. Questa considerazione sarebbe bene ci accompagnasse in ogni ambito della nostra vita.

Il Bagno di Foresta e ancor più la Terapia Forestale concretizzano una ri-connessione intima, di riscoperta del legame profondo che l’essere umano ha con la natura, a livello genetico, come ben descritto dalla Teoria della Biofilia (E.O. Wilson 1984) che tra l’altro può sanare la sofferenza derivata da una condizione di progressiva alienazione da sé, a cui sembra urgente porre rimedio.

Il disturbo da deficit di natura di cui molti bambini soffrono (Louv R. 2006), che annovera tra i sintomi più rilevanti obesità, depressione, stress, affaticamento cronico, iperattività e disturbi dell’apprendimento è solo una delle conseguenze dell’isolamento vissuto in condizioni di esclusiva urbanizzazione, con eccesso di tecnologia, dimenticando ciò che è più significativo: le nostre radici, individuali, sociali, naturali.

La natura fa sempre bene quindi. Certamente i sentieri certificati ci offrono maggiori “garanzie” rispetto all’efficacia della nostra immersione, ma se non re-impariamo ad ascoltarci e non comprendiamo davvero quale immenso valore rappresenti la foresta per l’equilibrio individuale e planetario, potremo continuare ad attraversare le foreste di tutto il mondo, i sentieri scientificamente “migliori”, ma non cambierà nulla, rimarremo alienati.

Rispetto ci vuole e tanta gratitudine.

 

Sara Nardini

Psicologa e psicoterapeuta

 

 

Bibliografia

KABAT-ZINN, J. Wherever you go, there you are: mindfulness meditation for everyday life. 2004. Piatkus Books Ltd.

KIRMAYER L. J. Healing and the invention of metaphor: effectiveness of symbols
revisited.
Culture, Medicine and Psychiatry, 1993, 17(2), 161-95. doi:
10.1007/BF01379325

Li Q.  Shinrin-Yoku: The Art and Science of Forest Bathing. 2018. Nippon Medical School.

LOUV R. L’ultimo bambino nei boschi. 2006. Rizzoli Editore

Meneguzzo F.,  Zabini F. (a cura di) 2020. Terapia Forestale un progetto in collaborazione tra il Club Alpino Italiano e il Consiglio Nazionale delle Ricerche. Ed. CNR.

  1. Meneguzzo, L. Albanese, M. Antonelli, F. R. Becheri , F. Centritto, D. Donelli, F. Finelli, F. Firenzuoli, G. Margheritini, V. Maggini, S. Nardini, L. Neri, M. Regina, F. Zabini, R. Baraldi. “Short-term Psychological Effects of Forest Therapy: Early Evidence in Italy”. 2021. Preprint.

Miyazaki Y. Shirin Yoku. La teoria giapponese del bagno nella foresta per ritrovare il proprio equilibrio. 2018. Ed. Gribaudo.

Wilson E.O. Biophilia. 1986. Harvard University Press.

 

Biografia dell’autrice

Sara Nardini è psicologa e psicoterapeuta ipnotista, naturopata, aromaterapeuta, insegnante di raja yoga e meditazione trascendentale, facilitatore di mindfulness. Ha collaborato con la Stazione di Terapia Forestale delle valli del Natisone, ha collaborato al progetto di ricerca CAI-CNR sulla Terapia Forestale, è co-autrice e conduttrice del protocollo Forestfulness® per Bagni di Bosco e Terapia Forestale, è docente del corso di formazione sul metodo di conduzione Forestfulness® dedicato ai medici e agli psicologi.

Ha coordinato nel 2018 il team vincitore del Premio Innovazione 2018 indetto dall’Ordine degli Psicologi del Veneto con il progetto “Breathe the Forest! Mindfulness in Forestoterapia con soggetti asmatici”.

Sul tema della Terapia Forestale ha pubblicato:

  1. Droli, S. Nardini, M. Canciani.“The psychological benefits of forest bathing in a mixed low-altitude mountain forest in the eastern Alps in Italy: an ecosystem services approach”, 2nd International Conference on Food and Agricultural Economics, ICFAEC 2018M.

M, Droli, S. Nardini, S. Qualizza, M. Canciani. “Impostazione di un servizio di ‘forest therapy’ per il benessere psicologico”. XXII Convegno Internazionale Interdisciplinare The 22nd International Interdisciplinary Conference La mente e il paesaggio nel mosaico paesistico-culturale. Palinsesti, Reti, Partecipazione . Università della Campania, Aversa e Caserta. 2018

  1. Volpini, M. Canciani, S. Nardini. “Mixed music therapy intervention for young asthmatics in inhalation therapy during a climatic vacation – a pilot rct study”. 11th European music therapy conference Denmark 26–30 June 2019.

E’ coautrice del libro Terapia Forestale, un progetto in collaborazione tra il Club Alpino Italiano e il Consiglio Nazionale delle Ricerche. 2020 Ed. CNR

  1. Meneguzzo, L. Albanese, M. Antonelli, F. R. Becheri , F. Centritto, D. Donelli, F. Finelli, F. Firenzuoli, G. Margheritini, V. Maggini, S. Nardini, L. Neri, M. Regina, F. Zabini, R. Baraldi. “Short-term Psychological Effects of Forest Therapy: Early Evidence in Italy”. 2021. Preprint.

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