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Quegli alberi sagomati che affascinarono gli artisti del Rinascimento.

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Quegli alberi sagomati che affascinarono gli artisti del Rinascimento.

 

 

Leonardo Da Vinci   Annunciazionepart3 

  

C'è stato un periodo, nella nostra arte dei giardini del XV secolo, in cui si è sviluppata un'importante e singolare moda che ebbe il potere di affascinare alcuni dei più grandi pittori e scultori del momento: stiamo parlando dei famosi "alberi sagomati", con le bizzarre forme stilizzate formate da anelli concentrici si rimpiccioliscono verso l'alto e che erano straordinari capolavori dell'ars topiaria.
Nel Rinascimento il giardino e le stesse specie arboree e arbustive che lo decoravano dovevano sottostare alle logiche matematiche e alla proporzione, esaltando perfetta unione tra spazio misurabile e natura modellata per fini estetici. Oltre alle siepi squadrate di bosso e alle aiuole geometriche, gli architetti dell'epoca riscoprirono il piacere di potare artisticamente gli alberi, una tradizione antica, che risaliva ai tempi dei romani, che si era tramandata negli antichi conventi e monasteri e che adesso si imponeva prepotentemente nella nuova progettazione del paesaggio. Questi pittoreschi alberelli sagomati dovettero comparire principalmente in Toscana e nel Lazio, erano specie sempreverdi come il Taxus baccata, il Cupressus sempervirens, il Quercus ilex e il Laurus nobilis,che si gestivano benissimo per l'ars topiaria e per realizzare lavori di questo tipo.  

La fortuna di questi alberelli ha il suo inizio già intorno agli anni 50 del Quattrocento quando Lorenzo Ghiberti, uno dei padri del Rinascimento, li ritrae nella formella della Storia di Abramo nella Porta del Paradiso del Battistero di Firenze. Qui, il boschetto sullo sfondo a sinistra è formato da alberelli sagomati. L'arco temporale di queste realizzazioni pittoriche di alberelli artisticamente potati si potrebbe delineare tra la metà del 1400 e i primi del 1500. 

 

1 The Story Of Abraham Ghiberti Lorenzo

 

Questi alberi diventarono "moda" con il ciclo del "Viaggio dei Magi" della Cappella Medici-Riccardi a Firenze, in cui Benozzo Gozzoli li rappresenta in tutta la loro lussureggiante bellezza in un paesaggio ideale, ricco di boschi, natura e borghi che potrebbe ricordare la Toscana dell'epoca. Pare che fu proprio Gozzoli, con la sua incredibile opera, ad inaugurare ufficialmente la moda degli alberelli sagomati nell'arte. Siamo intorno al 1459-60. Molti artisti dell'epoca, probabilmente, ebbero modo di frequentare il cantiere del Gozzoli o visitare l'opera appena concluse e ne furono affascinati nella stesura dei particolari alberi artisticamente potati. 

 

     Benozzo Gozzoli Alberi  

 Gozzoli Cavalcata Firenze

 

Successivamente altri artisti come Paolo Uccello, Leonardo, Pinturicchio, Jacopo del Sellaio e lo stesso Perugino vennero affascinati dagli alberelli sagomati. Molto probabilmente i giardinieri dell'epoca dovettero rifarsi a trattati di giardinaggio che insegnavano sul come potature gli alberi artisticamente. Si potrebbe fare riferimento alla riscoperta del De Architectura di Vitruvio e poi, a partire dal 1450 una importante base filosofico-pratica deve averla data l'opera di Leon Battista Alberti, con il suo De re aedificatoria. In questa opera monumentale il grande architetto umanista illustra anche come si devono decorare e abbellire i giardini dell'epoca, con particolare riferimento all'ars topiaria. 

Realizzare i fantastici alberelli sagomati era un lavoro particolarmente faticoso che doveva impegnare squadre di giardinieri potatori esperti che erano in grado di gestire anche annosi esemplari con forme particolari e complicate. Seguendo la nuova concezione antropocentrica quattrocentesca, l'uomo domina sulla Natura che viene razionalizzata e trasformata in opera d'arte e gli alberi diventano "architetture vegetali"

Nella Tebaide di Paolo Uccello, datato intorno al 1460, gli alberelli sagomati delimitano la scena del capitolo con San Benedetto che predica ai monaci in basso a destra e si osservano intorno al Crocifisso adorato dai monaci in alto a sinistra.

 

Paolo Uccello Tebaidepart

 

In Jacopo del Sellaio gli alberelli sagomati sono protagonisti del paesaggio brullo e roccioso del San Giovanni Battista, San Gerolamo e Santa Maria Maddalena Penitenti nel deserto (seconda metà del XV secolo).

 

 800px Jacopo Del Sellaio 006 San Gerolamo E Maddalena Penienti

 


Nella celebre Annunciazione di Leonardo da Vinci, databile tra il 1472 e il 1475, un raffinato albero sagomato abbellisce lo sfondo verdeggiante del dipinto. Qui già si può osservare la nuova concezione del paesaggio e della natura leonardesca e si nota il rigore geometrico e razionalistico del giardino rinascimentale che fa da sfondo alla scena. L'albero sagomato è un ornamento del paesaggio, piantato tra i cipressi e gli altri alberi sempreverdi.

 

Leonardo Da Vinci   Annunciazionepart

Leonardo Da Vinci   Annunciazionepart2

 

Nell'affresco della Partenza di Mosè per l'Egitto nella Cappella Sistina, Pietro Perugino da sfoggio della sua bravura realizzando un perfetto albero sagomato esaltandone il naturalismo e le forme geometricamente potate.

 Pietro Perugino Mos Om Egittopart


Sempre Perugino rappresenta un altro alberello sagomato sullo sfondo della Consegna delle Chiavi, altro affresco della Cappella Sistina. Tali opere vengono realizzate tra il 1481 e il 1482.

 

 Entrega De Las Llaves A San Pedro Peruginopart


Anche nella raffinata arte del Pinturicchio, nella seconda metà del XV secolo, gli alberi sagomati sono ornamenti paesaggistici. Diversi sono i dipinti in cui il maestro realizza alberi forgiati dall'ars topiaria che intendono abbellire il paesaggio, come si può osservare nell'episodio di Susanna e i vecchioni negli Appartamenti Borgia in Vaticano tra il 1492 e il 1494 e nella Disputa dei Dottori nella Cappella Baglioni a Spello tra il 1500 e il 1501.

Borgia Apartment 004 Susanna E I Vecchioni Part    Pinturicchio Spello Among Doctors Part

 

Alberto Colazilli

Paesaggista esperto di arte dei giardini.

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Il Pinus pinea nell'arte. Un albero amato e contemplato dai più grandi artisti della storia.

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Il Pinus pinea nell'arte

Un albero amato e contemplato da molti grandi artisti della storia.

 

John Robert Cozens.San Pietroda Villa Borghese

 

Nella società italiana contemporanea è fondamentale stimolare una nuova sensibilità e un più alto rispetto verso il nostro Pino domestico o Pino italico che è quotidianamente sotto attacco con abbattimenti, cattive potature e cementificazione. In questo breve articolo mi dedicherò a mostrare alcune opere di grandi artisti in varie epoche storiche per osservare il pino italico anche dal punto di vista storico-artistico ed estetico e non soltanto tecnico-scientifico, con l'evoluzione della sua immagine nella ricerca del colorismo, del segno pittorico e della luce. Pochi sanno che questo albero è stato un protagonista importante della storia dell'arte italiana ed europea.

Il Pinus pinea è da sempre il simbolo del paesaggio mediterraneo e del panorama italiano; nessun altro albero è più rappresentativo  dell'Italia come il "pino a ombrello" o "pino domestico". E' stato ritratto e disegnato in numerosi dipinti con scenari di paesaggi ideali, paesaggi archeologici, vedute di borghi e monumenti, ville storiche, parchi e giardini. Era uno degli alberi più ammirati e disegnati sui taccuini di viaggio durante l'epoca del Grand Tour in Italia tra 700 e 800.  

Albero maestoso, nobile ed elegante, il pino a ombrello è ritratto nelle opere di numerosi artisti tra cui Jan Van Eyck, Paolo Uccello, Antonello da Messina, Claude Lorrain, William Turner, Pierre Henri de Valenciennes, Giacinto Gigante e i pittori della Scuola di Posillipo, Jacob Philipp Hackert, Franz Ludvig Catel, Camille Corot, John Robert Cozens, Caspar van Wittel, Hendrik Voogd, Hermann Kruger, John Gadsby Chapman.

 

JanVanEyck Polittico Agnello  Mistico Part.XV Sec

Jan Van Eyck (sec.XV).  Particolare del Polittico di Gand. In questo scorcio di paesaggio ideale italiano, Van Eyck rappresenta un Pinus pinea sullo sfondo che è tra le prime immagini naturalistiche di quest'albero nella storia dell'arte.  

 

 

 Paolo Uccello Miracle Of The Desecrated Host Scene 3

Paolo Uccello (sec.XV). Miracolo dell'Ostia. Un albero simile a un Pinus pinea è rappresentato sulla destra. 

 

Paolouccello Battaglia San Romano Part

Paolo Uccello (sec.XV). Battaglia di San Romano. Particolare del paesaggio dove sono rappresentati alcuni alberi di pino.

 

Botticelli2Storia Nastagio Degli Onesti 1483

Sandro Botticelli – Storia di Nastagio degli Onesti. (XV secolo)  In questo dipinto la scena si svolge all’interno di un bosco di pini a ombrello che scandiscono lo spazio e ne diventano i protagonisti. 

 

Claude Lorrain Paesaggio Pastorale

Claude Lorrain (sec. XVII).  Il più grande paesaggista del Seicento rappresenta paesaggi ideali ispirandosi al paesaggio italico. In questo "Paesaggio pastorale" sulla sinistra domina un bell'esemplare di Pinus pinea

 

 

Valenciennes Monastero Ara Coeli 1785

Pierre Henri de Valenciennes. Monastero dell'Ara Coeli (1780).  Valenciennes è stato un importante teorico dello sviluppo del paesaggio in pittura. In quest'opera della fine del Settecento, il grande pino sulla destra è protagonista del dipinto assieme alla veduta di Roma sullo sfondo. 

 

Caspar VanWittel VedutadiCastel Sant Angelo.1710

Caspar Van Wittel. Questo artista, protagonista del vedutismo settecentesco, rappresenta numerosi paesaggi italiani dove non mancano Pinus pinea, come in questa veduta di Castel Sant'Angelo a Roma (1710).

 

Franz LudvigCatel VedutavillaPamphilij

Franz Ludwig Catel (sec.XIX). Veduta sui giardini di Villa Pamphili. I Pinus pinea fanno da sfondo al dipinto. 

 

Turner Golden Bough1834

William Turner. Paesaggio ideale italico (1834). Turner, grande artista a cavallo tra Settecento e Ottocento, fu affascinato dal paesaggio italiano che ritrasse costantemente e in forma ideale in molti acquerelli e dipinti. In questo quadro i pini svettano sulla destra e sulla sinistra incorniciando il paesaggio. 

 

1 Hackert Sommer Anagoria 1784 Vesuvioweb

Jacob Philipp Hackert (sec.XIX). Paesaggio campano. Famoso vedutista tra XVIII e XIX, Hackert ha immortalato molti luoghi del paesaggio italiano, tra cui la lussureggiante Campania Felix e i paesaggi del Golfo di Napoli. In questo dipinto i Pinus pinea vengono ritratti sulla sinistra, dominanti sul paesaggiocon sullo sfondo il Vesuvio fumante. In lontananza si possono vedere le sagome di altri pini  che si ergono tra i boschi. 

 

John Robert Cozens.San Pietroda Villa Borghese

John Robert Cozens. San Pietro da Villa Borghese (1782-83). Famoso paesaggista inglese tra XVIII e XIX, Cozens è stato un altro artista viaggiatore che ha percorso i luoghi principe del Grand Tour in Italia. In questo quadro rappresenta una veduta di San Pietro in Roma da Villa Borghese. La visione è  impreziosita da un gruppo di pini a ombrello. 

 

Pini VillaBarberini 1856John Gadsby Chapman

John Gadsby Chapman. Pini di Villa Barberini (1856). Chapman visitò Roma e ne fu affascinato, ritraendo questo bellissimo scorcio su Villa Barberini con il suo bosco di Pinus pinea

 

Voogd Hendrik PaesaggioitalicoXIXSecolo

Hendrik Voogd. Veduta sulla campagna romana con pini (1807). Voogd è un altro appassionato del paesaggio italico che ritrae con raffinatezza assieme a un bosco di Pinus pinea. 

 

Edward Lear  Garden Of Villa Borghese 1840

Edward Lear. Giardini di Villa Borghese. (1840). Famoso viaggiatore e disegnatore, Edward Lear ha ritratto nei suoi disegni anche i grandi pini a ombrello di Villa Borghese che a quanto pare dovevano essere incredibilmente affascinanti e maestosi.

 

 

Lear Tivoli 1839 L

Edward Lear. Veduta da Villa d'Este a Tivoli (1839). Lear in questo splendido disegno rappresenta la veduta che si gode da Villa d'Este a Tivoli con sulla destra un gruppo di Pinus pinea che svetta tra i cipressi. 

 

 

Giacinto Gigante Italian 1806 1876 Paesaggio Con Umbrella Pine

 Giacinto Gigante. Paesaggio con pino a ombrello. Questo artista è stato un grande protagonista della Scuola di Posillipo (metà del XIX secolo) a Napoli. In quest'opera il Pinus pinea viene rappresentato sullo sfondo, in una posizione dominante al centro del paesaggio. 

 

Alberto Colazilli. Co.N.Al.Pa. ONLUS

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Quando gli artisti salvarono gli alberi. La scuola di Barbizon a Fontainebleau.

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Quando gli artisti salvarono gli alberi.

La scuola di Barbizon a Fontainebleau (metà dell'XIX secolo)

 

di Alberto Colazilli

 

 

8

Théodore Rousseau, Mattina nella foresta di Fontainebleau - 1850

  

La famosa foresta di Fontainebleau in Francia è situata a una cinquantina di km a Sud Est di Parigi, nel dipartimento di Senna e Marna, nella regione dell'Ile-de-France. Al suo interno si erge anche il celebre omonimo castello che fu tempio del Rinascimento francese. Fin dal XVIII secolo, gli artisti avevano l'abitudine di recarsi nella selva di Fontainebleau per realizzare studi dal vero e per contemplare la magnificenza dei suoi alberi monumentali. Ma è nella prima metà dell'Ottocento che questa imponente foresta diventa un vero e proprio "bosco sacro" dell'arte contemporanea dove si rifugiano pittori, poeti ed anche fotografi.

 

Thodore Rousseau   Sotto Le Betulle

Théodore Rousseau, Sotto le betulle. 1842-43

 

L'arco temporale di questo movimento artistico-culturale va dal 1830 al 1870. Un gruppo di pittori appassionati, desiderosi di rompere le regole e di immedesimarsi nella natura studiandola dal vero , decise di recarsi nella Foresta di Fontainebleau, ritirandosi nel piccolo villaggio di Barbizon, a sud di Parigi, a quel tempo popolato da contadini e persone semplici ancora legate alla terra. Nacque la "Scuola di Barbizon", di cui fu il principale rappresentante il paesaggista Theodor Rousseau assieme a C.F.Daubigny, V.N.Dìaz de la Pena, J.Duprè, J.F. Millet, C. Trouyon, C. Corot, G. Courbet e altri. Questo gruppo si fece promotore di una pittura en plein-air, distaccandola dagli schemi accademici. Il gruppo aveva come sede il modestissimo alberghetto di Père Ganne, che si trovava nelle vicinanze dei campi e della foresta. Ciò che caratterizzava principalmente lo spirito dei pittori di Barbizon era la voglia di riscoprire la purezza della natura, la fuga dalle città, la rottura con la borghesia dell'epoca, l'esaltazione dello spirito naturalistico attraverso lo studio dal vero e la contemplazione del Creato. Le loro ricerche si incentrarono moltissimo sugli effetti della luce, sui contrasti cromatici del sottobosco, sull'architettura degli alberi rappresentati nelle forme più naturali.

 

Rousseau   Quercia

Théodore Rousseau.  Grande quercia. 


Un ruolo fondamentale per lo sviluppo di questa corrente fu l'esposizione del grande pittore paesaggista inglese John Constable al Salon di Parigi nel 1824, quando mostrò al pubblico le sue opere ricche di vedute rurali e campestri che erano protagoniste assolute della scena ed anche la sua tecnica pittorica innovativa.
In questa singolare Scuola di pittori paesaggisti nacque per la prima volta il sentimento della protezione e tutela della natura e degli alberi. Si dipingevano grandi alberi, querce, sottobosco, scorci di foresta, paludi, ruscelli, sentieri nel bosco. Nelle numerose tele la foresta è rappresentata in tutte le stagioni, in primavera, autunno, inverno, al crepuscolo. In pratica non sfugge nulla degli innumerevoli colori e scorci della selva di Fontainebleau. I pittori di Barbizon esposero ben trecento paesaggi all'Esposizione Universale di Parigi del 1848 e in seguito riuscirono a creare la "Riserva artistica della selva di Fontainbleau" dove accorsero artisti da tutta la Francia e dal resto dell'Europa per preservarla da un incombente progetto di disboscamento. Nel 1874 la "Riserva artistica" divenne il primo sito naturale al mondo.
Oggi Barbizon è una elegante e pittoresca cittadina di circa 1600 abitanti dove accorrono ogni anno artisti, fotografi e naturalisti, dove sono sorte locande e negozi, atelier di pittura e musei, tutti in ricordo di quello straordinario movimento culturale-artistico che la rese celebre.
Un grande insegnamento viene da questa storia dei pittori paesaggistici di Barbizon: il potere dell'Arte è così grande che è capace di salvare la Natura e migliorare il mondo. Nel mondo contemporaneo abbiamo veramente bisogno di nuovi sognatori, artisti e poeti ancora capaci di far questo! 

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NEWS dal Popolo degli alberi e dei giardini (2)

Written on 05/04/2015, 22:17 by admin
quegli-alberi-sagomati-che-affascinarono-gli-artisti-del-rinascimentoQuegli alberi sagomati che affascinarono gli artisti del Rinascimento.          C'è stato un periodo, nella nostra arte dei giardini del XV secolo, in cui si è sviluppata un'importante e singolare moda che ebbe il potere di affascinare alcuni dei più grandi pittori e scultori del momento: stiamo parlando dei famosi "alberi sagomati", con le bizzarre forme stilizzate formate da anelli concentrici si rimpiccioliscono verso l'alto e che erano straordinari capolavori dell'ars...
Written on 06/12/2014, 02:45 by admin
il-pinus-pinea-nell-arte-un-albero-amato-e-contemplato-dai-piu-grandi-artisti-della-storiaIl Pinus pinea nell'arte Un albero amato e contemplato da molti grandi artisti della storia.     Nella società italiana contemporanea è fondamentale stimolare una nuova sensibilità e un più alto rispetto verso il nostro Pino domestico o Pino italico che è quotidianamente sotto attacco con abbattimenti, cattive potature e cementificazione. In questo breve articolo mi dedicherò a mostrare alcune opere di grandi artisti in varie epoche storiche per osservare il pino italico...
Written on 07/01/2014, 21:36 by admin
quando-gli-artisti-salvarono-gli-alberi-la-scuola-di-barbizon-a-fontainebleauQuando gli artisti salvarono gli alberi. La scuola di Barbizon a Fontainebleau (metà dell'XIX secolo)   di Alberto Colazilli     Théodore Rousseau, Mattina nella foresta di Fontainebleau - 1850    La famosa foresta di Fontainebleau in Francia è situata a una cinquantina di km a Sud Est di Parigi, nel dipartimento di Senna e Marna, nella regione dell'Ile-de-France. Al suo interno si erge anche il celebre omonimo castello che fu tempio del Rinascimento francese. Fin dal...

GIARDINI D'ITALIA TRA STORIA, TUTELA, ARCHITETTURA E ARTE DEL GIARDINO

 

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Alla scoperta dei parchi e giardini d'Italia  attraverso la storia, l'architettura e l'arte dei giardini,  per conoscerne le particolarità, le meraviglie, le problematiche, i progetti di tutela e valorizzazione. 

L'IMPORTANZA DEGLI ALBERI

Ecologia, tutela e valorizzazione

 

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Rubrica dedicata all'importanza naturalistica ed ecologica degli alberi 

PAESAGGI CULTURALI

 

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Scoprire il valore storico e culturale di alcuni famosi paesaggi italiani che sono stati resi celebri da artisti e da grandi scrittori e viaggiatori

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ALBERI E GIARDINI NELL'ARTE

   

Turner Golden Bough1834web

  

La rubrica vuole far scoprire gli alberi e i giardini attraverso la loro rappresentazione nelle opere d'arte, con particolare riferimento alle scuole di pittori e ai grandi artisti che hanno costellato la storia dell'arte e l'evoluzione dei giardini. 

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PRIMAVERA - ESTATE

2017

 

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