Statuto nazionale del Co.n.al.pa. onlus

 STATUTO DELL’ASSOCIAZIONE

COORDINAMENTO  NAZIONALE  PER  GLI  ALBERI  E  IL  PAESAGGIO (Co.N.Al.Pa.)” ONLUS

° * ° * ° *

 

 

I – DISPOSIZIONI GENERALI

Art. 1

Denominazione dell’associazione

E’ costituita l’associazione denominata Coordinamento Nazionale per  gli  Alberi e  il  Paesaggio (Co.N.Al.Pa.)” ONLUS

 

Art. 2

Sede dell’associazione

La sede legale dell’Associazione Nazionale è a Loreto Aprutino (PE), in via Pretara n. 24. Il Consiglio Direttivo Nazionale dell’Associazione si riserva di trasferire e/o stabilire altre sedi senza necessità di modificare il presente statuto.

 

Art. 3

Scopo dell’associazione

Il Coordinamento Nazionale per gli Alberi e il Paesaggio (Co.N.Al.Pa.) ONLUS è una organizzazione apartitica, senza fini di lucro  e  persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale. E’  impegnata nella tutela e valorizzazione  degli ambienti naturali, alberi monumentali, foreste, boschi, giardini storici e altri beni storico-artistici nonché del paesaggio storico, culturale e naturale. Il Coordinamento, anche  attraverso la realizzazione di una rete nazionale di tecnici, professionisti, cittadini, associazioni e comitati, vuole promuovere un ambiente salubre che possa essere cornice idilliaca per la vita dell’uomo contemporaneo. Alla base della filosofia del Coordinamento c’è il connubio tra scienza, arte, bellezza e natura per migliorare l’esistenza degli esseri umani e allontanarli dall’abbrutimento e dal degrado culturale e  psicofisico.

Il Coordinamento Nazionale per gli Alberi e il Paesaggio ONLUS opera nei seguenti settori:

 

  Tutela e valorizzazione della natura e dell’ambiente, con esclusione dell’attività, esercitata abitualmente, di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani, speciali e pericolosi di cui all’art. 7 del D.lgs. 5 febbraio 1997, n. 22 – cod. 8;
 
Tutela, promozione e valorizzazione delle cose di interesse artistico e storico di cui alla legge 1° giugno 1939, n. 1089, ivi comprese le biblioteche e i beni di cui al D.P.R. 30 settembre 1963, n. 1409 (v.ora il decreto legislativo 29 ottobre 1999, n. 490) – cod. 7;
 
 
Il Coordinamento Nazionale per gli Alberi e il Paesaggio ONLUS si impegna a rispettare le seguenti regole:
 
Esclusivo perseguimento di finalità di solidarietà sociale.
Divieto di svolgere attività diverse da quelle menzionate nell’art.3 ad eccezione di quelle ad esse direttamente connesse.

Divieto di distribuire, anche in modo indiretto, utili e avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’organizzazione a meno che la destinazione o la distribuzione non siano imposte per legge o siano effettuate a favore di alte Onlus che per legge, statuto o regolamento fanno parte della medesima unitaria struttura.


Obbligo di impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.


Obbligo di devolvere il patrimonio dell’organizzazione, in caso di suo scioglimento per qualunque causa, ad altre ONLUS o a fini di pubblica utilità, sentito l’organismo di controllo di cui all’art.3 comma 190, della L. 23/12/1996, n.662 (Agenzia per le ONLUS istituita con DPCM 26/09/2000).


Obbligo di redigere il bilancio o rendiconto annuale.


Disciplina uniforme  del rapporto associativo  e delle modalità volte a garantire l’effettività del rapporto medesimo, escludendo espressamente la temporaneità della partecipazione alla vita associativa e prevedendo per gli associati o partecipanti maggiori d’età il diritto al voto per l’approvazione e le modificazioni dello statuto e dei regolamenti per la nomina degli organi direttivi dell’associazione.


Uso, nella denominazione ed in qualsiasi segno distintivo o comunicazione rivolta al pubblico della locuzione “Organizzazione Non Lucrativa di Utilità Sociale” o dell’acronimo ONLUS.

 

Le finalità del Coordinamento Nazionale per gli Alberi e il Paesaggio ONLUS sono le seguenti:

 

•           Diffondere e favorire la conoscenza e il rispetto della Natura e dei suoi equilibri;

•           Diffondere e favorire la conoscenza del paesaggio italiano come unicum nel panorama europeo e mondiale dove si fondono storia, cultura, arte e natura.

•           Promuovere la riscoperta, la valorizzazione e il restauro del giardino come luogo in  cui si uniscono  arte, cultura, poesia, bellezza e naturalità.

•           Diffondere e favorire la conoscenza e la riscoperta della cultura dell’albero come protagonista assoluto della vita umana e della riforestazione, simbolo della pace, della bellezza, della conoscenza e dell’unione tra Divino e Umanità.

•           Difendere la biodiversità nelle sue varie forme quale valore naturale, solidale, economico, sociale e culturale;

•           Diffondere la tutela dell’ambiente ai massimi livelli  in quanto un ambiente sano equivale a salute sana ed eccellente qualità della vita per gli esseri umani.

•           Impegnarsi nella valorizzazione e gestione di aree verdi urbane e suburbane, parchi e giardini storici, aree protette, beni culturali, presidi riconosciuti dalla medesima associazione, tutelando le specie viventi e programmando una seria programmazione per ogni intervento sull’ambiente e sul territorio;

•           Combattere l’inquinamento  promuovendo il progetto delle “Città Verdi”, vero baluardo contro le malattie e l’abbruttimento dell’uomo.

•           Favorire  la  naturalità  promuovendo l’importanza e la necessità degli alberi nel territorio.

•           Promuovere la partecipazione della popolazione, delle scuole di ogni ordine e grado, dei giovani e degli anziani sui temi ambientali e culturali relativi al paesaggio italiano, ai giardini, all’ambiente e agli alberi.

•           Promuovere attività sociali, culturali e per la salvaguardia della natura.

•           Promuovere una gestione intelligente delle risorse paesaggistiche italiane al fine di incrementare un turismo della bellezza, rispettoso di arte e ambiente.

•           Promuovere e diffondere la valorizzazione e tutela degli alberi monumentali, dei boschi sacri, di quelli d’arte e di quelli vetusti quali custodi e guardiani della memoria storica di un intero popolo.

•           Promuovere e diffondere la valorizzazione e tutela delle foreste e dei boschi come protagonisti  fondamentali nella lotta al cambiamento climatico e al consumo del territorio.

•           Promuovere il restauro del paesaggio anche per la prevenzione del rischio idrogeologico attraverso alberi ed arbusti, anche con l’ausilio del’ingegneria naturalistica, per la riqualificazione di aree degradate.

•           Promuovere attività di rinaturalizzazione e tutela di zone ecotonali, delle spiagge, dei fiumi e dei laghi.

•           Sviluppare avvalendosi della collaborazione di professionisti qualificati, personalità illustri, enti, istituzioni e realtà economico-sociali nuove proposte e progetti per l’ambiente, promuovendo attività scientifico-culturali di carattere informativo e formativo, con interventi mirati nella tutela e valorizzazione del territorio e dei beni storico-ambientali.

•           Attraverso il mondo della scienza e della cultura, impegnarsi nella promozione di una diffusa educazione ambientale che deve entrare primariamente nelle famiglie e nelle scuole e che deve essere recepita da tutti i cittadini, veri protagonisti e vittime innocenti di tanti scempi ambientali.

•           Formare una coscienza civile, sociale ecologista e solidale

 

Per il raggiungimento delle sue finalità il Coordinamento Nazionale per gli Alberi e il Paesaggio si impegna a:

 

•          Distribuire, produrre, diffondere materiale scientifico, tecnico, culturale, didattico, attraverso i più moderni mezzi di comunicazione (giornali, tv, web ecc…).

•          Realizzare pubblicazioni tematiche sul paesaggio, sull’arte dei giardini, sui grandi alberi, sui beni storico-artistici.

•          Organizzare e svolgere in proprio o con la collaborazione di altri enti o associazioni, incontri culturali, manifestazioni, conferenze nazionali ed internazionali, seminari tematici, convegni, assemblee pubbliche, corsi di formazione, borse di studio, corsi di specializzazione, nel totale rispetto delle finalità sociali.

•          Organizzare e svolgere in proprio o con la collaborazione di altri enti o associazioni mostre d’arte e mostre fotografiche, premi speciali e  giornate di beneficenza, incentrate sulle tematiche dell’ambiente e dei beni storico-paesaggistici.

•          Organizzare e gestire attività di carattere sociale, culturale, economico per la conoscenza del territorio e svolgere attività di analisi e ricerca sui problemi ambientali, con la realizzazione di  itinerari storico-artistici e naturalistici alla scoperta di alberi monumentali, boschi sacri, beni artistici, in collaborazione con enti locali, scuole, università, istituti di ricerca, aziende specializzate nel settore turistico.

•          Organizzare, promuovere e gestire giornate di benessere psico-fisico in stretto contatto con la natura e i grandi alberi, con la pratica di meditazione e rilassamento, sport all’aria aperta, ippoterapia  ecc.., in stretta comunione con il Creato e i suoni della Natura.

•          Organizzare e gestire attività didattiche con le scuole in merito alla conoscenza dell’ambiente e dell’arte, promuovendo corsi di pittura en plein air, corsi di pittura di paesaggio, corsi di educazione alla bellezza, studio dei grandi alberi, studio della flora, feste dell’albero, corsi per rimboschimenti, corsi di fotografia  artistica, corsi per la realizzazione di giardini, orti didattici, attività di recupero e restauro di giardini abbandonati o terreni incolti, corsi per la cura degli alberi con l’ausilio di tecnici specializzati nel settore.

•          Promuovere una normativa scolastica particolarmente vicina alle tematiche ambientali e del territorio, collaborando con le direzioni scolastiche, le altre associazioni e le università, al fine di realizzare ampi programmi di educazione ambientale nonchè progetti culturali e di aggregazione tra studenti.

•          Promuovere e gestire sul territorio i centri di educazione ambientale (CEA) atti a realizzare progetti culturali, ricerca, studio e di divulgazione sulle problematiche del territorio e dell’ambiente in sinergia con scuole, enti e università.

•          Organizzare e gestire  attività educative, di formazione e di aggiornamento e di qualifica professionale per studenti, insegnanti ed educatori, realizzando in Italia e all’estero, scambi culturali, ricerche, orientamenti culturali in campo metodologico e didattico.

•          Produrre, distribuire e vendere materiale didattico, stampati periodici dedicati all’ambiente, gadget promozionali, filmati sulla natura ed altro materiale sui beni storico-ambientali per il reperimento di fondi da impiegare nelle attività istituzionali.

•          Stipulare contratti, convenzioni e patrocini con enti pubblici e privati per  gestire beni immobili, giardini storici, oasi naturalistiche, boschi e foreste nel quadro delle leggi regionali, nazionali e internazionali vigenti.

•          Promuovere e/o sostenere l’emanazione di norme legislative e di provvedimenti amministrativi relativi alla tutela e valorizzazione del patrimonio storico-ambientale, seguendo il principio fondamentale dell’Articolo 9 della Costituzione Italiana, le convenzioni internazionali in materia di tutela ambientale e le direttive dell’Unione Europea.

•          Promuovere, organizzare e/o sostenere federazioni di associazioni con fini analoghi a quelli del Coordinamento Nazionale, nonché costituire cooperative, consorzi e comitati con altre associazioni o affiliazioni o gemellaggi, conservando la propria autonomia, nel totale rispetto degli scopi statutari.

•          Promuovere e sostenere una politica energetica nazionale eco-sostenibile e innovativa basata sul risparmio e nel totale rispetto del paesaggio e delle sue potenzialità storico-ambientali, evitando il ricorso a fonti legnose vergini e non certificate,  nonché fonti energetiche nocive per la salute umana, con ulteriore consumo di territorio e inquinamento dell’ambiente.

•          Promuovere, organizzare e/o sostenere serie politiche di riforestazione urbana nelle città, con la messa a dimora di numerosi alberi, possibilmente autoctoni, in funzione anti-inquinamento, costruendo parchi e giardini, facciate verdi, tetti verdi, per realizzare l’innovativo progetto della Green City. 

•          Formare e contribuire alla formazione di personale specializzato nelle tematiche e problematiche ambientali nonchè nella sorveglianza, tutela del territorio, dei beni storici-ambientali e per la protezione civile.

•          Organizzare e/o gestire attività di volontariato cittadino nella tutela e valorizzazione dei beni storico-ambientali con la promozione di giornate dedicate alla pulizia di aree prescelte, con messa a dimora di alberi, restauro e recupero di aree verdi, restauro di manufatti d’interesse storico-artistico ecc…

•          Realizzare, recuperare, valorizzare e gestire giardini naturali, con piante autoctone ed essenze pregiate, nel rispetto degli habitat.

•          Recuperare, valorizzare, gestire parchi e giardini storici, con la collaborazione di tecnici qualificati del settore storico-artistico e tecnico-scientifico, nel pieno rispetto delle leggi di tutela nazionali ed europee.

•          Realizzare, valorizzare e gestire orti botanici, orti didattici ed ecomusei per divulgare al meglio la cultura dell’ambiente e della biodiversità.

•          Realizzare e gestire Giardini della Poesia, Giardini della Letteratura, Giardini dell’Arte e della Musica, dove poter organizzare manifestazioni ed eventi di carattere culturale, artistico e scientifico.

•          promuovere e o gestire presidi per la tutela e la valorizzazione dei boschi di pregio naturalistico e dei grandi alberi o di altre aree storico-paesaggistiche di notevole interesse segnalati dallo stesso Coordinamento Nazionale.

•          promuovere e o gestire attività di vigilanza ambientale nel rispetto delle leggi regionali, nazionali ed europee vigenti in materia di tutela della flora, fauna nonché ambiente e beni storici culturali.

•          organizzare e/o gestire all’estero e principalmente nei paesi in via di sviluppo progetti innovativi incentrati sull’ambiente, sui beni culturali e paesaggistici, con la formazione in loco di personale specializzato e qualificato, in accordo con le vigenti leggi internazionali e dell’Unione Europea.

•          Organizzare in Italia e all’estero campi scuola e scambi culturali incentrati sulle  problematiche  ambientali, in collaborazione con le università, gli enti di ricerca ed altre associazioni  nazionali  ed  internazionali.

•          Per il raggiungimento degli scopi sociali si ritiene opportuno utilizzare strumenti processuali  come, denunzie, ricorsi, querele, costituzione in parte civile nei processi penali, intervento in giudizi civili, amministrativi e contabili.

 

L’Associazione Nazionale, nell’ambito dei suoi scopi, potrà, anche e tra l’altro, assumere le relative spese che potranno essere finanziate, oltre che dagli apporti dei componenti l’associazione, anche attraverso la raccolta di libere contribuzioni  di terzi, sia pubbliche, che private.

Potrà inoltre organizzare attività editoriali nonché ricevere contributi di qualunque genere, sia da privati che da enti pubblici per il perseguimento dello scopo sociale.

L’Associazione Nazionale potrà compiere tutti gli altri atti e le operazioni contrattuali di natura immobiliare, mobiliare, creditizia e finanziaria necessarie o utili alla realizzazione degli scopi sociali.

L’Associazione Nazionale si avvarrà di tutte le provvidenze ed agevolazioni di legge previste per le organizzazioni senza scopo di lucro e per il settore d’intervento (L. 11 agosto 1991, n. 266).

 

Art. 4

Durata dell’associazione

La durata dell’Associazione Nazionale è illimitata.

 

II – PATRIMONIO ED ESERCIZIO

Art 5

Patrimonio dell’associazione

Il patrimonio dell’associazione è costituito:

a) dai beni di proprietà dell’associazione;

b) da eventuali fondi di riserva costituiti con le eccedenze di bilancio.

c) da eventuali erogazioni, donazioni e lasciti;

Le entrate dell’associazione sono costituite:

a)     dalle quote di iscrizione, sociali e di contribuzione;

b)    dai contributi dei soci;

c)     da ogni altra entrata.

Art. 6

Esercizio finanziario

L’esercizio finanziario va dal 1 primo gennaio  al 31 dicembre di ogni anno.

Entro il 30 aprile di ogni anno,  verranno predisposti dal consiglio direttivo il bilancio consuntivo dell’esercizio trascorso e quello preventivo dell’esercizio in corso.

 

III – SOCI

Art. 7

Categorie di soci

Si distinguono le seguenti 3 categorie di soci:

A) FONDATORI dell’associazione, le persone fisiche che hanno promosso e sottoscritto la costituzione della presente associazione e che si riconoscono in essa.

B) ORDINARI le persone fisiche o giuridiche che prestano la loro attività gratuitamente, sostengono l’attività sociale attraverso la propria attività e/o le proprie risorse economiche anche apportando capitale non remunerato. I soci ordinari verranno ammessi secondo i criteri previsti dal successivo articolo 8.

C)  ONORARI O BENEMERITI, si considerano tali coloro che vengono insigniti di tale qualifica, per volontà dell’Assemblea Nazionale o, in alternativa, dal Consiglio Direttivo Nazionale,  perché hanno contribuito in maniera determinante con la loro opera o il loro sostegno ideale od economico alla vita dell’Associazione.

D) SOSTENITORI: sono coloro che, condividendo finalità e scopi, contribuiscono in modo rilevante al sostentamento dell’Associazione.

Tutti i soci hanno diritto di voto, ad eccezione dei minorenni. I soci onorari possono essere dispensati dal versamento delle quote sociali.

       

Art. 8

Ammissione dei soci ordinari nell’associazione

Diventano soci ordinari coloro la cui domanda di ammissione venga accettata dal Consiglio  Direttivo Nazionale e che abbiano versato la quota associativa, ove stabilita annualmente dallo stesso Organo.

Il Consiglio direttivo può stabilire che la quota associativa dovuta da enti e soggetti collettivi possa essere di importo superiore a quella dovuta dai soci persone fisiche.

Il Consiglio Direttivo cura l’annotazione dei nuovi aderenti nel libro soci.

 

Art. 9

Perdita della qualità di socio

La qualità di socio si perde per decesso, per esclusione, per decadenza o per recesso.

Il recesso da parte dei soci deve essere comunicato in forma scritta all’Associazione Nazionale almeno tre mesi prima dello scadere dell’anno in corso (vedi art. 242 c.c.).

L’esclusione dei soci è deliberata dal Consiglio Direttivo Nazionale:

1)         per comportamento contrastante con gli scopi dell’Associazione;                

2)         per persistenti violazioni degli obblighi statutari e regolamentari;

3)         quando, in qualunque modo, arrechino danni morali o materiali all’Associazione;

4)         per indegnità;

5)         (per altro grave motivo, vedi art. 243 c.c.).

Il socio decade automaticamente in caso di mancato versamento della quota associativa per 1 anno. Prima di procedere all’esclusione devono essere contestati per iscritto al socio gli addebiti che allo stesso vengono mossi, consentendo facoltà di replica tranne che per l’ipotesi di decadenza per morosità per la quale l’esclusione si perfeziona automaticamente con il decorrere del termine previsto per il pagamento. Il socio receduto o escluso non ha diritto alla restituzione delle quote associative versate (vedi art. 244 c.c.).

 

IV – ORGANI ASSOCIATIVI

Art. 10

Organi dell’associazione Nazionale

Sono organi dell’associazione:

– Il Presidente Nazionale, due Vice-Presidenti Nazionali ed il Presidente Nazionale Onorario;

– il Consiglio Direttivo Nazionale;

– l’Assemblea Nazionale dei Soci;

– il Comitato Scientifico Nazionale;

– il Collegio dei Revisori;

– il Collegio dei Probiviri.

Le cariche di Presidente, di Vice Presidente, di Presidente Onorario, dei membri del Consiglio Direttivo, dei membri del Collegio dei Probiviri e del Presidente del Comitato Scientifico sono incompatibili con quelle politiche e con quelle esecutive di partito.

 

Art. 11

Partecipazione agli organi sociali

La partecipazione agli organi sociali, sia a livello nazionale che regionale e l’esercizio di funzioni dirigenziali, sia a livello nazionale che regionale sono gratuiti; non danno diritto ad alcun compenso o guadagno, ma solo al rimborso delle eventuali spese sostenute per lo svolgimento delle funzioni, nei limiti che potranno essere determinati con regolamento approvato dal Consiglio Direttivo Nazionale.

 

 

Art. 12

Convocazione dell’assemblea Nazionale

I soci sono convocati in assemblea del Consiglio Nazionale almeno una volta all’anno  –  di norma entro il 30 maggio – per l’approvazione del bilancio consuntivo dell’esercizio precedente e di quello preventivo dell’esercizio in corso, mediante convocazione contenente l’ordine del giorno, da inviare a ciascun socio, almeno 15 giorni prima di quello fissato per l’adunanza, ovvero mediante affissione all’albo sociale.

Ogni socio potrà farsi rappresentare in Assemblea Nazionale da un altro socio con delega scritta. Ogni socio non potrà ricevere più di due deleghe. 

 

Art. 13

Costituzione dell’assemblea Nazionale

L’assemblea è validamente costituita in presenza di almeno la metà dei soci in prima convocazione e qualunque sia il numero dei soci presenti in seconda convocazione.

Essa delibera a maggioranza di voti.

Per le deliberazioni relative alla modificazione dell’atto costitutivo e dello Statuto ovvero allo scioglimento dell’associazione e alla devoluzione del patrimonio residuo, occorre il voto favorevole di almeno due terzi dei presenti.

 

Art. 14

Organi dell’Assemblea dei soci

L’assemblea Nazionale è presieduta dal Presidente del Consiglio Direttivo Nazionale, in caso di assenza o mancanza dello stesso, da uno dei due Vice Presidenti Nazionali, dal Presidente Nazionale Onorario o dal consigliere più anziano d’età.

Il Presidente Nazionale dell’Assemblea nomina un Segretario Nazionale.

Delle riunioni dell’assemblea si redige processo verbale firmato dal Presidente e dal Segretario Nazionale.

 

Art. 15

Consiglio Direttivo Nazionale

Il Consiglio Direttivo Nazionale è l’organo di amministrazione e di direzione dell’Associazione. Esso è formato da un numero massimo di sette membri, nominati dall’Assemblea Nazionale dei soci fra i soci medesimi. I membri del Consiglio Direttivo Nazionale rimangono in carica 7 anni e sono rieleggibili.

Possono fare parte del Consiglio esclusivamente i soci maggiorenni.

Nel caso in cui, per dimissioni o altre cause, uno o più dei componenti il Consiglio Direttivo Nazionale decadano dall’incarico, il Consiglio medesimo può provvedere alla loro sostituzione nominando i primi tra i non eletti, che rimangono in carica fino allo scadere dell’intero Consiglio. Nell’ impossibilità di attuare detta modalità o nel caso in cui decada oltre la metà dei membri del Consiglio, l’Assemblea Nazionale deve provvedere alla nomina di un nuovo Consiglio Direttivo Nazionale.

Il Consiglio Direttivo Nazionale nomina al suo interno i due Vice-Presidenti Nazionali e un Segretario Nazionale ed elegge, eventualmente, il Presidente Nazionale Onorario scelto quest’ultimo tra i soci onorari.

L’utilizzo del Logo dell’Associazione Co.N.Al.Pa. ONLUS è regolato dal documento denominato “Regolamento Logo Co.N.Al.Pa.  ONLUS” approvato dal Consiglio Direttivo Nazionale.

Al Consiglio Direttivo Nazionale sono attribuite le seguenti funzioni:

1)         curare l’esecuzione delle deliberazioni dell’Assemblea Nazionale ;

2)         curare l’organizzazione di tutte le attività dell’Associazione Nazionale;

3)         curare l’osservanza delle prescrizioni statutarie e degli eventuali regolamenti;

4)         predisporre gli eventuali regolamenti che di volta in volta si renderanno necessari, facendoli approvare dall’Assemblea dei soci;

5)         predisporre il bilancio preventivo e consuntivo;

6)         provvedere agli affari di ordinaria amministrazione che non siano di competenza dell’Assemblea Nazionale dei soci, ivi compresa la determinazione della quota associativa annuale.

7)         curare l’osservanza del “Regolamento Logo Co.N.Al.Pa. ONLUS”.

 

Il Consiglio Direttivo Nazionale è presieduto dal Presidente o in caso di sua assenza dal Vice-Presidente Anziano e, in assenza di entrambi, dal componente del  Consiglio più anziano di età.

Il Presidente Nazionale Onorario partecipa di diritto alle riunioni del Consiglio Direttivo Nazionale, con voto consultivo.

7)          provvedere ad eventuali esclusioni dei soci. Nel caso il socio fosse membro del Direttivo Nazionale o del Direttivo Regionale la revoca dovrà essere validata convocando il Consiglio Direttivo Nazionale con l’unanimità dei voti di tutti i membri del Direttivo Nazionale (ad esclusione del voto del socio da revocare se trattasi di membro del Direttivo Nazionale).

Il Consiglio Direttivo Nazionale è convocato di regola ogni tre mesi e ogni qualvolta il Presidente lo ritenga opportuno o almeno tre consiglieri ne facciano richiesta e comunque almeno una volta all’anno. Assume le proprie deliberazioni con la presenza della maggioranza dei suoi membri ed il voto favorevole della maggioranza degli intervenuti: in caso di parità prevale il voto del Presidente o, in sua assenza del Vice Presidente Anziano.

Le convocazioni devono essere effettuate mediante avviso scritto, da recapitarsi almeno dieci giorni prima della data della riunione, contenente ordine del giorno, luogo, data ed orario della seduta.  In difetto di convocazione formale o di mancato rispetto dei termini di preavviso, saranno ugualmente valide le riunioni cui partecipano tutti i membri del Consiglio direttivo.

I verbali di ogni adunanza del Consiglio Direttivo Nazionale, redatti a cura del Segretario Nazionale e sottoscritti dallo stesso e da chi ha presieduto la riunione, vengono conservati agli atti. L’ingiustificata assenza di un consigliere a più di tre riunioni annue del Consiglio Direttivo, comporta la sua immediata decadenza dalla carica. Il consigliere decaduto non è immediatamente rieleggibile.

Il Consiglio direttivo può attribuire ad uno o più dei suoi membri il potere di compiere determinati atti o categorie di atti in nome e per conto dell’associazione.

 

 

Art. 16

Presidente Nazionale

Il Presidente Nazionale è eletto dall’Assemblea Nazionale a maggioranza dei voti, egli è il rappresentante legale dell’Associazione Nazionale, nonché Presidente dell’Assemblea Nazionale dei soci e del Consiglio Direttivo Nazionale.

In caso di sua assenza o impedimento le sue funzioni spettano al Vice-Presidente Nazionale Anziano o, in assenza, al membro del Consiglio Nazionale più anziano d’età. Il Presidente e i due Vice-Presidentie Nazionali alla fine del loro mandato sono rieleggibili. Il Presidente Nazionale ha la firma sociale sugli atti che impegnano l’Associazione sia nei riguardi dei soci che dei terzi. Il Presidente Nazionale cura l’esecuzione delle deliberazioni del Consiglio Direttivo Nazionale e, in caso d’urgenza, ne assume i poteri chiedendo ratifica allo stesso dei provvedimenti adottati nella riunione immediatamente successiva, che egli dovrà contestualmente convocare.

 

Art. 17

Vice-Presidenti  Nazionali

I due  Vice Presidenti Nazionali  rappresentano  l’Associazione Nazionale in tutti i casi in cui il Presidente Nazionale sia impossibilitato a farlo con apposita delega dal Presidente stesso. In caso di presenza di entrambi la rappresentanza è demandata al Vice Presidente Nazionale Anziano.

 

Art. 18

Presidente Nazionale Onorario

Il Presidente Nazionale Onorario è eletto dal Consiglio Direttivo Nazionale tra i soci onorari ovvero tra i soci che meglio rappresentano la continuità e la specificità delle finalità e degli indirizzi culturali dell’Associazione. Il Presidente Nazionale Onorario partecipa di diritto alle riunioni del Consiglio Direttivo Nazionale, con voto consultivo.

 

Art. 19

Segretario del consiglio direttivo Nazionale

Il Segretario Nazionale è scelto dal Consiglio Direttivo Nazionale tra i suoi membri. Egli dirige gli uffici di segreteria dell’Associazione, cura il disbrigo delle questioni correnti, attenendosi alle direttive impartitegli dal Presidente Nazionale. Il Segretario firma la corrispondenza corrente e svolge ogni altro incarico che di volta in volta gli viene affidato dal Presidente Nazionale e che lo Statuto gli riconosce. Egli è responsabile della consistenza di cassa e banca e deve rendicontare mensilmente al Consiglio Direttivo Nazionale le modalità ed i termini di impiego delle somme spese dall’Associazione Nazionale nello svolgimento dell’attività sociale.

 

Art. 20

Comitato Scientifico Nazionale

Il Comitato Scientifico è un organo consultivo dell’associazione, i cui membri vengono nominati dal Consiglio Direttivo Nazionale ed è presieduto da un proprio Presidente, nominato direttamente dal Consiglio Direttivo Nazionale, che partecipa alle riunioni indette dal Consiglio Direttivo con presenza consultiva. Fermo quanto sopra esposto il Consiglio Direttivo Nazionale, in qualsiasi momento, si potrà avvalere del Comitato Scientifico Nazionale, in base alla disponibilità dei vari componenti ed in base alla particolare materia e/o problematica da trattare. Il Comitato Scientifico Nazionale è proposto all’ analisi programmazione e gestione, di progetti culturali e/o ambientali ed è formato da professionisti e tecnici esperti, anche non iscritti.

 

Art. 21

Composizione e compiti del Collegio dei revisori

Il Collegio dei revisori dei conti è composto da tre membri effettivi e da due membri supplenti, nominati dall’Assemblea anche fra i non soci.

Il Collegio nomina al proprio interno un Presidente.

Il Collegio dei Revisori ha il compito di controllare la gestione amministrativa e contabile  dell’Associazione, con particolare riguardo alla consistenza di cassa ed all’operato del segretario.

Partecipa, senza diritto di voto, alle riunioni del Consiglio Direttivo Nazionale e dell’Assemblea Nazionale.

Alla fine di ciascun esercizio, i revisori predisporranno un’apposita relazione ai bilanci, nella quale esporranno all’Assemblea dei soci le risultanze delle verifiche effettuate nel corso d’anno.

 

Art. 22

Composizione e compiti del collegio dei probiviri

Il Collegio dei probiviri è istituito dall’Assemblea Nazionale dei soci.

Il Collegio dei probiviri è costituito da cinque membri, eletti dall’assemblea fra i soci per la durata di sette anni e sono rieleggibili.

Il Collegio è presieduto da un Presidente eletto a maggioranza tra i suoi componenti.

Il Collegio dei probiviri decide sulle controversie sociali tra i soci e tra questi e l’associazione.

Le deliberazioni del collegio dei probiviri devono essere adottate con la presenza della maggioranza dei membri in carica, a maggioranza assoluta dei presenti.

La carica di membro del Collegio dei probiviri è incompatibile con ogni altra carica sociale.

 

Art. 23

Decadenza dalle cariche sociali

I componenti del Consiglio Direttivo Nazionale e del collegio dei probiviri decadono automaticamente dall’incarico in caso di perdita della qualità di socio.

 

Art. 24

Risoluzione delle controversie sociali

Tutte le controversie sociali fra i soci e fra questi e l’associazione ed i suoi organi sono sottoposte, con esclusione di ogni altra giurisdizione alla competenza del collegio dei probiviri: essi giudicano “pro bono et aequo” senza formalità di procedura, regolando lo svolgimento del giudizio nel modo che ritengano più opportuno, garantendo il contraddittorio alle parti ed assegnando in ogni caso alle stesse, termini per la presentazione di difese e di istanze istruttorie.

Il lodo dovrà essere emesso entro 180 giorni dalla presentazione del ricorso al Presidente dell’Associazione Nazionale o, in caso di incompatibilità, al vice-presidente Anziano.

Il lodo emesso è inappellabile.

 

V – SCIOGLIMENTO E LIQUIDAZIONE DELL’ASSOCIAZIONE

Art. 25

Cause di scioglimento dell’associazione

L’associazione si scioglie:

a) per deliberazione dell’assemblea Nazionale;

b) quando il patrimonio è divenuto insufficiente rispetto agli scopi;

c) per le altre cause di cui all’art.27 C.C.

 

Art. 26

Liquidazione

In caso di scioglimento dell’associazione, gli amministratori propongono all’assemblea la nomina di uno o più liquidatori.

L’assemblea che nomina i liquidatori provvede nella deliberazione di nomina a disporre le modalità di devoluzione del patrimonio sociale residuo.

Compiuta la liquidazione del patrimonio e soddisfatti i creditori, i liquidatori provvedono alla devoluzione del residuo.

 

 

VI – ARTICOLAZIONI REGIONALI

Art. 27

Possono essere attivate sedi regionali dell’ Associazione. Qualora almeno 10 soci iscritti all’associazione nazionale della zona interessata (regione) ne facciano richiesta scritta all’Associazione Nazionale stessa, il Consiglio Direttivo Nazionale autorizzerà la convocazione di una prima Assemblea Regionale che, se regolarmente costituita, delibererà la costituzione della  Delegazione Regionale dell’Associazione. Il Consiglio Direttivo Nazionale ha la facoltà di sciogliere le singole Delegazioni Regionali dell’Associazione o rimuovere componenti presenti negli organi dei Nuclei regionali.

Il Controllo delle attività delle Delegazioni Regionali è demandato al Consiglio Direttivo Nazionale che può, in ultima istanza, non autorizzare specifiche attività.

 

Art. 28

La prima Assemblea Regionale si intende regolarmente costituita qualora siano presenti almeno il 50 percento dei soci dell’Associazione iscritti al Collegio Regionale. Della convocazione della prima Assemblea deve essere data comunicazione a tutti gli iscritti dell’associazione Nazionale.

 

Art. 29

Organi della Delegazione Regionale, che deve sviluppare la sua attività ai sensi del presente statuto, sono: 

–         l’Assemblea Regionale;

–         il Presidente Regionale;

–         il Vice Presidente Regionale;

–         il Segretario –  Tesoriere Regionale;

–        il Consiglio Direttivo Regionale;

–         i Revisori dei Conti.

Art. 30

Partecipazione all’Assemblea Regionale

Hanno diritto di partecipare all’Assemblea Regionale sia ordinaria che straordinaria tutti i soci iscritti regolarmente all’Associazione e residenti nella Regione di riferimento.

L’Assemblea viene convocata in via ordinaria, almeno una volta all’anno entro il 30 maggio per l’approvazione del conto consuntivo e del bilancio preventivo dell’anno in corso, e per l’eventuale rinnovo delle cariche sociali.

Assemblea può, inoltre, essere convocata tanto in sede ordinaria che in sede straordinaria:

–   per decisione del Consiglio Direttivo Regionale;

–   su richiesta, indirizzata al Presidente Regionale, da almeno un terzo dei soci della Delegazione.

Art. 31

Convocazione dell’Assemblea Regionale

Le assemblee ordinarie e straordinarie sono convocate, con preavviso di almeno 15 giorni inviato a tutti i soci.

 

Art. 32

Costituzione e deliberazioni dell’Assemblea Regionale

L’assemblea in sede ordinaria è regolarmente costituita in prima convocazione con la presenza la metà dei soci, ed in seconda convocazione qualsiasi sia il numero dei presenti purché  superiore a 7.

L’assemblea in sede straordinaria è validamente costituita sia in prima che in seconda convocazione con la presenza di almeno i tre quarti dei soci.

L’assemblea ordinaria delibera, sia in prima che in seconda convocazione con la maggioranza  dei presenti.

In caso di parità di voti l’assemblea deve essere chiamata subito a votare una seconda volta.

L’assemblea straordinaria delibera sia in prima che in seconda convocazione con la maggioranza dei presenti.

Le deliberazioni prese in conformità allo statuto, obbligano tutti i soci regionali, anche se assenti, dissidenti o astenuti dal voto.

Art. 33

Forma di Votazione dell’Assemblea Regionale

L’assemblea vota normalmente per alzata di mano su decisione del Presidente Regionale e per argomenti di particolare importanza la votazione può essere effettuata a scrutinio segreto, il Presidente dell’assemblea può inoltre, in questo caso, scegliere due scrutinatori fra i presenti.

 

Art. 34

Compiti dell’Assemblea Regionale

All’assemblea spettano i seguenti compiti:

In sede ordinaria: 

–  discutere e deliberare sui bilanci consuntivi e preventivi e sulle relazioni del Consiglio Direttivo Regionale;

–  eleggere i membri del Consiglio Direttivo Regionale, ed i propri membri dei Revisori dei Conti;

–  deliberare sulle direttive d’ordine generale della Delegazione Regionale e sull’attività da essa svolta e da svolgere nei vari settori di sua competenza;

–   deliberare su ogni altro argomento di carattere ordinario sottoposto alla sua approvazione dal Consiglio Direttivo Regionale;

in sede straordinaria: 

–  deliberare sullo scioglimento della Delegazione;

–  deliberare sulle proposte di modifica dello statuto da inoltrare al Consiglio Direttivo Nazionale;

–  deliberare sul trasferimento della sede della Delegazione;

–  deliberare su ogni altro argomento di carattere straordinario sottoposto alla sua approvazione dal Consiglio Direttivo Regionale.

 

Art. 35

Compiti del Consiglio Direttivo Regionale

Il Consiglio Direttivo Regionale elegge tra i propri membri il Presidente Regionale, il Vice Presidente Regionale, il Segretario -tesoriere Regionale.

Il Consiglio Direttivo Regionale ha il compito di:

–  deliberare sulle decisioni riguardanti l’attività della Delegazione Regionale per l’attuazione delle sue finalità e secondo le direttive dell’Assemblea Regionale e degli Organismi Nazionali assumendo tutte le iniziative del caso;

–  predisporre il conto consuntivo ed il bilancio preventivo della Delegazione da sottoporre all’approvazione dell’assemblea Regionale;

–  deliberare su ogni atto di carattere patrimoniale e finanziario che ecceda l’ordinaria amministrazione;

–  dare parere su ogni altro oggetto sottoposto al suo esame dal Presidente Regionale.

– curare l’osservanza delle direttive predisposte dal Consiglio Direttivo Nazionale relative al documento “Regolamento Logo Co.N.Al.Pa.  ONLUS”.

Il Consiglio Direttivo Regionale, nell’esercizio delle sue funzioni può avvalersi della collaborazione di commissioni consultive o di studio (scientifiche) regionali, nominate dal Comitato stesso, composte da soci, oppure anche da non soci.

Il Consiglio Direttivo Regionale delibera, normalmente, a maggioranza semplice, per alzata di mano, in base al numero dei presenti. In caso di parità di voti, la proposta si intende respinta.

Art. 36

Composizione del Consiglio Direttivo Regionale

Il Consiglio Direttivo Regionale è formato da 5 membri nominati dall’assemblea ordinaria, nell’ ambito dei soci ordinari, qualora il numero dei soci sia inferiore a 10 (dieci).

Se il numero degli iscritti alla Delegazione Regionale è superiore a 10 (dieci), il Consiglio Direttivo Regionale sarà formato da 7 membri.

L’integrazione andrà fatta all’ Assemblea ordinaria successiva al raggiungimento di 11 (undici) soci.

Il Consiglio Direttivo Regionale dura in carica 3 anni e comunque fino all’assemblea ordinaria che procede al rinnovo delle cariche sociali.

Al termine del mandato i componenti del Consiglio Direttivo Regionale possono essere riconfermati.

Negli intervalli tra le assemblee sociali ed in caso di dimissioni, decesso, decadenza od altro impedimento di uno o più dei suoi membri, purché meno della metà, il Consiglio Direttivo Regionale ha la facoltà di procedere – per cooptazione alla integrazione del Comitato stesso fino al limite del 40% dei suoi membri.

Nel caso di dimissioni della maggioranza dei membri del Consiglio Direttivo Regionale. deve essere convocata l’assemblea ordinaria, con carattere di urgenza, a cura dei rimanenti consiglieri, per il rinnovo dell’intero Comitato.

Nel caso di dimissioni della totalità dei membri del Consiglio Direttivo Regionale, l’assemblea deve essere convocata, con carattere di urgenza, dal Consiglio Direttivo Nazionale per il rinnovo dell’intero Comitato.

Nelle more, gli attuali membri durano in carica fino alla successiva assemblea, anche se , dimissionari, per il disbrigo degli affari ordinari.

I Membri del Comitato non riceveranno alcuna remunerazione in dipendenza della loro carica salvo  il rimborso delle spese effettivamente sostenute.

Art. 37

Riunioni Del Consiglio Direttivo Regionale

Il Comitato si riunisce, sempre in unica convocazione, possibilmente una volta al bimestre comunque ogni qualvolta il Presidente lo ritenga necessario o quando lo richiedano 3 componenti.

Le riunioni del Consiglio Direttivo Regionale devono essere convocate almeno cinque giorni prima.

Le riunioni del Comitato sono valide con la presenza dì almeno la maggioranza dei suoi componenti e sono presiedute dal Presidente Regionale o, in sua assenza, dal Vice Presidente Regionale.

In caso di particolare urgenza il Comitato può essere convocato tramite comunicazione inviata almeno 2 (due) giorni prima.

Le sedute e le deliberazioni del Comitato sono fatte constare da processo verbale sottoscritto dal Presidente Regionale e dal Segretario Regionale.

Le decisioni del Comitato sono pubbliche. Soltanto il Comitato, con specifica delibera, ha facoltà di rendere segrete quelle deliberazioni per le quali non sia opportuno e conveniente dare pubblicità.

Alle riunioni del Consiglio Direttivo Regionale potranno presiedere i membri del Consiglio Direttivo Nazionale i quali in ogni caso svolgeranno soltanto funzioni consultive.

Art. 38

Presidente Regionale

Il Presidente Regionale opera su linee guida dell’Associazione Nazionale, del Consiglio Direttivo Regionale, indicazione e delega del Presidente Nazionale e non in contrasto sulle decisioni di quest’ultimo, dirige l’Associazione e la rappresenta, a tutti gli effetti, di fronte a terzi ed in giudizio per la propria regione di appartenenza.

Il Presidente Regionale è responsabile di tutti gli atti amministrativi compiuti entro le deleghe ricevute.

È fatto divieto assoluto al Presidente Regionale compiere atti amministrativi che esulano dalle deleghe ricevute.

Il Presidente Regionale ha la responsabilità generale del buon andamento della Delegazione Regionale secondo le decisioni dell’Assemblea Regionale, delle direttive nazionali.

Al Presidente Regionale spetta la firma degli atti sociali che impegnano la Delegazione Regionale sia nei riguardi dei  soci che dei terzi della propria regione, salvo quelli che sono delegati dal presente statuto, al Segretario Generale Regionale.

Cura i rapporti formali ed istituzionali con gli Organi dello Stato e delle Autonomie Locali della zona di competenza nel rispetto delle indicazioni e delle linee guida ratificate dagli organi centrali dell’Associazione Nazionale.

Ogni atto ufficiale che impegni la Delegazione nei rapporti con terzi deve essere approvato dal Consiglio Direttivo Nazionale o, in caso di urgenza, dal Presidente o da uno dei due Vice Presidente Nazionale.

Il Presidente Regionale sovrintende in particolare all’attuazione delle deliberazioni dell’assemblea e del Consiglio Direttivo Regionale.

Il Presidente Regionale può delegare, al Vice Presidente Regionale e/o ad uno o più Consiglieri Regionali, parte dei suoi compiti in via transitoria o permanente.

Comunque il tutto verrà organizzato e disciplinato da regolamenti.

Art. 39

Vice-Presidente Regionale

Il Vice Presidente Regionale ha funzioni di “vicario” in assenza del Presidente Regionale, e assolve ai medesimi compiti del Presidente.

 

Art. 40

Segretario –tesoriere  Regionale

Il Segretario – Tesoriere della Delegazione è eletto dal Consiglio Direttivo Regionale fra i suoi componenti. Il Segretario – Tesoriere Regionale dirige gli uffici della Delegazione Regionale, cura il disbrigo degli affari ordinari, svolge ogni altro compito a lui demandato dalla Presidenza Regionale, dal Vice-Presidente Regionale o dal  Consiglio Direttivo Regionale dai quali riceve direttive per lo svolgimento dei suoi compiti. Il Segretario avrà cura di tenere la corretta archiviazione di tutti i documenti e gli atti amministrativi.  Ed è demandato alla tenuta della contabilità del Delegazione, al mantenimento dei vari registri contabili della Delegazione e dovrà relazionare al Segretario Nazionale. Predispone il conto consuntivo ed il bilancio preventivo da sottoporre al Consiglio Direttivo Regionale e da inoltrare al Consiglio Direttivo Nazionale avente, quest’ultimo, funzione di controllo.

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